PETITE MESSE SOLENNELLE - Original Version for 12 Soloists (Passy,1863)
Velut Luna
Genere musicale:
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SKU:CVLD297CD
Petite messe solennelle di Gioachino Rossini nella versione originale per dodici solisti, due pianoforti e harmonium (Passy, 1863), diretta da Giovanni Battista Rigon. Registrazione dal vivo al Teatro Olimpico di Vicenza.
Formati ed edizioni
- CD — CVLD297CD
- File Hi-Res 88.2kHz · 24bit — CVLD297
Musicisti
Arianna Cimolin, Valentina Corò, Miao Tang — soprani
Valeria Girardello, Huijao Li, Ludovica Marcuzzi — contralti
Andrea Biscontin, Diego Rossetto, Nikolaj Statsyuk — tenori
Paolo Ingrasciotta, Francesco Toso, Chenlong Wang — bassi
Alberto Boischio — pianoforte I
Manuel Ghidini — pianoforte II
Carlo Emilio Tortarolo — harmonium
Giovanni Battista Rigon — direttore
Registrazione e produzione
Registrazione dal vivo al Teatro Olimpico di Vicenza.
Produzione: Velut Luna
Produttore esecutivo: Marco Lincetto
Produzione musicale: Michele Sartor
Registrazione, missaggio e mastering: Marco Lincetto
Editing: Mattia Zanatta
Fotografia di copertina: Marco Lincetto / Etienne Carjat
Fotografie interne: Luigi De Frenza
Grafica e layout: L’Image
Tracklist
KYRIE
#1 Kyrie 6:25
GLORIA 30:59
#2 Gloria in excelsis Deo 0.47
#3 Et in terra pax hominibus (solos: Tang, Marcuzzi, Statsyuk, Toso) 1:47
#4 Gratias agimus tibi (solos: Li, Rossetto, Wang) 4:13
#5 Domine Deus (solo: Biscontin) 5:14
#6 Qui tollis (solos: Tang, Li) 6:02
#7 Quoniam (solo: Ingrasciotta) 7:16
#8 Cum Sancto Spiritu 5:40
CREDO 16:54
#9 Credo in unum Deum (solos: Tang, Marcuzzi, Statsyuk, Toso) 4:14
10 Crucifixus (solo: Corò) 3:15
11 Et resurrexit (solos: Tang, Marcuzzi, Statsyuk, Toso) 4:42
12 Et vitam venturi 4:13
OFFERTORIUM
13 Prélude religieux 7:43
SANCTUS 9:31
14 Sanctus (solos: Tang, Marcuzzi, Statsyuk, Toso) 4:04
15 O salutaris hostia (solo: Cimolin) 5:27
AGNUS DEI
16 Agnus Dei (solo: Girardello) 8:10
Total Time: 79:20
Note critiche
“Dodici cantori di tre sessi, uomini donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. (…) Un totale di dodici cherubini”. È quanto prescrive il settantunenne Rossini sulla partitura della Petite messe solennelle composta a Parigi nel 1863, più di trent'anni dopo l'enigmatico ritiro dalla scena operistica. L'organico è completato dall'accompagnamento di due pianoforti e un harmonium: Rossini pensava infatti ad un'esecuzione tra pochi intimi, nella cappella privata della famiglia Pillet-Will, dedicataria della messa.
Proprio la dimensione “cameristica” di questo capolavoro è ciò che abbiamo cercato di recuperare in questa esecuzione, registrata dal vivo al Teatro Olimpico di Vicenza con un ensemble di giovani cantanti del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, veri talenti, alcuni dei quali già presenti nella programmazione di importanti teatri. Si tratta con ogni probabilità della prima esecuzione italiana della versione originale, certamente la prima in assoluto in cui nei ruoli solistici si alternano via via tutti i componenti dell'ensemble.
Il testo latino della messa cattolica viene di volta in volta intonato dall'intero ensemble (nel Kyrie iniziale, o nelle due grandi fughe del Cum Sancto Spiritu e dell'Et vitam), a volte con interventi in antifona di un quartetto di solisti (Gloria e Sanctus), oppure affidato a momenti solistici di grande efficacia (il Domine Deus del tenore, il Quoniam del basso, il Crucifixus e il Salutaris hostia del soprano), o declinato in concertati a due o tre voci (Qui tollis, Gratias agimus tibi). Non manca neppure un intermezzo puramente strumentale all'Offertorio (Prélude religieux al primo pianoforte), ma il momento forse più commovente dell'intera messa Rossini lo riserva alla prediletta voce del contralto, che intona in antifona con il coro lo struggente Agnus Dei conclusivo.
Nel 1867, qualche anno dopo la data di composizione, Rossini si premurerà di orchestrare l'accompagnamento della sua piccola messa (forse nel timore che altri vi ponessero mano) e in questa versione essa viene spesso eseguita, così come le parti corali vengono spesso affidate a grandi compagini in cui i “cherubini” rossiniani da dodici che erano diventano qualche decina. La musica acquista certamente monumentalità, si perdono però la freschezza, la grazia, la trasparenza, tutto l'autoironico understatement che traspare anche nei commenti autografi che accompagnano la partitura: “Dodici sono anche gli apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La cena e – chi lo crederebbe – tra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicùrati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l'ultimo peccato della mia vecchiaia.”
Ascolto
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