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JAZZ NATURE

JAZZ NATURE

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Lucia Minetti, voice Pietro Ballestrero, guitar Stefano Profeta, double bass Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Cover photo: Massimo Forchino Inside photos: Marco Lincetto Design and layout: L'Image The recording was made direct to stereo master, strictly live-in-studio, during only one session at MagisterArea Studios, Main Hall, Preganziol, Italy, on September 23rd, 2017 THIS IS A PURE AUDIOPHILE RECORDING: during the recording of the digital HD PCM 88.2kHz/24bit master and the contemporary analog master and the subsequent transfer to disc, the entire audio chain was trasformerless. The signal was not passed through any processing device (no compression, no equalization and no corrective editing) at any step during production. Presentazione di Lucia Minetti Negli anni ho cantato ed amato molti repertori, esplorando mondi sonori differenti, dal fado alla musica brasiliana, dalla canzone francese al jazz. Dai tempi del mio disco ?Elle?, fatto nel 2003 insieme al mio maestro Giorgio Gaslini, questo ? il mio primo lavoro completamente dedicato agli standards del grande songbook americano, quasi un ritorno, atteso e raggiunto con la maturit? acquisita dopo un lungo viaggio, al cuore di quello che ? sempre stato il principale punto di riferimento del mio percorso. Come se fosse parte della propria natura, il jazz pu? costituire per un musicista una maniera di rapportarsi in generale all?arte, un desiderio di libert?, una voglia di provare emozioni sempre nuove, di rischiare e di mettersi in gioco ogni volta in cui ci si esprime. Insieme a Pietro e Stefano ho trovato una profonda condivisione di questo spirito, questa indole, che abbiamo voluto chiamare ?JAZZ NATURE?, e che ha da subito costituito la chiave per leggere un vasto repertorio di canzoni, dagli anni ?30 ai ?70, trovando il nostro suono di gruppo e selezionando con grande piacere i brani per il disco. Cogliendo appieno la filosofia di questa ricerca e proiettandoci completamente nell?epoca di quel jazz, Marco Lincetto ci ha proposto una modalit? di registrazione rigorosamente live in studio, che esaltasse al massimo le caratteristiche del nostro approccio ?NATURE?, nonch? le straordinarie qualit? tecniche della ripresa audio. Abbiamo accettato con entusiasmo la difficile sfida, e vissuto insieme un?esperienza incredibile, due giornate durante le quali la musica ? stata suonata, cantata, ascoltata ed incisa con la stessa tensione e la stessa intensit? emotiva che si prova nei migliori concerti. Lucia Minetti

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BEETHOVEN IN TRIO

BEETHOVEN IN TRIO

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Ludwig Van Beethoven Concerto Triplo in Do maggiore, Op.56 per pianoforte, violino, violoncello e orchestra 1. Allegro,  17:49 2. Largo,  4:47 3. Rondò alla polacca — Allegro — Tempo I,  13:28 Live recording made at Sala Piccola Fenice, Trieste (Italy), on January 27, 2019 Trio in Re maggiore, Op.70, N.1 "Gli Spiriti" 4. Allegro Vivace e con brio,  7:08 5. Largo assai ed espressivo,  11:22 6. Presto,  8:41 Studio recording made at Magister Area Studios, Preganziol (Italy), on August, 5, 2019 Tot.Time: 63:20 24bit/88.2kHz digital recording, analog mix and mastering, made by Marco Lincetto himself, using the ultimate in digital and analog technology Trio Rachmaninov Stefano Furini, violin Cecilia Barucca Sebastiani, cello Alberto Boischio, piano Amadeus Adriatic Orchestra,  Stefano Sacher, conductor Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Matteo Boischio Recording, mix & mastering: Marco Lincetto Recording assistant in Trieste: Fulvio Strain Photo: Marco Lincetto Design: L'Image Il Trio Rachmaninov si costituisce a Trieste nel 1995, compie la sua formazione a Duino presso la Scuola Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste e nell’anno successivo ottiene il primo premio assoluto al concorso Internazionale di Musica da Camera di Pinerolo a cui fa seguito una nutrita attività concertistica in Italia e all’estero. Attualmente il Trio Rachmaninov è formato da;  Stefano Furini, spalla stabile del Teatro Verdi di Trieste dal 1990 e primo violino di spalla ospite in numerosi importanti teatri tra cui il Teatro Alla Scala, anch’egli iniziò col padre e, dopo il diploma con lode sotto la guida del M° Piero Toso, si afferma in diversi concorsi nazionali ed internazionali continuando la formazione presso l’Accademia di Duino del Trio di Trieste assieme ad Alberto Boischio, pianista del Trio. Cecilia Barucca Sebastiani, giovane violoncellista Triestina inizia gli studi col padre (allievo di Libero Lana…), dopo il brillante diploma col M° Serafin al conservatorio di Trieste, ottiene prestigiosi piazzamenti in numerose competizioni nazionali ed internazionali. Completa la sua formazione presso l’Accademia Stauffer di Cremona con Rocco Filippini, alla Chamber Music Accademy di Duino col Trio di Parma e presso la Fondazione Romanini con Giovanni Sollima. Alberto Boischio, pianista padovano, dopo il diploma con lode a Padova inizia un lungo percorso cameristico dapprima in duo con Furini che portò per l’appunto alla formazione del Trio Rachmaninov all’Accademia del Trio di Trieste, inieme anche al violoncellista Jacopo Francini. Attualmente è docente di Accompagnamento Pianistico e Pratica Vocale presso il conservatorio Buzzolla di Adria e Maestro di sala e palcoscenico presso il Teatro la Fenice di Venezia. The Trio Rachmaninov was founded in Trieste on 1995 and they began the musical preparation under the guide of The Trio di Trieste at the Chamber Musica International Academy in Duino. They won the first prize at The Chamber Music International Competion of Pinerolo on 1996 and then they started a rich and log season of concerts all over the world for many years. Actually The Rachmaninov Trio is composed by two of the original founders, Stefano Furini, violin and Alberto Boischio, piano and the new member Cecilia Barucca Sebastiani, cello. Stefano Furini is the permanent first violin of Teatro Verdi in Trieste and the guest first violin of many important Theather all over the world, first of all of Teatro Alla Scala in Milan. He started his career also as soloist after the excellence degree cum laude at the Conservatorio di Musica in Padova under the guide of Maestro Piero Toso and then he won several national and international musical competitions. He completed his musical studies at the Chamber Music International Academy in Duino, with the pianist Alberto Boischio. Cecilia Barucca Sebastiani young cellist from Trieste, started her musical studies under the guide of her father. After the brilliant degree cum laude under the guide of Maestro Tullio Serafin at the State Conservatorio in Trieste, she reached brilliant places in several national and international competitions. She ultimated her musical studies at the Accademia Stauffer in Cremona under the guide of Maestro Rocco Filippini and at the Chamber Music Academy in Duino, under the guide of The Trio di Parma and, last but not least, at Fondazione Romanini under Giovanni Sollima. Alberto Boischio, pianist from Padova, after the degree cum laude at the State Conservatorio in Padova began an intense concert chamber music activity in several concerts, first founding a musical duo with Stefano Furini, that leaded him to founder the Trio Rachmaninov with Stefano Furini himself and with the cellist Jacopo Francini. Actually he is permanent Professor of Accompagnamento Pianistico and Pratica Vocale at the State Conservatorio Buzzolla in Adria and Maestro and stage director at the Teatro La Fenice in Venezia.  AMADEUS ADRIATIC ORCHESTRA (AAO) è un’orchestra giovanile sorta  nel dicembre 2015 nell’ambito dell’ Associazione Mozart Italia-sede di Trieste. Ha al suo attivo decine di concerti , principalmente  in Italia, Austria e Slovenia. Il  suo repertorio comprende sinfonie e concerti di Haydn, Mozart, Schubert, Beethoven, Mendelssohn, Chopin, musiche di Saint Saens, Respighi e musica contemporanea.  Dal 2017 i progetti musicali di AAO sono sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia.  Amadeus Adriatic Orchestra è fondata e diretta da Stefano Sacher AMADEUS ADRIATIC ORCHESTRA (AAO) is the  youth orchestra of the Mozart Society Italy-Trieste, which started its activity in December 2015. AAO has performed so far music by Haydn, Mozart Schubert, Beethoven, Mendelssohn, Chopin, Saint Saens, Respighi and contemporary music with concerts  in Italy, Austria and Slovenia. Since 2017 AAO musical projects are supported by Friuli Venezia Giulia Region. The founder and conductor of the Orchestra is Stefano Sacher.  

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ITALIANA !

