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NEW USB HD COLLECTION - (12 ALBUM A VOSTRA SCELTA)

NEW USB HD COLLECTION - (12 ALBUM A VOSTRA SCELTA)

€ 99,00

Questa è un'oppurtunità unica, infatti potete scegliere da tutto il nostro catologo i titoli che preferite, inserite i codici dei 12 dischi che preferite (usate il codice CVLD...) nelle note dell'ordine. E' un'offerta ad un prezzo meno del 50% della somma dei prezzi dei singoli CD o File HD, è disponibile in chiavetta USB 3.0 (quindi facile da usare, per una lettura diretta dai vostri lettori di file o per un trasferimento veloce nei vostri archivi musicali) è della capacità di 32GB; conterrà i vostri 12 album Velut Luna preferiti resi già disponibili, sempre in questo sito, anche in formato CD ed in file HD. Sono in formato HD NATIVO, mediamente in standard 88.2kHz / 24bit - PCM lineare .wav non compresso. Tutte le registrazioni sono NATIVE in alta risoluzione e realizzate con i massimi standard qualitativi al fine di offrire un suono purissimo e di eccellenza assoluta. Hanno detto di questa offerta: Contenuto estremamente vario e validissimo. Registrazione; una gioia per le orecchie e il cervello. Grazi e cari saluti.. ottimo prodotto Il prodotto acquistato risponde pienamente alle mie attese di qualità. Grazie mille. Brani interessanti e di qualità È la prima volta che acquisto da Velut Luna ma non posso far altro che confermare che la qualità delle registrazioni è impressionante. Sulle mie ATC attive il suono è sbalorditivo! Complimenti a tutto il team di Velut Luna!  

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Master Files HD Velut Luna - HD 1TB

Master Files HD Velut Luna - HD 1TB

€ 350,00

Master Files HD Velut Luna - HD 1TB Si tratta della rioriganizzazione in un'opera unica e organica, e ovviamente in costante aggiornamento, di tutti files HD, ovvero tutti i progetti discografici prodotti, registrati e masterizzati per Velut Luna. Al momento si tratta di circa 237 progetti realizzati in HD nativo (da 88.2kHz/24bit fino a 192kHz/24bit, a seconda delle circostanze), a partire dal 1998: il numero è indicativo, perchè si tratta di un lavoro in continuo aggiornamento. Alcuni di questi erano stati registrati in parallelo anche in analogico. Tutto questo materiale era ovviamente archiviato, ma in differenti hard disk, moltissimi ancora erano sui mitici nastri digitali DTRS, e altri ancora SOLO su nastro analogico: in ogni caso tutti con differenti modalità di archiviazione. Raccogliendo i files master nativi, e quindi inevitabilmente riascoltandoli uno per uno... ci è venuta voglia in qualche caso di rimettere mano al suono, rivedere quindi il mastering finale secondo il gusto odierno. E naturalmente nella nuova "cartella" sono state  inserite entrambe le versioni, flat originale e rimasterizzata. Infine gli originali master analogici, sono stati acquisiti in digitale in formato HD 24/88.2 utilizzando un registratore STUDER A810 e un convertitore AD PRISM SOUND DREAM AD2 Il risultato di questo lavoro è ora disponibile in formato "liquido, ma solido", ovvero raccolto in un Hard Disk da 1TB 2,5" La proposta commerciale relativa a questo progetto è intesa come una PRESTAZIONE DI SERVIZIO ad personam e su richiesta: ovvero NON si tratta della vendita di un oggetto immediatamente disponibile e di pronta vendita, ma di files master originali compilati su richiesta da parte dei nostri clienti (richiesta formulato con il semplice ordine online del servizio esclusivamente tramite questo sito); il prezzo richiesto comprensivo di spese di spedizione NON è relativo all'oggetto, o ai files ivi compresi, MA alla stessa, precisa prestazione di servizio necessaria alla preparazione, personalmente realizzata da Marco Lincetto in persona. Anche per questo motivo, dal momento dell'acquisto/ordine, mediamente il Hard Disk verrà spedito non prima di 3 o 4 giorni, proprio per dare il tempo a Lincetto di realizzarlo e in caso di overbooking i tempi di consegna potrebbero anche allungarsi.   AGGIORNA IL TUO HD QUI Gli acquirenti della Master Files HD Velut Luna - HD 1TB hanno diritto al nostro servizio di aggiornamenti. Per solo € 99,00 all'ANNO potrai aggiornare il tuo HD con tutte le nostre nuove uscite dell'ultimo anno.  Questa speciale opzione è disponibile solo per i possessori del Master Files HD Velut Luna - HD 1TB. I file verranno inviati attraverso un link che vi farà accedere al download. Per chi deve aggiornare per più anni si applica la seguente tabella: 169€ per due anni 219€ per tre anni oltre i tre anni contattare: info@referencemusicstore.com  

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LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD + FILE HD)

LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 49,00

LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. “Living Blues or “Playing the Blues? Senza dubbio, Max appartiene alla prima categoria, e per tale ragione suonare e condividere del tempo si trasforma in esperienza fuori dall’ordinario. Pur avendo in comune un ampio territorio - la Terra del Blues - i nostri obiettivi musicali appaiono apparentemente distanti, tuttavia, ogni nostro incontro genera un’alchimia irripetibile, che sorprende noi per primi. Questo disco racconta della vita, delle sue gioie e dei suoi dolori, dell’amore e della rassegnazione, ma mai della sconfitta. Il primo lato dell’LP esprime l’essenza del Blues, delle sue radici e della sua evoluzione. Il secondo è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra difficoltà della vita, speranza e accettazione, anche se l’assolo che dissolve la tonalità e il ritmo nella prima delle bonus track è la metafora del fatto che “We still haven’t found what we’re looking for”; e quindi continuiamo a cercare. Enrico Merlin Enrico Merlin plays through Tony D’angelo amplifiers and Fattoria Mendoza stomp boxes. Digital / Analog recording made strictly live-in-studio at Main Hall, Villa Masiero e Centanin, Arquà Petrarca, Italy, on May 3, 4, 2023. Analog Mix and mastering made at VL Studio, Naquera, Spain, on May 11, 12, 2023, using Rupert Neve Design Summing Mixing Console, Maselec MLA-2 / MEA-2 / MPL-2 and Studer A810. Production: Marco Lincetto and Massimo Corvino Consulting Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Enrico Merlin Balance, recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Graphics and layout: L’Image

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PROJECT ONE (LP 180 GR + CD + FILE HD)

PROJECT ONE (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 59,00

PROJECT ONE (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) Marco Lo Muscio, David Jackson, John Hackett, Steve Hackett *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. "Project One": un progetto discografico Velut Luna che nasce grazie all'amicizia ed alla lunga collaborazione musicale ed artistica del M° Marco Lo Muscio con tre nomi iconici della musica Progressive e contemporanea: David Jackson, John Hackett e Steve Hackett. Il progetto è un grande omaggio, con arrangiamenti totalmente acustici, ai vari stili della grande musica del '900 e contemporanea. L'impianto base vede il suono gotico e sinfonico dell'organo a canne amalgamato insieme alla potenza dei sassofoni di David Jackson. La chitarra di Steve Hackett ed il flauto di John Hackett aggiungono il tocco finale in alcuni speciali arrangiamenti nati appositamente per questo progetto discografico. I compositori scelti provengono dal mondo della musica del '900 e contemporanea (Benjamin Britten, György Ligeti, Aaron Copland, George Martin e Marco Lo Muscio), delle colonne sonore (Wojciech Kilar), del Jazz moderno (Jan Garbarek) e del Progressive (King Crimson, Genesis, Van Der Graaf Generator, Emerson Lake & Palmer, Pink Floyd, David Jackson e Steve Hackett). L'ascolto in chiave acustica di queste musiche farà scoprire nuove sfumature e dettagli; si potrà capire anche quanto la musica Progressive interpretata in questa chiave sia effettivamente molto vicina ed influenzata dalla musica classica del '900. Infine la risaputa grande qualità delle registrazioni Velut Luna di Marco Lincetto offriranno un'incredibile gamma sonora nell'ascolto di questo originale ed unico progetto discografico!    

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Two For The Road (LP 180 GR + CD + FILE HD)

Two For The Road (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 49,00

Two For The Road (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) Chiara Pastò, Francesco Pollon *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. LA MEGLIO GIOVENTU’ di Marco Lincetto Chiara Pastò arriva finalmente a realizzare un disco di Jazz. Al quarto lavoro discografico, tutti realizzati con la mia etichetta Velut Luna e con me come produttore, la giovane, brillante, cantante padovana affronta ormai nel pieno della sua maturità artistica e vocale il suo “territorio d’elezione” a cui ha lavorato lungo tutto il suo percorso accademico e che ha praticato in molte occasioni concertistiche. Il repertorio di questo disco presenta alcuni famosissimi standard, come la title track o Round Midnight, ma anche una originalissima escursione nel celeberrimo brano di Astor Piazzolla, libertango, a cui la stessa Chiara dona un affascinate testo inedito. E poi un suo brano originale, scritto con Enrico Santacatterina, Just A Smile, che è un suo cavallo di battaglia di area pop, per così dire, oggi riletto in chiave di standard jazz. Un disco completo e maturo, che viene esaltato dalla sapienza pianistica, dal gusto sopraffino, condito da una tecnica mirabile di Francesco Pollon, forse il più rappresentativo pianista jazz italiano della giovane generazione, che attualmente vive ed opera a New York, dopo aver lì conseguito un prestigioso master alla Manhattan School Of Music - Jazz Arts. Insomma... I giovani, grandi musicisti, esistono ancora, e più che mai, in Italia: basta dare loro lo spazio che si meritano!    

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Sergej Rachmaninov - Études Tableaux

