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CLASSICA

VIBRAZIONI CONSONANTI

VIBRAZIONI CONSONANTI

€ 18,00

Classical. Original compositons by: J. J. B. L. Arban, H. Tomasi, E. Bozza, J. G. Pennequin, A. Jolivet, C. Saint-Saens, J. Francais. Alberto Frugoni trumpet, Irene Frigo piano. 24 bit/88kHz digital recording made at MagisterAreaStudios, Preganziol on April 2, 3, 5, 2011 Nei primi decenni dell’800 l’introduzione del meccanismo, che ha reso la tromba uno strumento cromatico anche nel registro grave, è stata la risposta alle esigenze creative dei compositori dell’epoca. Questa nuova invenzione ha cambiato radicalmente le caratteristiche dello strumento, segnando l’inizio di un nuovo approccio musicale. Il primo meccanismo, inventato dall’irlandese Charles Clagget non ebbe successo: brevettato nel 1788, non spiegava chiaramente le modalità di applicazione dei pistoni sullo strumento. Maggior successo ebbe il modello del cornista Heinrich Stoelzel da lui introdotto nel luglio del 1814 a Berlino. Quattro anni più tardi anche Blühmel brevettò il suo “Röhren-Schiebe Ventil o Schieberröhren” successivamente prodotto dalla ditta Schuster; il primo di questi strumenti costruiti a Berlino, fu inviato a Parigi nel 1826. Qui F.G.A. Dauverneé (1800-1874), riconosciute immediatamente le enormi potenzialità del nuovo strumento, scrisse il primo metodo per tromba a 3 pistoni (Méthode Théorique & Pratique de Cornet à Pistons ou à Cylindres, Parigi 1840) spiegandone in modo accurato l’evoluzione e l’utilizzo. Sulla scia di Dauverneé, nel 1864, Joseph Jean-Baptiste Laurent Arban (1825-1889), suo allievo e professore a l’École Militaire, scrisse il Grande Méthode complète pour cornet à pistons et de saxhorn tuttora considerato uno dei principali testi di riferimento per la tromba. In questo lavoro, in cui si è voluto proporre un repertorio solistico per tromba e pianoforte di composizioni di area francese, sono state utilizzate la tromba in sib con meccanismo a chiavi e quella in do con meccanismo a pistoni, oggi largamente utilizzata nel repertorio solistico francese e nelle orchestre sinfoniche. La prima, dal suono più morbido, viene introdotta per la prima volta nelle bande militari circa nel 1830 e in orchestra 20 anni dopo; la seconda, dal suono più brillante e dall’articolazione precisa, è stata introdotta in Francia più tardi e continuativamente utilizzata da oltre un secolo nonchè suonata da molti dei più importanti trombettisti francesi come G. Mager, R. Voisin e R. Sabarich. Alberto Frugoni

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JOSEPH BODIN DE BOISMORTIER SONATE PER FAGOTTO E CONTINUO OP. 50 & PIECES DE CLAVECIN