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#1 - The Nearness Of You (M.Washington - H.Carmichael) 3:24 #2 - Alone Together (A.Schwartz - H.Dietz) 4:20 #3 - Wild Is The Wind (D.Tiomkin - N.Washington ) 3:55 #4 - So In Love (Cole Porter) 4:02 #5 - The Two Lonely People (B.Evans - C.Hall)) 4:25 #6 - Skylark (J.Mercer - H.Carmichael) 4:20 #7 - The Old Country (C.Lewis - N.Adderley) 2:52 #8 - Turn Out The Stars (B.Evans - G.Lees) 4:54 #9 - I Wish I Knew (M.Gordon - H.Warren) 3:23 10 - No moon at all ( D. Mann/L.?Red? Evans) 4:39 11 - Try Your Wings (M.Barr - D.McGregor) 3:13 Total Time: 43:31 Lucia Minetti, voice Pietro Ballestrero, guitar Stefano Profeta, double bass Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Cover photo: Massimo Forchino Inside photos: Marco Lincetto Design and layout: L'Image The recording was made direct to stereo master, strictly live-in-studio, during only one session at MagisterArea Studios, Main Hall, Preganziol, Italy, on September 23rd, 2017 THIS IS A PURE AUDIOPHILE RECORDING: during the recording of the digital HD PCM 88.2kHz/24bit master and the contemporary analog master and the subsequent transfer to disc, the entire audio chain was trasformerless. The signal was not passed through any processing device (no compression, no equalization and no corrective editing) at any step during production. Presentazione di Lucia Minetti Negli anni ho cantato ed amato molti repertori, esplorando mondi sonori differenti, dal fado alla musica brasiliana, dalla canzone francese al jazz. Dai tempi del mio disco ?Elle?, fatto nel 2003 insieme al mio maestro Giorgio Gaslini, questo ? il mio primo lavoro completamente dedicato agli standards del grande songbook americano, quasi un ritorno, atteso e raggiunto con la maturit? acquisita dopo un lungo viaggio, al cuore di quello che ? sempre stato il principale punto di riferimento del mio percorso. Come se fosse parte della propria natura, il jazz pu? costituire per un musicista una maniera di rapportarsi in generale all?arte, un desiderio di libert?, una voglia di provare emozioni sempre nuove, di rischiare e di mettersi in gioco ogni volta in cui ci si esprime. Insieme a Pietro e Stefano ho trovato una profonda condivisione di questo spirito, questa indole, che abbiamo voluto chiamare ?JAZZ NATURE?, e che ha da subito costituito la chiave per leggere un vasto repertorio di canzoni, dagli anni ?30 ai ?70, trovando il nostro suono di gruppo e selezionando con grande piacere i brani per il disco. Cogliendo appieno la filosofia di questa ricerca e proiettandoci completamente nell?epoca di quel jazz, Marco Lincetto ci ha proposto una modalit? di registrazione rigorosamente live in studio, che esaltasse al massimo le caratteristiche del nostro approccio ?NATURE?, nonch? le straordinarie qualit? tecniche della ripresa audio. Abbiamo accettato con entusiasmo la difficile sfida, e vissuto insieme un?esperienza incredibile, due giornate durante le quali la musica ? stata suonata, cantata, ascoltata ed incisa con la stessa tensione e la stessa intensit? emotiva che si prova nei migliori concerti. Lucia Minetti Musical Notes by Lucia Minetti Over the years, I have sung and loved many repertoires, exploring different worlds, from Fado to Brazilian music, from French "chanson" to Jazz. From the time of my album "Elle" published in 2003 and produced with my music mentor Giorgio Gaslini, this is the first work entirely devoted to the standards of the great American songbook. This is for me a sort of return to the heart of what has always been the main reference point of my artistical path. Jazz can represent for a musician a particular way to relate to art, a desire for freedom, a wish to experience new emotions, to dare while singing and playing. I share this particular feeling with Stefano and Pietro and this is the reason why we decided to call this project "jazz Nature". A natural way to make jazz that becomes immediately the key to play and sing a vast repertoire of songs from the 1930s to the 1970s. Marco Lincetto immediately grasped the mood of this research and proposed us a live studio recording mode that enhances the features of our "natural" approach as well as the extraordinary technical qualities of audio recording. We have accepted with great enthusiasm this challenge, and lived together an incredible experience, two days during which the music was played, sung, listened and recorded with the same tension and emotional intensity one can feel only during best concerts. Lucia Minetti

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NINNI ARINI CANTA LUIGI TENCO

NINNI ARINI CANTA LUIGI TENCO

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NINNI ARINI CANTA LUIGI TENCO - VELUT LUNA CVLD286 CODICE UPC: 8019349159883 ISRC: ITW311728601 ..02 ..03 etc. Io credo che solo un cantautore può rendere omaggio, in musica e in voce, ad un altro cantautore. E' questione di "affinità elettive". Per questo motivo ho proposto a Ninni Arini di affrontare questo progetto insieme a me. E Ninni ha risposto subito: "sì". Tante cose rendono affini Ninni Arini e Luigi Tenco, a partire dalla straordinaria sensibilità personale, motore quasi unico della loro arte, che li spinge a raccontare la vita con una capacità di "visione" più profonda dell'uomo comune. E poi la provenienza da un luogo di mare e quindi in qualche modo l'appartenenza al mare stesso, inteso come immenso spazio fisico, ma anche metafisico, luogo dell'anima. Nel momento in cui si affronta la reinterpretazione di una grande canzone, spesso ben nota ad un pubblico molto vasto, è necessario chiarirsi bene le idee sul perchè lo si sta facendo, per trovare il modo migliore di farlo. Nel nostro caso la motivazione è stata la ricerca di un autentico omaggio, che non poteva essere fatto se non andando alla fonte, alla natura più pura e più intima dei brani. Ecco quindi che la scelta di affidarsi ad arrangiamenti essenziali, totalmente svincolati da ogni sovrastruttura legata alle mille possibili "orchestrazioni", che avrebbero potuto in qualunque modo oscurare l'intima bellezza dei brani, ci è parsa una conditio sine qua non. E dunque: chitarra e voce; chitarra, violoncello e voce; pianoforte e voce: questo è quanto troverete in questo disco, in cui armonizzazioni essenziali, ma meravigliose, interpretate da tre musicisti di valore assoluto, quali Paolo Passalacqua al pianoforte, Michele Pantaleo alla chitarra e Enzo Toscano al violoncello, accompagnano la voce, e il cuore, di Ninni Arini nello sviluppo delle melodie e delle parole di Luigi Tenco. E c'è anche una canzone originale di Ninni Arini, "Si parte", che Ninni ha voluto dedicare a Luigi. Come da lunga tradizione di Velut Luna altri due elementi caratterizzano questo disco - come tantissime altre nostre produzioni degli ultimi 20 anni - e sono i luoghi in cui abbiamo registrato e la modalità di registrazione. Abbiamo infatti deciso di effettuare le riprese in due ambienti veri, reali, meravigliosi per la loro bellezza acustica ed estetica. E poi abbiamo deciso di effettuare la ripresa nella forma del live-in-studio, ovvero in diretta, senza sovraincisioni, senza alcun taglio di editing correttivo, in purissima "diretta". Accettando quindi con entusiasmo anche quelle inevitabili, piccolissime, sbavature che rappresentano la VITA, compreso anche qualche innocente rumorino ambientale. Ecco quindi che le volte maestose ed intime al tempo stesso della grande e storica Cantina Martinez di Marsala, con le secolari, enormi botti, scrigno del prezioso e notissimo vino, hanno fatto da straordinaria cornice visiva e sonora ai brani eseguiti con chitarra e violoncello. Mentre la bella sala della casa di Ninni Arini, a Mazara del Vallo, ha costituito lo spazio d'elezione per i brani accompagnati dal pianoforte. Tracklist 01 - Cara Maestra (arr.: N.Arini, M.Pantaleo, E.Toscano) 3:24 02 - Io sono uno (arr.: N.Arini, M.Pantaleo, E.Toscano), 2:10 03 - Chi mi ha insegnato (arr.: P.Passalacqua), 4:22 04 - Vedrai vedrai (arr.: N.Arini, M.Pantaleo, E.Toscano), 4:35 05 - Averti fra le braccia (arr.: N.Arini, M.Pantaleo, E.Toscano), 3:27 06 - Ti ricorderai (arr.: P.Passalacqua), 3:54 07 - Mai (arr.: P.Passalacqua), 3:21 08 - Ragazzo mio (arr.: N.Arini, M.Pantaleo, E.Toscano), 4:28 09 - Si parte (arr.: P.Passalacqua), 4:18 10 - Un giorno dopo l'altro (arr.: N.Arini), 2:45 Tot.Time: 36:48 All compositions by Luigi Tenco, except for: "Ti ricorderai " by Luigi Tenco & Gian Paolo Reverberi - "Si parte" by Ninni Arini Tracks 1, 2, 4, 5, 8, 10: 24bit / 88kHz original digital recording made at Cantina Martinez, Marsala, Italy, on January 27th, 2017 Tracks 3, 6, 7, 9: 24bit / 88kHz original digital recording made at Ninni's Home, Mazara del Vallo, Italy, on January 28th, 2017 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Musical Producer: Marco Lincetto Recording, Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Video Maker: Michele Sartor On Stage Techinical Assistant: Francesco Angileri Photo: Marco Lincetto Design and Layout: L'Image Grazie alla famiglia Tenco, per la disponibilità, impagabile, a questo progetto discografico e per il gradimentpo della fotografia di Luigi Tenco

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ROOTS

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VELUT LUNA CVLD279 - ROOTS upc: 8019349159555 ISCR: ITW311627901 ..02 ..03 ... Il chitarrista torinese Pietro Ballestrero firma il suo quarto lavoro solista con l’etichetta Velut Luna, qui insieme ad Achille Succi, musicista italiano tra i più interessanti, apprezzato anche all’estero come specialista del clarinetto basso. In questo progetto ognuno dei due strumenti può essere cantante o bassista, creare linee melodiche oppure riffs, ritmo e armonia, per dar vita ad un intenso dialogo che fonde scrittura, improvvisazione jazzistica e contrappunto. La profonda ricerca timbrica, che permette al duo di spaziare con omogeneità da composizioni originali fino ai Radiohead e Nick Cave, è fedelmente ritratta con un’incisione “live in studio” dal fonico e produttore Marco Lincetto, che ancora una volta ci regala una qualità audio straordinaria. Guitar player Pietro Ballestrero signs his fourth work as a leader with the label Velut Luna, here together with Achille Succi, one of the most interesting Italian musicians today, well known also abroad as a specialist on bass clarinet. In this project each one of the two instruments can be a lead voice or a bass player, creating melodic lines or riffs, rhythm and harmony, in order to give birth to an intense dialogue that melts written material, jazz improvisation and counterpoint. The deep timbrical research, allowing the duo to range seamlessly between original compositions and a couple of beautiful covers from Radiohead and Nick Cave, is faithfully portrayed with a “live in studio” recording by the producer and sound engineer Marco Lincetto, who once again makes us the gift of an extraordinary audio quality. TRACKLIST 1 Hopeful triads (P. Ballestrero) 7:13 2 Non vuole uscire (Achille Succi) 4:27 3 Upi (P. Ballestrero) 6:02 4 Gigiù madama (Achille Succi) 4:00 5 Ugo (P. Ballestrero) 6:42 6 I cavalieri della tavola rotonda (P. Ballestrero) 6:02 7 Gentle snow (Achille Succi) 6:34 8 Paranoid android (Radiohead) 7:14 9 Roots (P. Ballestrero) 3:23 10 Into my arms (Nick Cave) 3:41 Total Time: 55:22 24bit/88.2kHz recording made live-in-studio at Areamagister Recording Studios, Preganziol (Italy), on September 27th and 28th, 2016 Production: Velut Luna Executive producer: Marco Lincetto Recording, mix and mastering: Marco Lincetto Design: Limage Photographs: Andrea Faggiano, Marco Lincetto, Manù Ballestrero