Sergej Rachmaninov - Études Tableaux

€ 18,00

Sergej Rachmaninov - Études Tableaux   INTRODUZIONE DI EDOARDO BROTTO Gli Études Tableaux, miniature-capolavoro di una straordinaria bellezza armonica, di forma, di scrittura, di sintesi, di immagini che sono in grado di evocare e…di una straordinaria difficoltà musicale e tecnica. Non voglio aggiungere altro, la musica è meravigliosamente descrittiva ed è giusto che sia l’ascoltatore a creare i suoi mondi e a percepire i quadri che ogni brano dipinge. Nonostante il repertorio sia noto agli appassionati, questo è un disco particolare e, contrariamente allo standard, ve lo racconto in prima persona. Non avevo il coraggio di suonare gli Études nemmeno quando facevo il pianista a tempo pieno, nonostante avessi sotto le mani le maggiori opere di Rachmaninov, compreso il suo formidabile terzo concerto. Ho pensato invece di studiarli e inciderli quando la vita si è fatta molto più complessa; ingegnere di giorno, pianista di notte. Non voglio mentire dicendo che conciliare le due cose sia facile, non lo è. Suonare a livello da incisione è già di per sé una grande sfida, aggiungere un lavoro complesso da tutti i giorni, rende il tutto eccezionalmente provante. Queste righe fungono da contesto al concetto fondamentale che desidero passi a chi leggerà queste parole: è possibile porsi e centrare obiettivi apparentemente impossibili in un contesto di vita già più che piena. E lo dico perché vale la pena, qualunque cosa si scelga. Le sfide, vinte o perse, ci regalano insegnamenti preziosissimi in primis sul nostro io, sui nostri limiti che puntualmente si riveleranno errati, e poi ci donano una magnifica ondata di conoscenza nuova, ad ampio spettro. Quello che ci vuole è una buona dose di volontà inossidabile, una predisposizione a resistere alla fatica, a volte alla sofferenza, e non farsi mai distrarre dall’obiettivo primario. E un’altra cosa scrivo, non accontentarsi mai di imparare, studiare, sfidarsi, migliorarsi. Perché la soddisfazione è la morte del desiderio. Ora, venendo alle particolarità di questo disco, cominciamo col fatto che il pianoforte utilizzato per l’incisione è il mio personale: un meraviglioso Bechstein D282 che io chiamo Albus. Un sogno di una vita intera, durato più di vent’anni, diventato realtà. Albus mi è stato consegnato direttamente da Berlino questo aprile (2023) e la sua inaugurazione è stata proprio l’incisione di questo disco. La preparazione e accordatura del pianoforte per l’incisione, l’ho curata personalmente. Altro fatto peculiare è che questo disco l’ho registrato io. Con ciò intendo proprio che il lavoro di sound and balance engineer (posizionamento dei microfoni, bilanciamento, trattamento acustico e registrazione) l’ho svolto personalmente. Avevo in mente una ripresa che fosse il più fedele possibile al suono dello strumento, estremamente dettagliata e precisa, con particolare attenzione dedicata ad ottenere una perfetta immagine sonora. La scelta è ricaduta inevitabilmente su elettroniche di assoluta eccellenza e dalla caratteristica di una risposta in frequenza lineare e timbrica neutra: microfoni Sennheiser e Schoeps, omnidirezionali e sub-cardiodi per una grande presenza e cristallina pulizia, preamplificatori Millennia e Rupert Neve che garantissero la minor alterazione possibile del segnale nativo, cavi di segnale all’altezza dei componenti citati. Anche questo è il frutto di anni di studio, di esperienza e di errori; un doveroso grazie va ai preziosi insegnamenti del mio produttore Marco Lincetto al quale ho poi lasciato le tracce finite. Nelle sapienti mani di Marco ho affidato la delicata fase di missaggio e mastering, rigorosamente in catena analogica, come piace a me. Il risultato è una registrazione con un suono naturale e di grande impatto che, con un impianto ben costruito, vi fa entrare il pianoforte in casa, in tutta la sua gloria. Riguardo la scelta dei brani e del loro ordine, è da molto tempo che intuitivamente avevo immaginato questa esatta sequenza. È un percorso di suoni e di immagini che nella mia testa si è sviluppato proprio così, che amo particolarmente e pertanto, non necessiterebbe di ulteriore illustrazione. Ciononostante, aggiungo che da persona che naturalmente percepisce e immagina mondi astratti, al di là delle immagini che questi brani-quadro evocano, la loro sequenza, per spiegarla a parole comprensibili, mi ricorda una bellissima iterazione di funzioni sinusoidali in tre dimensioni spaziali e una temporale, traducibile in un lenzuolo di puro spazio che si muove sinuosamente, avvolgendoti a volte, intervallando momenti di grandissimo impeto ad altri di profonda riflessione, a volte sgomenta, ma in ogni caso intima. A fronte dell’incisione integrale, l’aver estratto questi dodici brani in questo esatto ordine, non ha fatto altro che confermare quell’intuizione avuta molto tempo addietro. Raccomando un ascolto di filato per comprendere al meglio quanto scritto sopra. Rachmaninov e io. Si potrebbe dedicare l’intero libretto solo a questo tema. Semplicemente, per concludere, la sua musica è la mia anima gemella in musica. Ho dedicato gli ultimi quindici anni a studiare e suonare le sue opere. Il suo linguaggio è talmente parte di me che ho inciso un intero disco (Within & Without – Homage to Rakhmaninov) che raccoglie una serie di mie composizioni originali dedicate al grande maestro. Con questo invece, voglio rendergli di nuovo omaggio suonando la sua di musica, per celebrare il 150simo anniversario della sua nascita.  