JOSEPH BODIN DE BOISMORTIER SONATE PER FAGOTTO E CONTINUO OP. 50 & PIECES DE CLAVECIN

€ 18,00

Classical. Original compositions by Joseph Bodin De Boismortier. Paolo Tognon baroque bassoon, Pietro Pasquini harpsichord. 24bit/88.2kHz original recorded, mixed and mastered at Areamagister Studios, Preganziol, Italy, on December 7, 8, 9, 2010 Il fagotto in Francia, nel XVIII secolo, era ampiamente utilizzato per la sua efficacia espressiva. Si deve probabilmente a Jean Hotteterre il suo iniziale sviluppo costruttivo. Già nel 1674, il fagotto, è nominato in una partitura di Lully e le prime testimonianze di un fagotto a quattro chiavi (jn seguito anche cinque) sono di due strumenti originali datati fra il 1730 e il 1750ca documentate da costruttori come Eisel, 1738 per arrivare fino alla celebre illustrazione nell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert del 1751. J.B. de Boismortier, introdusse in Francia il concerto tripartito di origine italiana che ebbe come antesignani Vivaldi ed Albinoni. Contribuì inoltre al miglioramento della tecnica flautistica. Iniziò lo studio della musica sotto la guida di Joseph Valette de Montigny, nel 1714. Operò inizialmente a Metz per trasferirsi a Parigi nel 1724, dove appena giunto pubblicò 12 triosonate per 2 flauti con basso continuo, 12 sonate per 2 flauti e 4 cantate. Avviò una produzione strumentale di elevata qualità privilegiando i gusti eleganti degli aristocratici. Compose inoltre 3 opere, cantate varie. Fu sua la musica che venne suonata il Natale e la vigilia presso il Concert Spirituel dal 1740 al 1770. Fine conoscitore anche degli strumenti gravi dell’orchestra, quali violoncello, fagotto, viola da gamba, venne in contatto con il mondo del violoncello verso la fine degli anni ‘20, allorché si recò per studiare presso di lui Jean Zewalt Triemer, originario di Weimar dove fu membro dell’orchestra di corte; emigrò a Parigi e tra il 1726 e il 1729, fu anche allievo di Boismortier. La raccolta delle cinque sonate op. 50 possono espressamente essere suonate dal violoncello, fagotto o viola da gamba, secondo la consolidata abitudine a stampa dell’epoca che poteva così garantire maggior circolazione ed interesse delle composizioni fra i musicisti dell’epoca. La raccolta, utilizzata per questa registrazione proviene dall’edizione a stampa storica del 1735 conservata rispettivamente presso la Bibliothèque National de France e la British Library di Londra. La struttura compositiva delle sonate mescola abilmente l’alternanza di movimenti lenti e veloci secondo lo stile italiano, e sono presenti tipiche danze francesi presenti in tutte le sonate, quali: allemanda, gavotta, giga, sarabanda, corrente, minuetto. Interessante la presenza dell’affettuoso nella prima e terza sonata in cui la mescolanza del cantabile e della timbrica peculiare del fagotto nel registro tenorile, lievemente malinconico, ne esalta la componente espressiva. Boismortier è perfettamente dentro lo spirito dei “Goutès Rèunis” ovvero quel movimento musicale francese del ‘700 che ambiva a un ideale connubio musicale fra melodia cantabile e virtuosismo tipico degli italiani, con la raffinata ornamentazione francese tipica delle comédie-ballet . Il fagotto viene esplorato in tutte queste risorse e si adatta perfettamente all’ esecuzione. Ad integrare la registrazione, alcuni brevi pièce de clavecin, provenienti dalla raccolta di quattro suites per cembalo del 1736. Si tratta di brani a forma chiusa piuttosto brevi, che già nella titolazione apposta dall’autore, vogliono evocare una atmosfera precisa: l’Impèrieuse, la Veloutèe, la Rustique oppure una sorta di omaggio sottinteso a qualche personalità: La Sèrenissime, la Marguillière. Spesso, in questi brani, è presente la forma compositiva del rondeau, che alternato con il couplet rende più vario l’ascolto della musica stessa.