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SORTILEGES

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Sortilèges Camille Saint-Saëns * Maurice Ravel transcriptions par Lucien Garban pour piano à quatre mains Eliana Grasso & Irene Veneziano, piano à quatre mains VELUT LUNA CVLD282 - UPC: 8019349159449 // ISRC: IRW311628201 ..02 ..03 Ci siamo imbattute per la prima volta nella figura di Lucien Garban studiando la sua trascrizione per pianoforte a 4 mani de La Valse. L’abbiamo subito trovata estremamente interessante, con soluzioni pianistiche riuscitissime, molti riferimenti alla versione orchestrale e qualche elemento originale, seppur naturalmente nel rispetto più assoluto della scrittura autografa. Ci ha molto affascinate questa figura di trascrittore e compositore, allievo di Faurè, e amico del suo coetaneo ma più celebre e geniale Ravel. Garban lo seguì con affetto e ammirazione nell’arco di tutta la sua vita musicale: dalla prima esecuzione, di rivoluzionaria importanza, di Pelléas et Mélisande alle richieste da parte di Ravel di trascrizioni o arrangiamenti delle sue opere, ai suggerimenti di Lucien, diventato nella maturità direttore musicale delle edizioni Durand, per l’amico Maurice, al sostegno sia lavorativo che personale da parte di Garban durante gli ultimi anni di Ravel, duramente segnati dalla malattia. Abbiamo allora affrontato anche alcune sue altre trascrizioni, dando la precedenza alle musiche di Ravel quindi ai Valses Nobles et Sentimentales e ai tre estratti da l’Enfant et le Sortilege, essendo queste opere particolarmente care a Garban, citate più volte anche nelle corrispondenze. Per abbracciare anche un’altra parte importante del lavoro del musicista francese, abbiamo scelto di incidere anche la sua trascrizione per pianoforte a quattro mani del Carnevale degli Animali, senz’altro una delle versioni più eseguite della celebre “fantasia zoologica”. Il disco vorrebbe dare risalto alla figura di Garban, che ha molto lavorato nell’ombra di Ravel cadendo però in un oblio che non crediamo gli renda giustizia… Eliana Grasso & Irene Veneziano

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Almerigo Girotto - Liriche da camera per voce e pianoforte

Almerigo Girotto - Liriche da camera per voce e pianoforte

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Almerigo Girotto Liriche da camera per voce e pianoforte Tiziana Zoccarato, soprano Edoardo Lanza, Pianoforte VELUT LUNA CVLD281 - UPC: 8019349159333 // ISRC: ITW311628101 ..02 ..03 ALMERIGO GIROTTO nacque cieco a S. Paolo de! Brasile, nel 1897, da genitori italiani emigrati, ma venne affidato sin dall'età di due anni alla nonna materna a Vicenza, Condotto a nove anni all'Istituto per i ciechi "L. Configliachi" di Padova, vi rimase fino al 1914 ricevendovi anche, sotto la guida di Luigi Bottazzo, una prima istruzione musicale (Armonia e Organo). Nel 1941, sollecitato dalle insistenze degli amici, affrontò all'improvviso, in un'unica sessione, gli esami di Fuga e quelli di Composizione presso il "Pollini" di Padova, superandoli splendidamente e con estrema facilità. Importanti traguardi, questi raggiunti, ma privi di pratiche conseguenze, vanificati come furono dai suo carattere schivo e fatalmente rivolto ad un pessimismo integrale (non certo attenuato dalla pesante atmosfera bellica), che condizionava anzi non solo il successo delle sue opere ma persino la semplice conoscenza delle stesse. Egli aveva voluto abitare quasi sempre a Vicenza, città alla quale lo legavano nostalgia ed affetti e quivi si svolse, nel dopoguerra, anche il resto della sua esistenza: una lunga attesa, un avvio dignitoso e cosciente verso il grande silenzio. Così tacque, nell'Aprile del 1967 1a sua voce d'uomo, mentre quella del canto s'era già spenta da molti anni. Se la vita di Almerigo Girotto ebbe ne! tempo una durata normale, assai breve fu invece la stagione creativa, che sì svolse press'a poco nel quindicennio 1925-1940: una lenta maturazione, dunque, (che se è caratteristica di molti artisti, in lui si spiega piuttosto con le condizioni della sua vita) seguita dalla rinuncia completa (e questa è spiegata dalla sua psicologia). Fra i molti pareri entuisiastici proposti dai critici suoi contemporanei, riportiamo qui simbolicamente quanto scritto da Franco Abbiati sul Corriere della Sera, all'indomani del concerto tenuto, da illustri interpreti, all'Angelicum nel 1947 (anno in cui Girotto fu anche presentato al veneziano Festival dl Musica Contemporanea): ''le sue opere per canto, per violino, per pianoforte mostrano una maturità spirituale e una logica costruttiva degna dei migliori compositori moderni. Il loro contenuto è sovente drammatico, il loro linguaggio sovente duro e violento, la loro tessitura si assottiglia fino ad espressioni caste, esili, dolcemente liriche…” Considerazioni sulle Liriche per canto e pianoforte di A. Girotto Ciò che è davvero notevole nelle composizioni di Almerigo Girotto, e in particolare nelle sue liriche, è l’ammirevole combinazione fra tradizione e modernità, rispettoso classicismo e personalissima originalità, salda tecnica compositiva e fresca spontaneità melodica, che riesce a rendere efficacemente anche il carattere popolaresco dei testi in dialetto veronese da lui musicati. Pur mantenendo alla base un solido impianto tonale, Girotto gestisce con eleganza e disinvoltura combinazioni armoniche dense e dissonanti, a volte nettamente politonali, e fa uso di formule ritmiche ed effetti timbrici sempre vari, interessanti ed appropriati.  

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WHEN YOUR DRUMMER HAS GONE

WHEN YOUR DRUMMER HAS GONE

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When Your Drummer Has Gone Massimo Salvagnini, clarinet Sandro Gibellini, guitar Velut Luna CVLD284 Introduzione La musica nasce prima di essere attribuita ad un genere. In questo caso, Sandro Gibellini ed io siamo stati d'accordo nell'idea di registrare belle canzoni nel migliore modo che ci fosse possibile, evitando di usare i brani solo come schemi su cui improvvisare. I brani che abbiamo scelto sono delle perle musicali assolute, con melodie ed armonie perfette. Hanno solo bisogno di musicisti che le amino e le suonino con passione. E' come accendere un fuoco sulla spiaggia, in una notte troppo ruvida. A quel punto, c'è da condividere il piacere con le persone che abbiamo vicino. Massimo Salvagnini Introduction Music rises before being placed in a certain kind. In this case, Sandro Gibellini and I agreed to record beautiful songs in the best way we could, avoiding to use them just as schemes to improvise on. The songs we chose are absolute musical pearls, with perfect melodies and harmonies. They just need musicians to play them with love and passion. It's like lighting up a fire on a beach, in a rough night. That done, there is a pleasure to share with the human beings close to us. Massimo Salvagnini Tracklist 1 My Melancholy Baby - Ernie Burnett & George Norton 2 Stardust - Hoagy Carmichael 3 Indiana - Ballard McDonal & James Hanley 4 I'm Confessin' - Chriss Smith & Sterling Grant 5 You Took Advantage Of Me - Richard Rodgers & Lorenz Hart 6 In A Sentimental Mood - Duke Ellington 7 When It's Sleepytime Down South- Clarence Muse, Leon & Otis Renè 8 Till There Was You - Meredith Wilson 9 Pennies From Heaven - Arthur Johnston & Johnny Burke 10 Prisoners Of Love - Russ Columbo, Clarence Gaskill & Leo Robin 11 Foolin' Myself - Jack Lawrence & Peter Tinturin 12 The Gipsy - Billy Reid 13 I'm Getting Sentimental Over You - Ned Washington & George Bassman 14 When Your Lover Has Gone - Einar Aaron Swan 15 On A Slow Boat To China - Frank Loesser 16 There Will Never Be Another You - Harry Warren & Mack Gordon 24bit / 88kHz original live-in-studio recording made at San Giacomo Spazio d'Arte, Italy on May, 13th, 2016 The recording was made using only Ribera R12 Handmade Tube Microphones ( NOS stereo pair and close). During the recording of the digital master and the subsequent transfer to disc, the entire audio chain was trasformerless. The signal was not passed through any processing device (i.e. compression, limiting or equalization) at any step during production. Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Recording Engineer: Marco Lincetto & Cristiano Zatta Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Cover Design: L'Image Design and layout: L'Image Photo: Marco Lincetto