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L’UCCELLAJA

L’UCCELLAJA

€ 18,00

L’UCCELLAJA Music inspired by the birds singing between the 17th and 18th centuries Mario FOLENA Roberto LOREGGIAN Francesco GALLIGIONI   Celebrare la bellezza e l’ispirazione del canto degli uccelli: è l’obiettivo di questa antologia di composizioni del XVII e XVIII secolo dedicate proprio alle voci delle creature alate. Il cd prende il titolo dal Divertimento per cembalo in cui si esprime una Uccellaja di Alessandro Speranza e include 20 brani - selezionati con cura – d’epoca barocca e rococò. Il primo pezzo, pagina finora inedita di G. Ph. Telemann, si apre con due note (re - si) che si ripetono enunciando il richiamo del cuculo. Questo incisivo motto musicale, capace di scolpirsi nella nostra memoria uditiva, introduce le successive tracce, dedicate nell’ordine a: cuculo, rondine, tortore e colombe, galli e galline, usignolo, vari uccelli canori e cardellino. Tra ‘6 e ‘700 nelle suite strumentali francesi (ma anche in quelle tedesche) era frequente incontrare movimenti con un titolo dallo specifico intento programmatico. Da queste suite (composte da Daquin, Corrette, Philidor, Schmelzer, Boismortier e Naudot) sono tratti i brani dedicati al canto degli uccelli. E al canto degli uccelli si sono ispirati anche molti musicisti italiani, come Poglietti e Speranza: di questi autori e di un Anonimo vengono presentate tre pagine di grande potenza espressiva per cembalo solo. L’aria di Galuppi Qual colomba afflitta è giunta a noi solamente in veste strumentale. Fa parte di una ponderosa raccolta di arie d’opera, edite a Londra a metà del ‘700 da John Walsh, selezionate e trascritte per traversiere e basso continuo da Carlo Maria Broschi (1705-1782), il famoso castrato detto “il Farinelli”. All’epoca era ancora pratica comune eseguire le composizioni vocali - come arie d’opera o tratte da cantate, le brunettes francesi o le canzoni da battello - in semplice veste strumentale, come avveniva in epoca rinascimentale: una radicata prassi tradizionale con la quale si è pensato di eseguire anche le arie Usignoletto bello di Vivaldi e L’augellin trà verdi fronde di Conti. Il brano di Händel As when the dove laments appartiene invece ad una raccolta di trascrizioni per traversiere e cembalo, edita sempre da J. Walsh a Londra. Nell’ambito di questa libera forma esecutiva si colloca anche l’aria Porquoy doux rossignol del compositore Jean-Baptiste de Bousset (1662 - 1725), brano molto popolare alla corte del Re Sole. Si tratta di una magnifica aria che Jacques Hotteterre trascrisse per traversiere e basso continuo, contribuendone alla fama e alla diffusione. The Delightful Pocket Companion for the flute, da cui è tratta la Polonese di autore ignoto qui eseguita sul flauto d’amore, è un vademecum tascabile in più volumetti edito a Londra - senza data - da Robert Bremnen. Al suo interno sono raccolti centinaia di brani originali e trascritti destinati ai numerosi flautisti dilettanti, sempre più avidi di repertorio per il loro strumento. Il tema di questa Polonese, movimento di danza polacca in tre quarti, è il chiocciare della gallina, tanto che con un gioco di parole potrebbe essere rinominata Pollonese. Il CD si conclude con il celebre Cantabile dal concerto Op. X n. 6 “Il Gardellino” di Antonio Vivaldi, la cui melodia pura e lineare viene in questo cd fiorita, durante i ritornelli, nello stesso spirito capriccioso del brano di Alessandro Speranza: e così, oltre al tipico richiamo arpeggiante del cardellino, si può ascoltare l’imitazione di una miriade di uccelli cinguettanti, tributo alla grandezza della Natura, con un tripudio di note e suoni che ha l’intento di trasportarci in un mondo di emozioni e bellezza. Mario Folena

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Frequency Of Humanity - CD 24k Gold

Frequency Of Humanity - CD 24k Gold

€ 21,90

Frequency Of Humanity CD 24k Gold MARTIAN NOISE sono due fratelli, Gabriele Lucchin, 19 anni, e Niccolò Lucchin, 17 anni. E loro sono anche il Cigno Nero del mondo della musica italiana oggi. Due giovanissimi virtuosi dei loro rispettivi strumenti, profondi e raffinati conoscitori dell’epopea del grande Prog delle origini, quello degli anni ‘70, nato e cresciuto fra la Gran Bretagna e l’Italia. Per loro, e grazie alla loro tradizione di famiglia, Emerson Lake & Palmer, Yes, Genesis, Rick Wakeman, Pink Floyd, Alan Parsons Project, etc. sono il pane quotidiano con cui sono cresciuti e si sono formati, acquisendo una cultura enciclopedica e profonda di quel mondo sonoro, definendo così una propria originale estetica della Musica. Era quindi inevitabile arrivare a questo FREQUENCY (of Humanity), che lungi dal rappresentare un triste clone derivativo delle opere dei Maestri, ne riprende gli stilemi, con calligrafico rispetto, offrendo tuttavia Musica realmente nuova e per i giorni nostri assolutamente innovativa, fresca e rigenerante, in un oceano ristagnante di banalità, di non-musica volgarmente predicatoria. E si assumono anche la responsabilità di proporre un intero disco senza voci, senza cantato, senza quelle “parole” che oggi sembrano essere l’unico motivo di attrazione per un pubblico troppo vasto, che ha rinunciato al piacere evocativo della Musica pura all’ennesima potenza. Ebbene, ci pensano MARTIAN NOISE a ridestare l’attenzione! Dal punto di vista tecnico la scelta inevitabile è stata di utilizzare per le loro performance SOLO strumenti analogici direttamente dagli anni ‘70 e ‘80; così come la maggior parte del work flow di registrazione, mix e mastering è stato realizzato in dominio analogico. Nessun computer, nessun campionatore, nessun software è stato utilizzato in fase esecutiva. E il titolo del disco, e l’immagine di copertina, in qualche modo vogliono indicare questa strada, laddove l’Umanità, l’Umanesimo, sopravanza e sconfigge il distopico tecnicismo tecnocratico dei giorni nostri. Uno squarcio di luce vitale nella notte dei circuiti e dei bit.