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NUBILARIA

NUBILARIA

€ 18,00

Original compositions by G. Greshwin, A. Piazzolla, P. Swerts, E. Grieg, C. McAlister, M. De Falla, B. Bartok, A. J. Ellis/J. Pastorius. Arrangements by S. Bergamini, G. Forghieri. Nubilaria Clarinet Ensemble: G. Forghieri clarinet, eb clarinet; M. Rossi clarinet; G. Formicola clarinet; A. Bondioli clarinet; L.Sacchetti clarinet; C. Calzolari clarinet; M. Fiorini clarinet, alto clarinet; A. Ponzi clarinet, alto clarinet, bass clarinet; S. Bergamini bass clarinet. 24bit/88.2 kHz original recording made at MagisterAreaStudios, Preganziol, Italy on January 8, 9, 2011. Il Nubilaria Clarinet Ensemble è un “clarinet choir”, cioè un ensemble formato esclusivamente da strumenti della famiglia dei clarinetti. Questo ensemble è estremamente versatile, secondo in questo soltanto alla grande orchestra sinfonica, e il suo suono può ricordare quello dell’organo; l’organico effettivo può variare molto, da un minimo di cinque esecutori ad un massimo indefinito, sono esistiti infatti gruppi di più di 70 elementi. Il clarinet choir può perciò essere considerato come l’equivalente per strumenti a fiato dell’orchestra d’archi. Il repertorio originale per questo ensemble era virtualmente inesistente fino alla seconda metà del XX secolo, ma da subito risultò evidente la possibilità di trascrivere qualsiasi brano, partendo dagli organici più disparati, dall’orchestra sinfonica come dal pianoforte solo, dal quartetto d’archi come dall’ensemble di fiati. Percy Grainger, importante compositore australiano, era molto attratto dall’arrangiamento per clarinet choir, e ha prodotto nella sua carriera parecchie trascrizioni di grande bellezza da composizioni di J.S. Bach, Josquin des Pres, Alessandro Scarlatti e molti altri. L’età d’oro del clarinet choir è iniziata attorno al 1950: molti ensemble sono stati creati all’interno di tutte le maggiori istituzioni scolastiche degli Stati Uniti e importanti compositori che vi operavano hanno iniziato a scrivere brani originali e nuove trascrizioni, potenziando contestualmente i clarinet choir esistenti e creandone di nuovi, basando su di essi buona parte della loro attività didattica. Attualmente sono in attività centinaia di clarinet choir in tutto il mondo, ma la loro diffusione in Italia è ancora molto limitata, si contano infatti pochissime esperienze in tutto il nostro paese, fra le quali la nostra formazione è probabilmente l’unica stabile. In questo album utilizziamo i seguenti strumenti: un Clarinetto Piccolo in MI bemolle, sette Clarinetti in SI bemolle, due Clarinetti Contralti in MI bemolle e due Clarinetti Bassi in SI bemolle, variamente combinati. Quindi, perché abbiamo formato un Clarinet Choir? La ragione principale è molto semplice: perché è divertente! Inoltre il clarinet choir riunisce le potenzialità ludiche e didattiche della banda, l’ensemble popolare più diffuso in Italia, con la qualità musicale che soltanto le migliori orchestre e i migliori ensemble da camera possono raggiungere. L’attenzione ai dettagli che ci caratterizza ci consente di ridare nuova vita e nuovi colori a un repertorio per molti versi ormai standardizzato, perciò Stefano Bergamini e Giuliano Forghieri hanno scritto e stanno scrivendo nuovi arrangiamenti di importanti brani del repertorio classico e popolare. Recentemente è arrivata anche la prima composizione scritta per noi ed a noi dedicata, “In a Clearing” del compositore statunitense Clark McAlister, che è inclusa in questo album.  Per finire, due parole sul significato del nostro nome: Nubilaria è il nome antico (in latino) di Novellara (Reggio Emilia), la città dove il nostro gruppo è nato nel 2005 presso l’associazione culturale “Lo Schiaccianoci” (www.schiaccianoci.org), un nome che ha probabilmente a che fare con le nebbie che caratterizzano questa zona geografica. A noi piace però pensare che il nome sia frutto della giustapposizione di nubi e aria, indicando così qualcosa che riunisce metaforicamente significati legati al sogno, al movimento continuo e al suono prodotto dai nostri strumenti.     We came so far for beauty, we left so much behind (Leonard Cohen) Giuliano Forghieri

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Tchaikovsky: Violin Concerto, Op. 35, Méditation, Op. 42 - SACD