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RAIDERS OF THE LOST MUSIC

RAIDERS OF THE LOST MUSIC

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AA.VV. RAIDERS OF THE LOST MUSIC VELUT LUNA CVLD277 UPC: 8019349136662 ISRC: ITW311627701 .. .. .. La fantasia, l'entusiasmo e l'immaginazione al potere di Steven Spielberg mi hanno aiutato molto a sintetizzare il significato di questa mia opera discografica. Questo disco penso rappresenti tutto il senso più profondo del mio lavoro nel settore discografico: il perchè, più di vent'anni fa, ho voluto fondare un'etichetta indipendente nel momento in cui il mondo delle idee in campo musicale stava iniziando il suo lento declino. I Predatori siamo noi che abbiamo bisogno di esplorare il mondo sempre un metro avanti: siamo noi, con tutta la nostra curiosità e immaginazione: siamo noi con ancora un entusiasmo intatto. Nel lontano 2002 ho avuto questa idea: ovvero un gioco, in primis, ma anche una sfida per cercare di comunicare con un'opera concreta le infinite possibilità che la musica offre all'uomo per trasformare un singolo tema in innumerevoli composizioni differenti. Ecco quindi che ho chiesto ad alcuni dei musicisti con cui ho un rapporto più profondo, di elaborare, ciascuno, un proprio originale e personale arrangiamento del celebre tema di Indiana Jones, del grande John Williams. Come e più di quanto avessi sperato ne è nato un affresco in 7 quadri che esplora ogni suono acustico possibile, una straordinaria quantità di variazioni armoniche diverse, ogni emozione del fare musica insieme. Viaggiando attraverso generi differenti - dalla musica sinfonica alla musica corale, alla musica da camera, dal jazz solistico al jazz d'ensemble, spero che questa mia idea musicale riesca ad affascinarvi quanto ha affascinato me. The fantasy, the enthusiasm and the imagination of Steven Spielberg suggested me this my new musical adventure. I think that this record could represent as well the deepest meaning of my work inside music industry: the reason for I established an independent record company more than twenty years ago, meanwhile all over the world the music industry was beginning its decline in quality. So... We are Predators: people who need to explore the world always one step beyond; people, with extraordinary imagination and curiosity; people, with a yet perfect enthusiasm. During the early 2002 I had the idea of this role playing game and this real challenge to try to communicate the infinite possibility that Music offers to transform a single "theme" in several different compositions. So I asked some of the most beloved musicians of Velut Luna to develop – each one of them - one own personal arrangement of the famous Raider's Of The Lost Ark Main Theme, originally composed by the great John Williams. Even more than I hoped, a “fresco” composed by 7 paintings was created, which explores every possible acoustic sound, an extraordinary amount of different harmonic variations, every emotion in playing music together. Riding through different musical genres – from symphonic music to choral and chamber music, from soloist jazz to ensemble jazz, I really hope that this musical idea of mine could fascinate you as it fascinated me. TRACKLIST e INTERPRETI 1 Raiders of the lost ark, main theme 5:23 John Williams / Arr. Fabrizio Castania New Project Classical Orchestra, Patrick Trentini conductor Recording: Studio Magister, Preganziol, April 2004 2 Raiders of the lost ark, main theme 3:48 John Williams / Arr. Paolo Birro Paolo Birro, solo piano Recording: Studio Zanta, Camponogara, March 2004 3 Raiders of the lost ark, main theme (“FantaJones”) 5:14 John Williams / Arr. Francesco Erle Coro Schola S.Rocco, Francesco Erle conductor Recording: Chiesa di S.Rocco, Vicenza, January 2005 4 Raiders of the lost ark, main theme (“La Vera Arca”) 3:07 John Williams / Arr. Federico Zandonà Dittamondo Ensemble, four trumpets, timpani and organ Tranquillo Forza conductor Recording: Chiesa di S.Giorgio Martire, Castegnero, July 2004 5 Raiders of the lost ark, main theme 10:18 John Williams / Arr. Massimo Salvagnini Massimo Salvagnini, tenor sax, Stefano Bassato, guitar, Giorgio Panagin, doublebass Recording: Studio Magister, Preganziol, Febraury 2005 6 Raiders of the lost ark, main theme 3:41 John Williams / Arr. Fiorenzo Zeni Sax Four Fun, saxophone quartet Recording: Studio Magister, Preganziol, April 2005 7 Raiders of the lost ark, main theme 3:47 John Williams / Arr. Massimo Parente Massimo Parente Trio from VELUT LUNA CVLD 100 “INTERLUDE” Recording: Studio Zanta, Camponogara, September 2004

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IN VOLO

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In Volo "In Volo" è un disco che offre una delle più complete esposizioni delle possibilità espressive del sax solo. Passando dal tenore, al contralto, al soprano, Roberto Favaro ci propone un caleidoscopio di suoni multiformi e multicolore che ci prendono per mano e ci accompagnano in un viaggio musicale assolutamente affascinante. Ma anche coinvolgente, grazie ad un ripresa sonora che garantisce di entrare direttamente nella grande Sala A dello studio MagisterArea di Preganziol, che con i suoi riverberi naturali aiuta a creare la differenti e più giuste atmosfere per ciascun brano interpretato. Ma lasciamo alle parole dirette dell'interprete ed autore Roberto Favaro, la descrizione più sentita del progetto: "Negli anni, attraverso varie esperienze e collaborazioni musicali, mi sono reso conto che i confini e le etichette dei vari generi musicali sono meno rigidi di quanto può sembrare e così ho sviluppato una mia idea di musica contemporanea o almeno di ciò che significa la stessa per me. Intendo dare alla definizione di musica contemporanea un respiro più ampio in modo da poter allargare il concetto di contemporaneità alla musica del nostro periodo che, indipendentemente dal tipo di scrittura musicale, coglie ed esprime gli stati d’animo, le varie influenze e contaminazioni tra gli stili della nostra epoca facendoci vivere la musica del presente. Un volo a braccia aperte tra gli ultimi quarant’anni di musica italiana andando a toccare alcune tra le composizioni che sento a me più vicine sia per il rapporto con la melodia che negli anni ho sempre ricercato, sia per la collaborazione con i compositori dei brani selezionati che mi ha consentito di sentirli più vicini al mio modo di suonare. Tra le mie composizioni invece ho scelto quelle che a mio avviso esprimono questi concetti, dal descrittivo “In volo” alle influenze blues di “Sale Blu” e allo stile contemporaneo di “Improvvisamente... Niente...” completando così il viaggio attraverso sensazioni, emozioni e musica senza confini di stile." Roberto Favaro diplomato in Sassofono e in Jazz, si è perfezionato con M.Mazzoni, M.Marzi e F.Mondelci, ha inoltre seguito i corsi jazz di P.Tonolo e C.Fasoli e conseguito il Diploma accademico di II livello con indirizzo interpretativo e compositivo. Vincitore di Concorsi Nazionali ed Internazionali, svolge attività concertistica in duo con il pianoforte, con la formazione sassofono e fisarmonica “DUOduemilaDUE” con la quale ha inciso il brano “Figure in movimento su sfondo bruno” di Mario Pagotto, con il quartetto di sassofoni “Aliseo” e con l’Ensemble di Sassofoni “Hallo Mr. Sax!” diretto da Mario Marzi con il quale ha inciso il CD omonimo e il CD “Gershwin”. Ha partecipato a numerose rassegne di musica classica e contemporanea tra le quali, “Biennale Musica” di Venezia con l’orchestra diretta dal M.tro S.Bussotti e con l’IRCAM di Parigi, 14° Congresso mondiale del sassofono a Lubiana, presso Le Centre de Musique et d’Art e l’American University di Beirut. Ha partecipato alla rassegna “Itinerari Jazz” a Trento collaborando con la cantante Noa e con l’Orchestra Laboratorio diretta dal M.tro Giancarlo Gazzani. Collabora con diverse formazioni musicali e orchestre tra le quali, l’Orchestra Filarmonia Veneta anche in veste di solista, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della R.A.I. di Torino con la quale ha effettuato registrazioni televisive e radiofoniche, l’Orchestra del Teatro La Scala di Milano, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra del Teatro G.Verdi di Trieste, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, dirette, tra gli altri, dai Maestri L.Berio, G.Pretre, D.Robertson, D.Oren, F.Shipway e I.Karabtchevsky. Con il Ricatti Ensemble, gruppo con il quale ha inciso i CD “Ricatti Ensemble”, “Suites”, “Ad ore piene” e “Che ne sarà” svolge attività concertistica in diverse situazioni, dal teatro alla danza, dal concerto alla strada. Ha composto alcuni brani per sax solo e musiche a tema su poesie di Hikmet. E’ docente di sassofono presso il Conservatorio “G.Martucci” di Salerno e nel 2014 è stato invitato a tenere una Masterclass presso il Koninklijk Conservatorium di Anversa. In Volo "In volo" is a project that offers one of the most complete descriptions of what a sax solo can do with Music. Using tenor, and alto and soprano sax, Roberto Favaro introduces a kaleidoscope of sounds, that take us into a wonderful musical journey. And the extraordinary recording tecnique undertakes to enter directly into the Sala A of MagisterArea Recording Studio: here you can find a natural and native reverb, that help the Music to find the most correct mood for each piece played. But now, please read the words of Roberto Favaro, to portray his music: "Over the years, through various experiences and musical collaborations, I realized that the boundaries and labels of various musical genres are less rigid than it may seem and so I developed my idea of contemporary music, or at least of what it is the very definition for me. I intend to define the contemporary music with more breathing space in order to broaden the concept of contemporary music of our time that, regardless of the type of musical writing, captures and expresses moods , the various influences and contamination between styles of our time making us live the music of the present. A flight with open arms among the last forty years of Italian music covering some of the compositions that I feel closest to me both for the relationship with the melody that over the years I have always sought, and for the collaboration with composers of chosen songs that allowed me to feel them closer to my playing. Among my compositions instead I selected those that I think express these concepts, from the descriptive “In volo” to the blues influences of “Sale Blu” and the contemporary style of “Improvvisamente... Niente...” thus completing the journey through feelings, emotions and music with no boundaries of style." Roberto Favaro, graduated in Saxophone and Jazz, he studied with M.Mazzoni, M.Marzi and F.Mondelci, and he also followed P.Tonolo and C.Fasoli jazz courses. He also achieved the “Diploma Accademico di II livello” in saxophone. Winner of national and international competitions, he has a Duo with a piano, he founded the “Aliseo” saxophone quartet, and the “DUOduemilaDUE”, a particular formation of accordion and saxophone that recorded “Figure in movimento su sfondo bruno”, a contemporary piece by Mario Pagotto. He is a member of saxophone ensemble “Hallo Mr. Sax!” of Parma conducted by Mario Marzi who recorded the homonymous CD and the CD “Gershwin”. He participated in numerous classical and contemporary music festivals, like “Biennale Musica” in Venice with the orchestra conducted by S.Bussotti and with IRCAM in Paris, 14th World Saxophone Congress in Lubiana, and in “Le Centre de Musique et d’Art” and the American University of Beirut. He participated in the “Itinerari Jazz” festival in Trento performing with the vocalist Noa and with the Orchestra Laboratorio conducted by Giancarlo Gazzani. He collaborates with many musical groups and orchestras like the Orchestra Filarmonia Veneta also as soloist, the RAI National Symphony Orchestra of Torino, with whom he performed radio and TV recordings, the Philharmonic Orchestra of Torino, the Orchestra of Teatro G.Verdi of Trieste, the Orchestra of Teatro La Fenice of Venice, the Orchestra of Teatro Regio of Torino, conducted by L.Berio, G.Pretre, D.Robertson, D.Oren, F.Shipway and I.Karabtchevsky. With the Ricatti Ensemble he recorded the CDs “Ricatti Ensemble”, “Suites” and “Ad ore piene” and performs recitals in different environments, from the theatre to dance, from the concert to the street. He has written some compositions for sax solo and music based on poems by Hikmet. He is Professor of Saxophone at Conservatorio “G.Martucci” of Salerno and in 2014 was invited to give a masterclass at the Koninklijk Conservatorium of Antwerp. TRACKLIST 01 - In Volo (2007) Roberto Favaro 4:27 soprano sax 02 - Studio solistico da concerto (1988) Eraclio Sallustio 3:24 tenor sax 03 - Burn! (2004) Giovanni Mancuso 6:05 tenor sax 04 - Incantation (1980) Carlo-Alessandro Landini 14:58 alto sax 05 - Comme l’oiseau (2003) Stefano Maria Ricatti 2:21 tenor sax 06 - Sale Blu (2012) Roberto Favaro 3:04 alto sax 07 - Brume (2016) Stefano Maria Ricatti 11:05 tenor sax 08 - Improvvisamente... Niente... (2015) Roberto Favaro 4:01 alto sax Total Time: 49:29 24bit / 88.2kHz original recording made at Magister Area Studio, Preganziol, Italy, on January 29th, 30th 2016 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Musical Producer: Roberto Favaro Recording, Editing, Mix & Mastering: Marco Lincetto Layout: L’Image Cover Photo “Goccia di cielo”: Roberto Favaro Inside Photo: Marco Lincetto Rear Photos (Archive)