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The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2

€ 69,00

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 Limited Edition - 180gr AUDIOPHILE PRESSING (2 LP + FILE HD) Il bambino nell’immagine di copertina sono io. All’età di due anni. Era il 1963. Da che mi ricordo, ho sempre amato ascoltare i dischi. Certamente per via della mia storia famigliare, con mio papà che fu illustre pianista classico e compositore raffinato, e mia mamma cantante lirica. Ma certamente in quegli anni della prima infanzia era grande il fascino che suscitavano in me quei padelloni neri che giravano sul vecchio giradischi di famiglia e da cui uscivano le mie favole preferite, narrate da grandi voci di grandi attori (ricordo ad esempio, Nando Gazzolo e la sua Cappuccetto Rosso, e Hansel e Grethel, e Pollicino, i cui dischi ho letteralmente consumato...). Attorno agli otto o nove anni il passaggio dalle favole ai 45 giri dei Beatles alla fine della loro carriera (Obladì, Obladà), oppure a quella sonorità inconsueta e sconosciuta del Theremin usato in Good Vibrations dei Beach Boys, fu un fatto del tutto naturale. E quando a 13 anni cominciai progressivamente a scoprire Santana, i Pink Floyd, i Genesis, etc.etc.etc., uniti alla lettura di Suono e Stereoplay, fu altrettanto naturale incapricciarmi con le immagini dei grandi registratori a bobine dell’epoca, adatti agli allora rari home studio. Il mio primo amore, tanto sognato e mai posseduto, fu il Tascam 80-8, otto tracce su nastro da mezzo pollice. E i microfoni dei sogni erano i Sennheiser, gli MD441 e gli MD421... Ma il sogno vero era “farmi lo studio”... cosa che resterà per lungo tempo solo, appunto, un sogno. Quando infine a 19 anni conobbi la musica di Jim Croce e capii che... “Si-Può-Fare!” (cit.), fu il momento in cui mi fu chiaro che presto o tardi, io avrei fatto quel lavoro, avrei “fatto i dischi”. E il resto è storia... La mia cultura, la mia tradizione, le mie esperienza fondamentali, sono ANALOGICHE. Anche se da subito, all’inizio della mia carriera professionale nel 1992, sono stato un alfiere del digitale di qualità, non ho mai abbandonato l’analogico e soprattutto non ho mai abbandonato la “mentalità analogica”. Ecco quindi arrivare questo secondo volume delle mie registrazioni più amate, più significative di oltre trent’anni di attività di produzione con VELUT LUNA. Come già nel volume 1, ogni lato dei quattro che compongono questo doppio vinile è tematico e dedicato alle grandi Big Band, che si muovono fra il jazz e il crossover etnico (Lato A), il jazz in formato club, dallo swing all’italiana dei The Metronomes, al gospel di Cheryl Porter (Lato B), la musica sud americana e latina, per me importantissima e colonna portante del mio sentimento più profondo (Lato C), ed infine la grande musica classica, qui tradotta nel meraviglioso Concerto per Clarinetto, di Mozart e il movimento finale dalla Suite Sinfonica “I Sogni di Gianò”, di mio papà Adriano Lincetto. ...E arrivederci al terzo e ultimo volume di questa mia “summa”, previsto in pubblicazione a febbraio 2025, in occasione del 30° anniversario della nascita di VELUT LUNA. Marco Lincetto  

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The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 GOLDEN BOX