Tchaikovsky: Violin Concerto, Op. 35, Méditation, Op. 42 - SACD

€ 22,00

Il concerto di Tchaikovsky per violino e orchestra op.35 è senza dubbio uno dei più celebri concerti per violino e orchestra mai composti in tutta la storia della musica. Questa edizione Velut Luna vede protagonista assoluto Giovanni Angeleri, celeberrimo virtuoso, già vincitore, fra gli altri, dell'importantissimo Concorso Paganini di Genova. In questo caso Angeleri è anche direttore, sul podio della prestigiosa Orchestra delle Venezie, che ha saputo plasmare in una interpretazione sorprendente e che riesce a mettere in luce ancora nuove sfumature di questa partitura tanto affascinante, quanto assolutamente immortale. Completa il progetto l'interessante Méditation per violino e orchestra, che deriva direttamente dalla prima stesura dell'Andante del Concerto, nella versione per violino e pianoforte, poi sostituito dalla seconda stesura - la canzonetta. In questo disco Giovanni Angeleri presenta una sua revisione, che si attiene fedelmente al testo pianistico originario di Tchaikovsky. La registrazione di questo SACD è stata appositamente realizzata in doppia versione - stereo e multi canale - così come anche il missaggio finale. Come sempre, la qualità tecnica del lavoro di Marco Lincetto merita la classificazione di "eccellente" su tutti i parametri.  TCHAIKOVSKY, Violin Concerto Giovanni Angeleri, Orchestra delle Venezie VELUT LUNA CVLD 241 SACD stereo e multi-ch

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Sospiri nel tardo Romanticismo

Sospiri nel tardo Romanticismo

€ 18,00

Arpa e archi insieme nel romanticismo Iole Di Gregorio La sensibilità romantica portò a concepire l’idea melodica come indissolubilmente legata alla voce specifica di uno strumento, che ne determina il modo in cui vibra e si ripercuote nell’anima. Pur essendo il timbro l’elemento primigenio, alogico e istintivo della musica, gli autori fino al Settecento avevano dato la priorità ad altri elementi della composizione. La nuova attenzione al “suono in sé” alimentò la trasformazione delle tecniche esecutive degli archi e la ricerca di originali impasti timbrici in orchestra, il perfezionamento di strumenti tradizionali e di nuova invenzione, la valorizzazione di strumenti antichi quanto carichi di memorie, come l’arpa. Dietro l’arpa moderna, inventata da Sebastian Erard nel 1811 e dotata di 47 corde e 7 pedali, non si stenta a scorgere lo strumento le cui origini si confondono nel mito e che, con animo positivista, possiamo rintracciare fino alle prime applicazioni dell’homo faber. Nel corso dell’Ottocento romantico, in ambito di preferenza francese –già alle soglie della Rivoluzione l’arpa era lo strumento prediletto dalla regina Maria Antonietta– assistiamo alla progressiva integrazione dell’arpa nell’organico orchestrale, consacrata dal trattato di Hector Berlioz. Contemporaneamente si stabilizza l’uso dell’arpa nel teatro d’opera, come testimonia il raffinato impasto timbrico della Meditation, tratta da Thaïs di Jules Massenet (1842 – 1912). Suggestive e ricche di fascino si ritrovano tracce del mondo operistico nelle composizioni di Giovanni Caramiello (1838 – 1938), per molti anni acclamato arpista del Teatro S. Carlo di Napoli, autore di un Duetto sulla casta Diva del Bellini, per arpa e pianoforte, qui offerto nella trascrizione per arpa sola di Davide Burani. Lo sfruttamento dell’arpa culmina nella produzione sinfonica di Claude Debussy (1862 – 1918), che spesso inserisce due arpe in partitura e fa largo uso di glissandi per creare una sonorità impressionistica. Le Danses sacrée et profane gli furono commissionate nel 1904 dalla Casa Pleyel che intendeva promuovere un nuovo modello di arpa “cromatica” in concorrenza alla suddetta arpa diatonica, monopolio della firma Erard. Il nuovo strumento non riuscì ad imporsi, ma le Danses di Debussy possono, fortunatamente, essere eseguite con l’arpa a pedali grazie alla trascrizione di Henriette Renié, celebre docente e concertista francese. Fin dalla prima esecuzione, avvenuta il 6 novembre 1904 ai Concerts Colonne di Parigi, le Danses hanno creato un modello di riferimento per i compositori europei, in grado di esercitare un’influenza paragonabile a quella dell’Adagietto della Quinta di Mahler del 1902, rievocato nel pezzo sciolto Sospiri op. 70, composto nel 1914 per archi e arpa dal compositore inglese sir Edward Elgar (1857 – 1934), cui si devono alcuni capisaldi della letteratura per orchestra d’archi tardo romantica. Marcel Grandjany (1892 – 1974), arpista e compositore americano di origine francese, formatosi al Conservatorio di Parigi, dedica nel 1937 l’Aria in classic style all’insieme di arpa e archi, confermando la solidità di quest’unione e la persistenza del gusto arpistico francese nel mondo.