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MASSIMO GON PLAYS CHOPIN

MASSIMO GON PLAYS CHOPIN

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INTRODUZIONE Oggi la grande evoluzione tecnologica permette di produrre album praticamente perfetti, privi di qualsiasi errore tecnico. Questa importante svolta implica che anche i musicisti siano inclini a privilegiare la freddezza di interpretazioni tecnicamente perfette, ma inevitabilmente impoverite di una visione più unitaria e ampia della composizione, che rappresenta l'essenza stessa del messaggio musicale dell'autore. Un grande esteta e critico, Walter Benjamin, nel suo “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, si limita a sottolineare la perdita del “hic et nunc” (trad.: qui e ora) cioè l'imprevedibilità della performance, che si verifica una volta sola, con tutti gli aspetti sconosciuti, che però ci portano direttamente all'essenza stessa del cuore dell'Arte. Per quanto riguarda Chopin, sono sempre stato affascinato e influenzato dalle incisioni del primo Novecento (Friedman, Hofmann, Moiseiwitsch e Cortot), ancora legate a un'incisione quasi “handmade”; tecnologia. In quelle performance si percepisce distintamente il senso di immediatezza, di urgenza e di “precarietà”, tutte espressioni di una realtà legata ad un istante e non disposta a rappresentare degli standard di riferimento. Sul piano interpretativo, tutto ciò si esprime con una continua sorpresa, con movimenti improvvisi, fulmini e cadute, e con una particolare attenzione data al suono, sempre “parlante”; e capace di svelare l'inafferrabile segreto di questi capolavori. Ho cercato di privilegiare l'aspetto più lirico, intimo e accattivante, anche a discapito dell'aspetto più audace e squisitamente virtuoso, che è anche presente ma non è l'elemento più importante. Mi auguro quindi che questo CD possa comunicare all'ascoltatore la ricchezza di intuizioni musicali e di spunti compositivi, nonché la varietà di stati d'animo ed emozioni con cui questi brani sono elaborati. MASSIMO GON Massimo Gon ha iniziato a suonare il pianoforte all'età di 5 anni. Ha studiato all'Accademia Musicale "Giuseppe Tartini" a Trieste con Luciano Gante.Dopo il diploma, per il quale ha ricevuto una menzione speciale, ha studiato con Vincenzo Vitale a Napoli per un breve periodo e successivamente ha frequentato i corsi estivi di Nikita Magaloff a Ginevra. A seguito di una serie di apprezzate esibizioni in concorsi nazionali ed internazionali (Premio Venezia, Cata Monti di Trieste, La Spezia, Osimo e Stresa e "Viotti"), è stato invitato ad esibirsi in alcune delle più importanti sedi concertistiche italiane ( teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, La Fenice di venezia, Filarmonica Romana, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Massimo di Palermo), in diverse capitali europee (Mosca, San Pietroburgo, Budapest, Lyubyana, Bruxelles), negli USA e in Sud America. Ha partecipato a diversi festival internazionali. Ha registrato per l'etichetta di Bruxelles Empire Master Sound e ha pubblicato un CD per Velut Luna con il ciclo integrale dei 12 Grand Etudes di Liszt e per Rainbow Classic Records. E' docente presso l'Accademia Musicale “Giuseppe Tartini” di Trieste ed è regolarmente invitato a tenere Master Class (Accademia Musicale Cajkovskij di Mosca e Accademia Liszt di Budapest).

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TWO COUNTRIES ONE HEART

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Il 6 settembre 1995 nasceva Velut Luna, un' etichetta discografica indipendente che fin nel suo atto costitutivo ha fissato come cardine e motore portante della propria attività la valorizzazione dei giovani talenti, supportati dalla professionalità e dall'esempio dei grandi maestri, nella produzione di musica di alto profilo artistico, pur senza limitazioni di "confine". Velut Luna ha sempre prodotto grande musica a 360°, spaziando dalla più tradizionale musica classica, al jazz, alla canzone d'autore, al "crossover": quest'ultimo particolarissimo e sfuggente "genere", nell'ambito degli oltre 260 titoli prodotti, riveste forse il ruolo più importante, nella spasmodica ricerca del Nuovo, mai disgiunto però dal Bello, senza mai rinunciare ad una ricerca estetica sempre finalizzata al contenuto. Marco Lincetto, fondatore di Velut Luna - produttore musicale, art director e fotografo - letteralmente da sempre, pur fieramente legato alla sua identità culturale di Italiano, ha sviluppato e coltivato un profondo amore per gli Stati Uniti d'America, identificandosi completamente nei grandi valori civili della più grande e più antica democrazia del pianeta, imparando ad amare i grandi orizzonti del continente USA ed i suoi cittadini, nel corso di lunghi e costanti viaggi che fin dal 1987, metodicamente, ha compiuto negli USA, arrivando a visitare oltre 40 stati, vuoi semplicemente per amore del Grande Paese e della sua "way of life", vuoi anche per lavoro. Marco Lincetto può oggi considerare come suoi più cari amici molti cittadini americani, con cui ha avuto la fortuna di collaborare prima a livello professionale e poi, appunto, di sviluppare anche un sincero sentimento di amicizia. Ecco quindi che è apparso subito naturale ed immediato, identificare in questo progetto l'ideale celebrazione di vent'anni di attività nel campo della Musica. Si tratta di un disco di grande respiro, che unisce la valorizzazione dei migliori talenti giovani, con l'egida di affermate e ben note artiste nei ruoli solistici, ad un ideale gemellaggio fra due grandi paesi quali sono USA e Italia. E'un autentico progetto a tema, un concept, rigorosamente strutturato, articolato nella scelta di 5 grandi canzoni popolari americane e 5 grandi canzoni popolari italiane, interpretate rispettivamente da una grande cantante Americana e da una grande cantante Italiana, accompagnate da una grande orchestra sinfonica di giovani straordinari musicisti. A completare il programma, due brani sinfonici solo strumentali - un'ideale Ouverture, Americana, ed un Intermezzo, Italiano - ed un bonus finale, in cui le due cantanti interpretano insieme un duetto su una delle più famose canzoni italiane di tutti i tempi: italiana, ma resa anche un po' "americana" da una parte del testo in lingua inglese.