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 GOLDEN BOX

€ 75,00

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 BOX Limited Edition - 180gr AUDIOPHILE PRESSING (2 LP + FILE HD) Versione Esclusiva solo 100 pz. in versione GOLDEN BOX Velut Luna: una preziosa scatola per contenere i The Velut Luna's Reference Vinyl Il bambino nell’immagine di copertina sono io. All’età di due anni. Era il 1963. Da che mi ricordo, ho sempre amato ascoltare i dischi. Certamente per via della mia storia famigliare, con mio papà che fu illustre pianista classico e compositore raffinato, e mia mamma cantante lirica. Ma certamente in quegli anni della prima infanzia era grande il fascino che suscitavano in me quei padelloni neri che giravano sul vecchio giradischi di famiglia e da cui uscivano le mie favole preferite, narrate da grandi voci di grandi attori (ricordo ad esempio, Nando Gazzolo e la sua Cappuccetto Rosso, e Hansel e Grethel, e Pollicino, i cui dischi ho letteralmente consumato...). Attorno agli otto o nove anni il passaggio dalle favole ai 45 giri dei Beatles alla fine della loro carriera (Obladì, Obladà), oppure a quella sonorità inconsueta e sconosciuta del Theremin usato in Good Vibrations dei Beach Boys, fu un fatto del tutto naturale. E quando a 13 anni cominciai progressivamente a scoprire Santana, i Pink Floyd, i Genesis, etc.etc.etc., uniti alla lettura di Suono e Stereoplay, fu altrettanto naturale incapricciarmi con le immagini dei grandi registratori a bobine dell’epoca, adatti agli allora rari home studio. Il mio primo amore, tanto sognato e mai posseduto, fu il Tascam 80-8, otto tracce su nastro da mezzo pollice. E i microfoni dei sogni erano i Sennheiser, gli MD441 e gli MD421... Ma il sogno vero era “farmi lo studio”... cosa che resterà per lungo tempo solo, appunto, un sogno. Quando infine a 19 anni conobbi la musica di Jim Croce e capii che... “Si-Può-Fare!” (cit.), fu il momento in cui mi fu chiaro che presto o tardi, io avrei fatto quel lavoro, avrei “fatto i dischi”. E il resto è storia... La mia cultura, la mia tradizione, le mie esperienza fondamentali, sono ANALOGICHE. Anche se da subito, all’inizio della mia carriera professionale nel 1992, sono stato un alfiere del digitale di qualità, non ho mai abbandonato l’analogico e soprattutto non ho mai abbandonato la “mentalità analogica”. Ecco quindi arrivare questo secondo volume delle mie registrazioni più amate, più significative di oltre trent’anni di attività di produzione con VELUT LUNA. Come già nel volume 1, ogni lato dei quattro che compongono questo doppio vinile è tematico e dedicato alle grandi Big Band, che si muovono fra il jazz e il crossover etnico (Lato A), il jazz in formato club, dallo swing all’italiana dei The Metronomes, al gospel di Cheryl Porter (Lato B), la musica sud americana e latina, per me importantissima e colonna portante del mio sentimento più profondo (Lato C), ed infine la grande musica classica, qui tradotta nel meraviglioso Concerto per Clarinetto, di Mozart e il movimento finale dalla Suite Sinfonica “I Sogni di Gianò”, di mio papà Adriano Lincetto. ...E arrivederci al terzo e ultimo volume di questa mia “summa”, previsto in pubblicazione a febbraio 2025, in occasione del 30° anniversario della nascita di VELUT LUNA. Marco Lincetto  

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Le radici di una intolleranza

Le radici di una intolleranza

€ 18,00

Le radici di una intolleranza Questo è un disco che nasce dalla necessità di un intellettuale, che è anche un artista, un musicista, di esplorare il malessere della società attuale, sempre più tesa ad obbligare l'umanità ad un futuro opprimente le libertà individuali e del pensiero critico, distopico nel profondo: un futuro che in realtà è già presente. Antonello Cresti presenta quindi il proprio percorso di analisi della propria maturata intolleranza, che finisce per indicare criteri comuni a tutte le persone ancora dotate di libero pensiero e anelito alla vera libertà, in una società democratica ideale, sempre più immagine sfuggente nelle nebbie dei totalitarismi, ideali ed effettivi, oggi sempre più dominanti. Relativamente allo stile compositivo, riportiamo le parole dell'autore stesso: "Poiché non ho mai amato prendermi troppo sul serio, e poiché da Battiato ho imparato la tecnica del citazionismo, tutte questa canzoni sono attraversate da riferimenti allo “spazio sonoro” della mia adolescenza, ed emergono rimandi a Carmen Consoli, Bluvertigo, Litfiba, ed ancora Sex Pistols, Manu Chao, o lo stesso Battiato… Queste sei canzoni forse non contengono il me di oggi, ma è certo che io contengo loro. Ed è un bel senso di continuità"  

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ADRIANO LINCETTO - LEGACY

ADRIANO LINCETTO - LEGACY

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ADRIANO LINCETTO - LEGACY (CVLD371) Questo progetto contiene tutte le registrazioni delle opere musicali di Adriano Lincetto, realizzate finora e organizzate in modo sistematico in 6 ideali volumi, come ben descritto nella tracklist. Tutte le registrazioni sono state realizzate da Marco Lincetto e le più antiche (Gianò versione studio, che apre il Volume 1) dallo stesso Maestro Adriano Lincetto, qui rimasterizzate per la nuova veste digitale. Tecnicamente questo progetto viene proposto in una Pendrive USB da 32GB che contiene: I files master PCM lineari 88.2kHz/24bit dei 6 volumi di questa raccolta.   ADRIANO LINCETTO LEGACY   VOLUME 1 - GIANO' 64:42 I Sogni di Gianò (versione da studio per organo elettronico, mezzosoprano e flauto), 24:54 1 - 8: Movimenti I - VII e Finale Adriano Lincetto, organo, Lucia Valentini Terrani, mezzosoprano, Antonio Carraro, flauto Registrazione domestica realizzata dal compositore medesimo nel 1969 a Padova nel suo studio con registratore Geloso e un microfono Sennheiser MD 440 I Sogni di Gianò (trascrizione per organo solo a cura dell'autore) 9: Finale, 2:38 Adriano Lincetto, organo Realizzata nel febbraio 1996 nella Chiesa parrocchiale del Bassanello a Padova, questa è l'ultima esecuzione pubblica del Maestro, che morirà improvvisamente due mesi dopo. Registrazione di Marco Lincetto. I Sogni di Gianò, Suite Orchestrale 10: Canzone d'amore, 13:03 11: Sono stato soldato, 12:06 12: La fisarmonica e il bambino, 3:36 13: Finale, 4:16 Orchestra di Padova e del Veneto, direttore Fabio Framba, Silvia Regazzo, mezzosoprano Auditorium Pollini, Padova, Settembre 2009   VOLUME 2 - PIANO SOLO 22:19 Quattro Schizzi, per pianoforte solo 1: Preludio, Lento espressivo, 2:16 2: Notturno, Andante sereno, 2:27 3: Lento espressivo, 3:49 4: Allegramente scanzonato, 1:03 Auditorium di Taio, Trento, Luglio 1997 5: da Quattro Improvvisi: Presto, 2:56 Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 Cinque Momenti Musicali, per pianoforte solo 06: Andante molto calmo, 2:31 07: Agitato, 1:22 08: Calmo e sereno, 1:43 09: Mosso con spirito, 2:13 10: Andante, 1:53 Studio Zanta, Camponogara, Maggio 2017 Alberto Boischio, pianoforte   VOLUME 3 - CAMERA I 76:40 Quintetto per fiati 01: Moderatamente mosso e ironico, 3:23 02: Adagio ma non troppo, 3:37 03: Allegro moderato, 2:42 Alban Quintet: Ermanno Giacomel, flauto, Giuseppe Nalin, oboe, Mirta ormen, clarinetto, Franco Poloni, corno, Paolo Tognon, fagotto Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 Trio per flauto, viola e violoncello 04: Moderato, Allegro molto, 4:08 05: Molto lento, Statico, 3:25 06: Allegro ironico con spirito, 2:30 Antonio Carraro, flauto, Sergio Agius, viola, Andrea Musto, violoncello Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 Cinque piccoli pezzi per flauti dolci e fagotto 05: Allegro scanzonato, 1:14 06: Andante, 2:10 07: Allegro deciso, 1:10 08: Adagio molto cantabile e malinconico, 3:29 09: Allegro molto con ironia, 1:41 Maria Giovanna Fiorentino e Francesca Fiorentino, flauti dritti, Paolo Tognon, fagotto Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 10: Fantasia per viola, clarinetto e pianoforte, 7:57 Domenico Nordio, viola, alessandro Carbonare, clarinetto, Alberto Boischio, pianoforte Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 Quintetto per fiati 11: Moderatamente mosso e ironico, 3:14 12: Adagio ma non troppo, 3:22 13: Allegro moderato, 2:49 Quintetto Pedrollo di Vicenza Auditorium del Conservatorio, Vixcenza, Settembre 2022 14: Turodo Nacto per arpa, 5:25 Caterina Bergo Magister Recording Area Studio, Preganziol, Novembre 2005 Sonata per due arpe 15: Allegro con spirito, 3:57 16: Adagio espressivo, 4:09 17: Allegro scorrevole, 3:55 Caterina Bergo e Paola Donato, arpe Magister Recording Area Studio, Preganziol, Novembre 2005 Scene Minime per quartetto d'archi 18: Ninna nanna, 1:48 19: L'ubriaco, 1:25 20: Funerale della bambola, 1:41 21: Lo sberleffo, 0:54 22: Il chiodo, 5:27 23: Per la strada, 0:53 Kairos String Quartet: Sara Michieletto e Francesco Scattolin, violini, Michele Sguotti, viola, Laura Moretti, violoncello Chiesa di San Francesco, Schio, Febbraio 1996   VOLUME 4 - CAMERA II 74:15 Divertimento a due per chitarra e pianoforte 01: Introduzione, 2:54 02: Danza, 2:53 03: Finale, 3:38 Paolo Muggia, chitarra, Lorella Ruffin, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Adagio e Allegro per mandolino e pianoforte 04: Adagio, 2:05 05: Allegro, 3:46 Ugo Orlandi, mandolino, Maura Mazzonetto, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Quartetto per quattro flauti in do 06: Allegro deciso e molto marcato, 4:42 07: Andante cantabile e sognante, 3:51 08: Vivacissimo, 3:42 Tommaso Benciolini, Gloria Ammendola, Marco Aurelio Di Giorgio, Niccolò Valerio, flauti Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 Sonatina per flauto e pianoforte 09: Allegro spigliato, 4:00 10: Andante elegiaco, 3:10 11: Allegro ironico e grottesco, 2:31 Elia Guglielmo, flauto, Maria Bisi, pianoforte Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 Giochi d'infanzia per tre flauti 12: Allegro spiritoso, 1:05 13: Adagio ma non troppo, 2:13 14: Scorrevole, 1:20 Ludovico Degli Innocenti, Alice Sabbadin, Roberta Nobile, flauti Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 15: Adagio e Allegro per orchestra di Flauti, 5:57 Orchestra di flauti Cesare Pollini Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 16: Sequenza cromatica per flauto solo, 3:06 Alice Sabbadin, flauto Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 17: Sequenza cromatica per flauto solo, eseguita col violino, 3:25 Domenico Nordio, violino Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 18: Elegia per tromba e organo, 3:45 Fabiano Maniero, tromba, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 19: da La Messa degli Artisti: Et Incarnatus est, 3:09 Luisa Giannini, soprano, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 20: da La Messa degli Artisti: Domine non sum dignus, 3:16 Luisa Giannini, soprano, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 Divertimento a due per chitarra e pianoforte 21: Introduzione, 2:59 22: Danza, 3:01 23: Finale, 3:33 Lapo Vannucci, chitarra, Luca Torrigiani, pianoforte Magister Area Recording Studio, Preganziol, Settembre 2015   VOLUME 5 - ORCHESTRA 87:28 Suite per Paer, per orchestra d'archi 01: Allegro con Spirito, 1:28 02: Adagio, 2:29 03: Tempo di valzer, 2:28 04: Allegro molto, 2:13 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Concerto per flauto e archi 05: Largo espressivo cantabile, Allegro moderato, 5:12 06: Lento, cantando con molta espressione, 4:35 07: Allegro vivacissimo, 4:36 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Enzo Caroli, flauto Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Elegia per corno delle Alpi e archi 08: Adagio, ma non troppo lento. Allegro molto. Poco meno cantando. Tempo I, 13:02 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Alessio Benedettelli, corno delle Alpi Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Divertimento per fagotto e archi 09: Notturno, 3:17 10: Danza, 3:32 11: Elegia, 6:51 12: Finale, 3:00 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Andrea Bressan, fagotto Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Divertimento a due per chitarra (versione per archi di Adriano Lincetto) 13: Preludio, 4:18 14: Danza, 3:13 15: Finale, 4:07 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Alessandro Bono, chitarra Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Adagio e Allegro per mandolino e pianoforte (versione per archi di Claudio Mandonico) 16: Adagio, 2:09 17: Allegro, 3:51 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Ugo Orlandi, mandolino Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Concerto per flauto e archi 18: Largo espressivo cantabile, Allegro moderato, 4:38 19: Lento, cantando con molta espressione, 4:48 20: Allegro vivacissimo, 4:12 Orchestra di Padova e del Veneto, Federico Guglielmo, violino principale, Mario Folena, flauto Chiesa dei Cappuccini, Padova, Maggio 2011 21: Il Chiodo (versione per voce e orchestra di Simone Tonin, testo di Rosella Caporale), 3:17 Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pollini, Giuliano Medeossi, direttore, Rosella Caporale, voce Auditorium Pollini, Padova, maggio 2015   VOLUME 6 - MELODIE E VILLOTTE 62:41 Ventiquattro Melodie, per voce e pianoforte (versione per fagotto di Adriano Lincetto) 01: Allegro, tempo di valzer / Agitato / Moderato cantabile / Mosso / Andante cantabile / Andante / Allegro scherzando / Scorrevole, ma non molto / Maestoso / Mosso, ma cantabile / Lento espressivo / Moderatamente mosso / mosso, ma cantabile / Molto calmo, espressivo / Valzer brillante / Drammatico / Calmo espressivo / Andante cantabile / Con allegria, scherzando / Alla marcia / Scorrevole, molto espressivo / Cantabile / Andante sereno / Andante mosso / Tempo I, Allegro, tempo di valzer, 22:51 Leopoldo Armellini, fagotto, Lorella Ruffin, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Nove Villotte Pavane (su testi di Giorgio Erminio Fantelli) 02: Co te go visto / El me sposo / Se te passi de là / Lu diseva e mi diseva / Se podesse inciodarte / Go dito al prete / te voio ben de luni / Se tuti i basi / Sento sonare la campana a morto, 10:16 Sol Ensemble Magister recording Area Studio, Preganziol, Luglio 2017 Ventiquattro Melodie, per voce e pianoforte 01: Allegro, tempo di valzer / Agitato / Moderato cantabile / Mosso / Andante cantabile / Andante / Allegro scherzando / Scorrevole, ma non molto / Maestoso / Mosso, ma cantabile / Lento espressivo / Moderatamente mosso / mosso, ma cantabile / Molto calmo, espressivo / Valzer brillante / Drammatico / Calmo espressivo / Andante cantabile / Con allegria, scherzando / Alla marcia / Scorrevole, molto espressivo / Cantabile / Andante sereno / Andante mosso / Tempo I, Allegro, tempo di valzer, 29:31 Tatiana Meira Agujaro, soprano, Alberto Boischio, pianoforte Casa Boischio, Padova, Luglio 2017