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LOS IMPOSSIBLES

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Questo disco mette in musica un incontro immaginario. Un chitarrista compositore del tardo seicento spagnolo, alla ricerca di danze e can-zoni si imbatte in un suonatore di Tabla, lontano discendente di quelle famiglie nomadi che dall’India, sin dal basso medioevo, migrarono attraverso l’Anatolia in tutta l’Europa, trovando dimora stabile nell’Andalusia spagnola, già terra di convivenza tra ebrei e mori di lingua araba. Plausibile, ma impossibile. Come impossibile è l’incontro tra la chitarra barocca, massimo interprete della tendenza all’ornamentazione che caratterizza tutta la cultura spagnola già dal rinascimento, e i Tabla, coppia di tamburi simbolo, assieme al Sitar, della fase matura della musica classica indiana. I linguaggi dei due strumenti hanno un carattere comune: la Glosa (Vistar, in indiano), ossia la variazione sul tema, che introduce nuovi spunti tematici, a loro volta oggetto di glosas. Si dice che in Andalusia quest’inedita mescolanza abbia dato vita al Flamenco. Abbiamo immaginato che questo repertorio ponesse i due strumenti in grado di dialogare, partendo dalle poche fonti, scritte ed orali, che da lì a breve sarebbero diventate nel mondo, per antono-masia, la musica degli zingari spagnoli. Era il febbraio del 2011 quando Marco Bardoscia, contrabbassista e compositore salentino, responsabile artistico della rassegna SoundMakers, propose a Luca e Vito di esibirsi insieme in un concerto improvvisato e imprevisto. Il tema della rassegna prevedeva infatti l’organizzazione estemporanea di incontri non concordati tra musicisti quanto mai distanti tra loro per stile, studi, linguaggio. Luca proviene dal conservatorio e dalla musica antica, Vito dalla world music con una laurea in musica classica indiana. Da lì a intuire che tabla e liuti possano andare d’accordo è un attimo. Strumenti delicati e perfetti, costruiti con equilibrio sottile tra misture di materiali eletti dalla tradizione, da maestri che per secoli hanno tramandato, a voce per larga parte, i segreti della lavorazione di ebano, pelle, madreperla, avorio, pece, budello, palissandro, abete, pergamena al fine di accompagnare il canto, la danza, i moti dell’animo, la lode al supremo. Separati da altri progetti musicali, i componenti del duo hanno atteso sino al 2013 per poter di nuovo suonare insieme, grazie alla nascita di Desuonatori, coordinamento di autoproduzioni per la socializzazione di musica inedita in nuovi contesti di fruizione, da un’idea di Valerio Daniele, chitarrista e produttore, artefice della rivoluzione linguistica che ha investito la musica tradizionale salentina dagli anni 2000. Il duo ha così ripreso a farsi ascoltare, esibendosi in rassegne e house concerts. Nel 2015, assunto il nome di Los Impossibles (dal titolo di un brano di Santiago de Murcia, sul basso della Vacas, versione spagnola della Romanesca italiana) il repertorio del duo si concentra soprattutto sull’interpretazione del repertorio italiano e spagnolo sei-settecentesco per chitarra barocca. Su questo strumento infatti, già dal primo seicento si documentano i primi tentativi di avvicinamento alla musica popolare di tradizione non scritta da parte di musicisti di estrazione colta (tre secoli prima della nascita dell’etnomusicologia moderna). La nostra lettura delle fonti parte da Girolamo Melcarne detto Il Montesardo, autore nel 1606 della prima raccolta di intavolature per chitarra, e si spinge sino a Santiago de Murcia, compositore spagnolo che nel primo ‘700 trascrisse per il proprio strumento, oltre a minuetti, arie gravi e allemande, anche le musiche degli indiani, come il Fandango, la Cumbee, Zarambeque, senza peraltro risparmiare Follie e Tarantelle.

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E TERETUPPETE ... N'ATA VOTA !

E TERETUPPETE ... N'ATA VOTA !

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CVLD267 - upc: 8019349136228 E TERETUPPETE... N'ATA VOTA! Rosella Caporale, voce Stefania Todesco, pianoforte Valentina Todesco, violoncello 24bit / 88.2kHz original live-in-studio recording made at Villa Todesco, Villa del Conte, Italy, on June 20th, 21st, 2015 Questo progetto musicale è nato nel 2014 ed è dedicato alla valorizzazione di una selezione dei più significativi brani del grande repertorio della Canzone Napoletana, da famose melodie come I te vurria vasà, Era de Maggio, La Tarantella of Rossini, fino ai brani più antichi, quali il Canto delle lavandaie del Vomero (1200) ‘Sto core mio (1300), Fenesta Vascia (1500), Lo Guarracino (1700) che costituiscono le basi della tradizione. L'appassionata ricerca musicale del trio composto da Rosella Caporale, Stefania e Valentina Todesco cerca con successo di recuperare la Musica Napoletana, fra Poesia e Storia, nell'attimo stesso in cui l'espressione popolare acquista il significato della Cultura più alta. Una ideale "linea rossa" unisce l'alba della tradizione vocale italiana fino ad espressioni universali di canto naturale, il tutto sottolineato da straordinari nuovi arrangiamenti, appositamente realizzati da Stefania Todesco, che vedono il pianoforte ed il violoncello co-protagonisti dei brani insieme alla voce di Rosella Caporale. La registrazione di altissima qualità è stata realizzata con la tecnica del live-in-studio in alta risoluzione digital, al fine di preservare, da una parte, ogni più nascosta nuance, e dall'altra di garantire tutto il pathos e la spontaneità che solo una registrazione dal vivo e senza tagli di editing può offrire.

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L'UOMO CHE CAMMINA

L'UOMO CHE CAMMINA

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TRACKLIST PRIMO racconto 01. Albori / SECONDO racconto 02. Mattino e Schianti / 03. Empatia / Irelica TERZO racconto 04. Sfavillii / QUARTO racconto 05. Balzi / QUINTO racconto 06. Il Focolare e la Camera / 07. O Choro / SESTO racconto 08. Galaverna / SETTIMO racconto 09. Preghiera / OTTAVO racconto 10. De Profundis / NONO racconto 11. Ciao ciao ciao All compositions and arrangements by Saverio Tasca Saverio Tasca, marimba AlterArco Josè David Fuenmayor Valera, violin Mauro Spinazzè, violin Simone Siviero, viola Giulio Padoin, cello Saverio Tasca è un grande musicista, un grande autore. Il suo strumento d'elezione è la marimba, il "pianoforte" delle percussioni: suoni caldi e ambrati, profondi, assolutamente evocativi. Saverio è un "montanaro" doc: vive in quel posto meraviglioso, sospeso fra le montagne venete ed il fiume Brenta, che si chiama Bassano del Grappa. E poco più di un anno fa, durante una delle sue meditative camminate sui suoi monti, si ritrovò a percorrere, forse per l'ennesima volta, quei sentieri che esattamente cento anni fa divennero i protagonisti delle tristi e storiche tragedie legate alla Grande Guerra, la Prima Guerra Mondiale. E fu proprio durante quelle passeggiate che gli venne l'idea di ricordare, componendo un poema musicale, quegli anni tragici e storicamente rilevanti per tutta l'umanità. E' lì che nacque e si sviluppò l'idea de "L'Uomo Che Cammina", un disco che è un vero e proprio concept. La musica si sviluppa fra gli echi delle sensazioni suscitate dai luoghi, con una forza descrittiva impareggiabile. E Saverio ha scelto, per tradurre in suono le sensazioni, il legno: oltre la marimba, la percussione "di legno", ad accompagnarlo è un quartetto d'archi classico (due violini, viola e violoncello) ovvero la formazione cameristica classica per eccellenza. Saverio è un jazzista, ma in questo caso la musica è interamente scritta in partitura, nota per nota. Ma lo stile non dimentica la matrice di provenienza. Ecco dunque che nasce quel tipo di musica, difficile da catalogare, che possiamo a buon diritto definire "crossover", ovvero un melting pot di stili che concorrono a creare l'unica vera "musica nuova" del nostro tempo. Una musica che si stacca da un genere determinato, senza rinunciare ai canoni nativi di molti generi, fondendoli insieme e spesso, come in questo caso, generando armonie fortemente evocative e descrittive. Tasca sceglie con questa sua opera di non offendere l'ascoltatore con suoni dissonanti e/o cacofonici, abbandona la chimera dell'entropia musicale, per muoversi invece all'interno delle regole di un'armonia... comprensibile ai più. E non dimentica mai la melodia, anche se spesso in qualche modo asservita allo stile modale e seriale. Perchè alla fine, lo scopo di questo progetto è quello di raccontare una storia, non con le parole, ma con la musica... E la prima esigenza del narratore è quella di farsi capire da chi ascolta i suoi racconti... Saverio Tasca con questo disco ci riesce benissimo e chi inizia l'ascolto difficilmente riesce ad abbandonarlo prima del settantesimo minuto finale dell'opera.

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LUSH MUSIC

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Lush Music: il meraviglioso caleidoscopio di Billy Strayhorn Negli ultimi anni gli studi e gli approfondimenti sulla figura, il ruolo e l’arte di Billy Strayhorn hanno portato sempre più gli studiosi e i musicisti a valorizzarne la personalità, affrancandola dal cono d’ombra della immensa figura di Duke Ellington di cui fu stretto collaboratore per quasi trent’anni. Il centenario della sua nascita - nel 2015 - ha dato nuovo impulso e stimoli agli approfondimenti sull’arte e le grandi qualità musicali di Stray, come veniva chiamato dai musicisti dell’orchestra. Ellington, che ebbe con lui un profondissimo rapporto umano e artistico, non nascose mai la sua ammirazione e gratitudine esprimendola così nella sua celebre autobiografia Music Is My Mistress (1973): "Billy Strayhorn was my right arm, my left arm, all the eyes in the back of my head, my brain waves in his head, and his in mine." La sua attività nella compagine ellingtoniana si svolse nei ruoli di compositore, arrangiatore e pianista (sia in studio che dal vivo), portando una certa trasparenza nell’orchestrazione del complesso linguaggio armonico del leader e - con alcune delle sue composizioni - una coloritura classicheggiante: oltre ad avere collaborato alle opere di ampio respiro in capolavori quali Such Sweet Thunder, A Drum Is a Woman, The Perfume Suite, The Far East Suite, Anatomy of a Murder, The Nutcracker Suite, egli scrisse una serie di brani che divennero delle hit dell’orchestra tra cui spiccano Take the "A" Train e Chelsea Bridge. In questo album l’ensemble N.P. Stray Horns, nato nell’ambito delle attività dell’Associazione New Project attiva tra Trento e Bolzano, incontra la musica di Strayhorn, rileggendo alcuni capolavori della sua produzione, dal giovanile e celeberrimo Lush Life all’ultima opera registrata postuma pochi mesi dopo la sua prematura scomparsa nel 1967 da Ellington stesso, Bloody Count. Il progetto è stato concepito come una opera collettiva, in cui molti dei musicisti coinvolti hanno dato un contributo arrangiando le pagine originali, dando vita a un caleidoscopio sonoro in cui la musica del compositore afroamericano è stata riletta con rispetto, ma anche con un certo spirito di avventura che contraddistingue sovente le reinterpretazioni jazzistiche. Roberto Spadoni 24bit/88.2kHz original recording made at MagisterArea Studio, Preganziol - Italy on March 26 & 27, 2015 Production: Velut Luna Executive Producer: Marco Lincetto Recording, Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and Layout: Layout Sales Manager: Patrizia Pagiaro

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REC LIVE !

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Correva l'anno 2009 ed un po' per caso ed un po' no... mi venne l'idea di realizzare una sorta di "format discografico", finalizzato a valorizzare dal vivo ed in registrazione la "musica da camera", ad ampio spettro intesa. Di solito infatti con questa definizione si identifica inequivocabilmente un certo tipo di "musica classica": ma io invece reputo musica da camera qualunque tipo di musica sia pensata per pochi interpreti (2, 3, forse 4 al massimo) che la eseguono davanti ad un piccolo pubblico in un ambiente raccolto, differente dai grandi spazi dei teatri o degli auditori. Quindi, non solo musica classica, ma anche jazz, rock, etnica... senza limite alla fantasia. Dunque cos'è il "Velut Luna Rec Live"? E' un piccolo evento in cui un numero ridotto di persone (20 - 25 o poco più) si raccoglie in un piccolo ambiente caratterizzato da un'ottima acustica, si siede letteralmente a ridosso degli interpreti e si gusta un concerto in una posizione vicinissima agli esecutori - un metro o poco più - assolutamente inusuale per qualsiasi altro ambiente specificamente dedicato alla musica dal vivo. Creando, così, un feeling decisamente unico con i musicisti che si esibiscono di fronte a loro. Questa magia viene anche catturata da pochi microfoni accuratamente posizionati per trasferire su supporto discografico la "magia complessiva" di questi happenings. Naturalmente per far questo è indispensabile evitare qualunque manomissione o alterazione del suono originale: ecco quindi che un Rec Live così inteso si può anche considerare la quint'essenza della purezza della registrazione, garantendo ai pochi fortunati presenti di portarsi a casa le emozioni vissute dal vivo quasi intatte. In questo CD ho voluto selezionare alcuni di questi momenti, realizzati e registrati nel corso di 20 incontri nell'arco di 6 anni, per consentire ad un pubblico più vasto di "assaggiare" queste atmosfere uniche e di per sé irripetibili. Ho scelto non a caso eventi che mi rappresentano in modo particolarmente efficace: ecco quindi largo spazio a due grandi interpreti vocali femminili, spazio al rock, mio primo amore e spazio al pianoforte classico, strumento che appartiene letteralmente al mio dna. Infine una breve nota tecnica: tutte le registrazioni sono realizzate in modo assolutamente minimalista, spesso con una semplice coppia di microfoni in configurazione stereofonica, direttamente su master stereo digitale ad alta risoluzione (24bit/88.2kHz) e contemporaneamente su master analogico 1/4" 38cm/sec. Per non alterare in alcun modo la purezza della ripresa, nè quindi le dinamiche originali dei singoli eventi, non è stata effettuata nessuna normalizzazione fra i vari brani presenti in questo CD e quindi sarà necessario regolare il volume più volte nel corso dell'ascolto di questo disco. Buon ascolto! Marco Lincetto  

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FLYING ATTITUDE

FLYING ATTITUDE

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FLYING ATTITUDE VELUT LUNA CVLD263 Presentazione Primo lavoro del duo composto dalla splendida voce di Beas e dalla chitarra di Michel. Tutti i brani sono composizioni originali con testi in italiano, inglese e francese, di derivazione letteraria. Si tratta di ballate "neo-progressive-minimaliste". Melodie semplici ed efficaci, voce femminile molto piacevole. Sono presenti vari ospiti in tutti i brani, fra cui: Roberto Jonata, tastiere, Marco Strano, sax, Michele Giacomazzi, chitarra. Bonus track, la cover di "Una giornata Uggiosa" di Mogol-Battisti in doppia versione, cantata in modo classico e poi con il testo delle strofe solo recitato dall'attore Vasco Mirandola, premio Oscar per il film "Mediterraneo" (nello stile di Alberto Lupo con Mina in "Parole, parole, parole") FLYING ATTITUDE Beàs, voice Michel, guitar Featuring: Roberto Jonata, keyboards on tracks 2 - 5 - 8 - 9 - 10 Marco Strano, soprano sax on tracks 3 - 7 Michele Giacomazzi, jazz guitar on tracks 4 - 6 Vasco Mirandola, actor / narrator on track 10 1 Evil - 3:35 2 Wonderful - 3:33 3 Le Coucher du Soleil Romantique - 3:49 4 Sorry - 3:52 5 Among my foes - 3:34 6 Chiara - 4:13 7 Talk to me - 3:45 8 In your Heart - 5:04 9 Una giornata uggiosa - 4:16 10 Una giornata uggiosa / Alt. Take - 4:19 Total time: 40:14 All compositions by Flying Attitude, except fo "Una Giornata Uggiosa" by Mogol - Battisti 24bit/88.2kHz original recording made at Velut Luna Studio, Casalserugo - Italy on January 17, 20, 21, 29, 2015 Production: Velut Luna Musical producers: Marco Lincetto and Michele Sartor Recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Photos: Marco Lincetto Design and layout: L’Image Sales manager: Patrizia Pagiaro UPC: 8019349135771 ISRC: ITW311526301 I  

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SETTE PASSI VERSO IL CIELO

SETTE PASSI VERSO IL CIELO

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"...Non è classica, non è jazz..." Questa frase è una sorta di mantra che mi ritrovo a ripetere da che ho iniziato l'avventura culturale di Velut Luna circa 20 anni fa, quando cerco di descrivere molte delle mie produzioni discografiche. La musica di Roberto Manuzzi non solo asseconda in pieno questo "mantra", ma, se possibile, mette ancora di più in luce quelle caratteristiche peculiari della grande musica di oggi che io amo e cerco negli artisti che decido di produrre. Sono brani che respirano a pieni polmoni la contemporaneità: ovvero si nutrono in modo naturale delle mille, e non più mille, fonti di ispirazioni che hanno riempito i pentagrammi per secoli di musica prima di noi. I "quadri musicali" di Roberto Manuzzi hanno poi una caratteristica che sa renderli naturalmente amabili, ovvero la forza descrittiva e la carica emotiva. Sapientemente, il compositore ferrarese non rinuncia alla melodia, ma la sa supportare con armonie mai banali, ma neppure ostentatamente dotte. Fa della leggerezza la sua forza, così come sa farlo solo un bozzetto impressionista di Monet. Passeggiando verso il cielo, i sassofoni di Manuzzi accompagnano l'ascoltatore in un viaggio pacato, che inizia al tramonto e prosegue la notte: un viaggio permeato di una ricca vitalità, espressiva e colta, ma soprattutto mai stucchevolmente afflitta da vanità cattedratiche o, peggio, da ruffiana banalità. Roberto Manuzzi Musicista poliedrico, sassofonista, compositore, è nato a Roma e risiede da tempo a Ferrara. E’ autore di colonne sonore per il teatro ed il cinema, insegnante e sperimentatore di vari linguaggi musicali contemporanei. Ha pubblicato diversi CD a suo nome con varie etichette discografiche e molti altri come arrangiatore ed esecutore. Ha affiancato ininterrottamente dal 1979 al 1990 il percussionista friulano Andrea Centazzo come solista e arrangiatore, collaborando con musicisti come Paolo Fresu, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Radu Malfatti, Albert Mangelsdorff, partecipando ad alcuni tra i più importanti festival jazz in Italia e all'estero. E’ coordinatore didattico dei corsi di jazz e docente di musica di insieme jazz presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. Dal 1986 al 2013 è stato sassofonista e polistrumentista del gruppo del celebre cantautore Francesco Guccini, partecipando a tutte le sue tournèe e alla realizzazione dei suoi lavori discografici. Le sue composizioni sono pubblicate a stampa dalle case editrici EUFONIA e WICKY MUSIC. Paola Tagliani Pianista dalle grandi doti espressive e tecniche, è nata a Ferrara dove risiede e dove ha frequentato il locale Conservatorio diplomandosi in pianoforte con il massimo dei voti sotto la guida della professoressa Rina Cellini. Successivamente presso il medesimo istituto ha conseguito, sempre con il massimo dei voti, la laurea biennale di secondo livello in Discipline Musicali (pianoforte) Insegnante e didatta, svolge attività concertistica sia in formazioni cameristiche che in formazioni orchestrali. Ha collaborato a produzioni televisive e alla sonorizzazione di eventi multimediali. Ha eseguito in solo e in duo con Rina Cellini musiche di Mozart, Beethoven, Schumann, Brahms presso il Teatro Comunale di Ferrara in varie stagioni concertistiche. Con l’”Orchestra Città di Ferrara” ha eseguito inoltre i concerti K413, K414, K415 di W. A. Mozart ed il concerto in sol maggiore di Haydn (con la cadenza scritta da Nino Rota)  

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C'ERA UNA VOLTA IN ROMAGNA - Danze tribali del popolo del Liscio