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Gira l'anima - GOLD CD

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Gira l'anima (GOLD CD) Tiziana Cappellino, voice and piano Pietro Ballestrero, guitars   Due artisti con uno stile molto personale ed una sensibilità forte. La passione per la musicalità ed i ritmi del Brasile da un lato e la vitalità del jazz dall’altro dà vita ad un incontro in cui voce, chitarra e pianoforte si intrecciano creando arrangiamenti freschi, contaminazioni di stili e di mondi. Armonie raffinate e improvvisazione si legano imprescindibilmente alla ricerca della bellezza e della semplicità delle melodie, siano esse strumentali, dove le parti cantate vengono vocalizzate senza un testo, oppure attraverso vere e proprie poesie, versi messi in musica. La voce della Cappelino, uno Steinway gran coda che ha quasi un secolo e le chitarre acustiche di Ballestrero, valorizzati dall'eccezionale fedeltà dell’incisione di Marco Lincetto, come di consueto catturata rigorosamente live in studio, conducono l’ascoltatore in un viaggio tra le diverse anime che appassionano gli autori. Da loro brani originali a temi di grandi compositori come Pat Metheny o Egberto Gismonti, intercalati da vere proprie songs, canzoni brasiliane con il testo tradotto in italiano, un pezzo di Noa, e in chiusura la bellissima “Cara” di Lucio Dalla. 𝗙𝗜𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗦𝗧𝗘𝗥 𝗛𝗗: QUI

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Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl)

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PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  GOLD CD - BUNDLE

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Papier-Maché (GOLD CD)

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PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  LP 180gr. su Top Clear Vinyl -  BUNDLE

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Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl + GOLD CD + FILE HD)

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PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  LP 180gr. su Top Clear Vinyl - GOLD CD

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