C'ERA UNA VOLTA IN ROMAGNA - Danze tribali del popolo del Liscio

€ 15,00

C'ERA UNA VOLTA IN ROMAGNA, danze tribali del popolo del Liscio (trans.: Once Upon A Time in Romagna, Tribal Dances of the Liscio Style's People) Presentazione L’idea dell’album nasce da una sincera curiosità nell’approfondire le proprie radici ed è il risultato di un percorso che ci ha visto spogliarci man mano delle mode esterofile che, in materia artistica, ci attanagliano. Il recupero di questa musica viene compiuto con viva creatività. Il linguaggio con cui si approcciano i brani è quello del grande insieme del Jazz, ma le sonorità, con tastiere e chitarra elettrica, portano delle sfumature più rock al tutto. Fino a poco tempo fa, e spesso tutt’ora, la parola Liscio veniva associata, nell’immaginario dei più, ad una subcultura buzzurra di anziani e signore prosperose, che si ritrovava con abiti luccicosi a ballare questa infima musica. La riesumazione del Liscio e del suo popolo può sembrare ai più la scoperta di una tribù cannibale dell’Indocina e delle sue pratiche. Lo stereotipo aiuta, ma c’è anche altro in questo mondo: incredibili orchestre, capitanate da grandi compositori e musicisti come Carlo Brighi, Secondo Casadei, Ivano Nicolucci, Castellina-Pasi, si sono alternate per cinquant’anni, facendo 35 concerti al mese per soddisfare il loro pubblico. La gente della Romagna è segnata da questa storia in modo irreparabile, e questo vale sia per chi fa parte di questo mondo sia per chi lo snobba. Il Folklore Romagnolo è una musica che non ha nulla da invidiare ad altre musiche di estrazione popolare del resto del mondo, che godono di migliore considerazione, come il blues, il tango, la salsa, la musette ecc...anzi... Credits 24bit/88.2kHz original live-in-studio recording made at Teatro Pedrini, Brisighella, Italy on April 14th - 15th - 16th, 2014 24bit/88.2kHz digital mix and analog mastering (DAD) made at Velut Luna Studios, Casalserugo, Italy, on April 18th, 2014 Production: Velut Luna & Mr Zombie Orchestra Executive producer: Marco Lincetto Recording engineer: Marco Lincetto Assistant recording engineer: Michele Bartoletti Stella Mix & mastering engineer: Marco Lincetto Design+Layout: Luca Shivendra Om Cover Photo: Torquato Nanni Sales and marketing manager: Patrizia Pagiaro link al video su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=JpDD8LNqEXk https://www.youtube.com/watch?v=KuANjPScuYU link ad articoli critici sulla stampa on line: http://asapfanzine.blogspot.it/2014/05/mr-zombie-orchestra-cera-una-volta-in.html http://www.tempi-dispari.com/archives/25618 http://www.iyezine.com/mr-zombie-orchestra-cera-volta-in-romagna-danze-tribali-popolo-liscio/ http://www.brainstormingmagazine.it/2014/05/cera-una-volta-romagna-secondo-album-dei-mr-zombie-orchestra/ http://www.deliriprogressivi.com/musica/nuovo-album-per-la-mr-zombie-orchestra-cera-una-volta-in-romagna-in-uscita-il-3-giugno-2014  

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FLUTE FOR DINNER - Chamber Music for Flute

FLUTE FOR DINNER - Chamber Music for Flute

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Adriano Lincetto ha dedicato una parte importante della sua vita all'educazione musicale ed alla valorizzazione dei giovani talenti, nel suo ruolo di docente di pianoforte, titolare di cattedra a partire dal 1966. E questa importante attività formativa e didattica lo ha visto protagonista all'interno del Conservatorio di Musica "Cesare Pollini" di Padova per oltre 30 anni: conservatorio che ha anche guidato con tenacia e caparbietà negli ultimi 10 anni della sua vita, prima della prematura scomparsa avvenuta il 24 aprile 1996. Il flauto è uno strumento molto importante e considerato nell'ambito del corpus delle composizioni di Adriano Lincetto. Ed un motivo importante, forse il più importante, ci porta a fare riferimento alla principale fonte ispirativa del Maestro padovano, quella che sottende a tutte le sue composizioni: la vicinanza agli interpreti. E' noto, come ben sottolinea anche il grande Radu Lidijenko nei suoi scritti critici sul Maestro di Padova, che Lincetto scriveva senza dubbio perchè "non poteva non scrivere": la sua era cioè un'esigenza primaria del suo essere artista; ma poi, parimenti, scrivere per lui significava anche "donare" la sua musica ai suoi amici, oppure, a suo figlio Francesco, che guarda caso, è stato un eccellente flautista. A questo proposito non si può dimenticare che una parte importante della carriera concertistica di Adriano Lincetto pianista si sia sviluppata nella formazione del duo cameristico con flauto, con Enzo Caroli, negli anni '70 e '80. Ecco dunque che la maggior parte delle composizioni presenti in questo disco sono scritte, pensate, dedicate a questi importanti... amici. E' sempre difficile parlare dello stile compositivo di un autore del secondo '900, chiaramente indipendente, ovvero svincolato dai dettami delle "scuole" ("di regime", permettetemi di aggiungere con voluto spirito polemico...). E' difficile perchè una persona sensibile e profondamente colta non può non essere influenzata dalle stratificazioni di mille e più anni di letteratura musicale pregressa. E questo in modo consapevole, ma certamente più ancora inconsapevole. E' quindi compito arduo per il "bravo critico" cercare di identificare ed isolare queste fonti di ispirazione. Con certezza Lincetto era innamorato dell'innovazione radicale portata nel mondo della musica da due massimi rivoluzionari quali Debussy e Stravinsky, dei quali a volte Lincetto cita modi e consuetudini. Ma non era insensibile neppure alla capacità di sintesi della grande musica popolare dell'Est europeo compiuta da autori come Bartok o Prokofiev. Con certezza Adriano Lincetto è comunque figlio del '900 (anche se non si può dimenticare una fondamentale composizione per orchestra d'archi del 1980 che si intitolava in modo significativo "Suite per Paer"). Scavando più nel dettaglio, è molto interessante rilevare una forte necessità di comunicare all'interprete la sua visione delle note scritte sul pentagramma, anche usando la parola: sono sempre illuminanti e direi fulminanti, le definizioni dei singoli movimenti e le indicazioni agogiche lungo la partitura. Prendendo ad esempio paradigmatico la Sonata per flauto e pianoforte, possiamo e dobbiamo notare i titoli dei movimenti: Allegro spigliato, Andante elegiaco, Allegro ironico e grottesco. Non manca mai un aggettivo alle classiche definizioni: aggettivi sempre molto precisi, che fanno percepire all'interprete sensibile la quasi disperata esigenza dell'autore che la sua musica sia capita fino in fondo. Non di meno le indicazioni agogiche: "scorrevole, ma marcato" si legge all'inizio del terzo movimento della Sonata... Ecco, la vera grande difficoltà nel tradurre in suoni le composizioni di Lincetto sta, più ancora che non nella stretta difficoltà tecnica di eseguire le note corettamente, nel riuscire a comprendere fino in fondo ciò che con tanta fantasia e caparbietà l'autore ha cercato di comunicare con quelle note, non disgiunte dalle parole che vogliono ulteriormente definirle. Questa "ansia" comunicativa, infine, allontana nettamente l'autore dall'asciuttezza algida dei grandissimi del passato, quali ad esempio J.S.Bach, che invece notoriamente lasciava quasi esclusivamente alla nota scritta sul pentagramma tutto il suo messaggio artistico (per la gioia un po' perversa dei tanti fantasiosi interpreti che nel corso dei secoli si sono cimentati con la musica del sommo autore tedesco). E anche in questo Adriano Lincetto è non solo figlio del '900, ma anche in qualche modo precursore del ventunesimo secolo, il secolo della grande comunicazione diretta, il secolo di internet e dei social network. Mi sono sempre chiesto come Adriano Lincetto avrebbe vissuto questa nuova era e mi sono sempre risposto che si sarebbe divertito tantissimo e forse avrebbe trovato il suo più autentico "habitat artististico" naturale. Purtroppo Adriano Lincetto è prematuramente scomparso all'alba della nuova era, ed ogni nostra curiosità è inesorabilmente destinata a restare senza risposta.

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PAY INTENTION

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Presentazione Sick For Milk E’ sempre difficile parlare di qualcosa che ti coinvolge direttamente. Come, per esempio, di un disco di cui curi la produzione artistica. E un disco, se hai deciso di dedicartici, di offrigli il tuo tempo, le tue capacità, il tuo impegno, è un figlio. Anche se non l’hai scritto o interpretato tu, finisci comunque per esserne parte. Io ho prodotto una ventina di dischi, potevo produrne di più, forse, ma ho sempre scelto di lavorare sulla qualità e per la qualità. Presentare questo disco, proprio questo, è ancor più difficile che per tutti gli altri, perché qui di figli ce ne sono due più alcuni altri “adottati”. Non è un mistero, Jacopo, il leader dei Sick for Milk, è mio figlio. I suoi compagni di avventura li conosco qualcuno da quando aveva appena messo i calzoni lunghi, qualcuno da quando avevo ancora una timida speranza di conservare almeno parte dei capelli. Ho prodotto artisticamente un disco di mio figlio? No, anche se in questo non ci sarebbe in assoluto niente di male: ho prodotto il primo disco dei Sick for Milk, gruppo di cui sono fan sin dai primi concerti nei pub romani. Sono ipercritico con i miei figli, quelli legittimi e quelli adottati. Lo sono stato per tutti questi anni (non tantissimi, parecchi però rispetto all’età dei componenti il gruppo), sino a che, da appassionato, oltre che da professionista del settore “musica e affini”, non ho capito che questo talento, che largamente s’intuiva, era penetrato sino in fondo nelle anime di questi ragazzi, portandoli a una maturità artistica che certe formazioni, più mie coetanee che loro, non hanno ancora raggiunto. Non ho deciso di fare un disco: conversando una sera in posta elettronica con Marco Lincetto, gli ho chiesto di ascoltare un pezzo, il primo dei Sick in versione “unplugged”, che era su youtube, tanto per avere un parere. Marco dopo pochi minuti mi ha riscritto con una frase lapidaria “bravissimi, voglio fare questo disco”. Non ho dovuto faticare molto, né convincere nessuno. Il che mi ha tolto un grande peso. E mi ha confortato nella mia vanagloriosa convinzione di conoscerla e capirla bene la musica, di riconoscere i talenti. Insomma di saper fare il mio, bellissimo, mestiere. Sapevo, ovviamente, che la registrazione Velut Luna sarebbe stata di altissima qualità, dunque tutto perfetto. Poi quel che ne verrà ne verrà, questi ragazzi sono talentuosi non solo nella musica, e il loro essere, appunto, talentuosi in cose tanto differenti dalla musica è, a mio avviso, il motivo per cui, alla loro età sembrano già una formazione matura e affermata. Perché non ho mai creduto al talento distinto dall’intelligenza e dal sapere, o almeno dall’aver voglia di sapere. E mi scuserete se ho malamente citato Miles Davis. Se mi è concesso, chiudo questa brevissima presentazione con una notazione genetico-affettiva-animista: la Ovation acustica che suona Jacopo è quella che fu di suo zio Danilo e da lui lasciata prematuramente in eredità a questo indegno fratello che la passò ( un lunghissimo prestito) a suo figlio. E’ la numero 1037, la prima arrivata in Italia. E negli ultimi 35 e passa anni ha svolto molto, molto bene il suo compito, calcando i palcoscenici di tutta Italia e di un bel pezzo di mondo, senza mai perdere un colpo. Bebo Moroni  

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