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CESARE POLLINI: ANTOLOGIA DEL CENTENARIO

CESARE POLLINI: ANTOLOGIA DEL CENTENARIO

€ 18,00

TRACKLIST 1 - Scherzo in fa maggiore (1880), per orchestra 2 - Notturno in re maggiore (1882), per orchestra Oreste Ravanello (1871-1938) 3 - Elegia “in morte di Cesare Pollini” (Andante) per archi 4 : 8 - Suite op. 3 in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte Allegro non troppo / Largo espressivo / Tempo di Minuetto / Mesto (A modo di Romanza) / Presto 9 : 11 - Tre fogli d’album (1903) Attesa (Presto) / Melanconia (Andante sostenuto quasi adagio) / Prima neve (Andante con moto) 12 - Notturno (Mesto), Nr. 2 da Sei fogli d’album (1878) 13 - Presto scherzoso Nr. 5 da Sei fogli d’album (1878) 14 - Marcia Funebre (Adagio Maestoso) in si bemolle minore (1874) 15 - Romanza (Quasi adagio) 16 : 19 - Sonata in fa minore(1874/1899) Allegro appassionato / Sostenuto / Intermezzo / Finale (Energico/Assai agitato) INTERPRETI Orchestra del Conservatorio “Cesare Pollini” (tracks 1/2) Giuliano Medeossi direttore (tracks 1/2) Orchestra di Padova e del Veneto (tracks 3) Pietro Billi direttore (tracks 3) Andrea Vio violino (tracks 4-8) Angelo Zanin violoncello (tracks 4-8) Aldo Orvieto pianoforte (tracks 4-8) Maura Mazzonetto pianoforte (tracks 9-14) Giovanni Tirindelli pianoforte (tracks 15-19) Cesare Pollini, figlio del nobile padovano Luigi de’ Pollini, nasce il 13 luglio 1858. Intraprende giovanissimo gli studi pianistici sotto la guida della madre Luigia dei conti de’ Cassis-Faraone. Nel 1878 il conte Pietro Suman invia alcune composizioni di Pollini - fino ad allora praticamente autodidatta - ad Antonio Bazzini, illustre compositore, violinista e professore del Conservatorio di Milano, che lo accoglierà nella sua classe nel 1880 e di cui diverrà presto uno degli allievi prediletti. Due anni più tardi Pollini rientrerà a Padova per assumere la direzione dell’Istituto Musicale, ivi fondato il 29 giugno 1879. Il 5 dicembre 1886 Pollini intraprende una lunga tournée di concerti in Germania con il violinista Antonio Freschi, anch’egli allievo di Bazzini. Il 2 gennaio il duo esordisce a Monaco, ottenendo critiche molto favorevoli, in particolare dal ‘Berliner Tagblatt?. Tra i brani eseguiti anche la Suite op. 3 dedicata a Richard Strauss, presente all’esecuzione. La tournée prosegue alla volta di Francoforte, Stoccarda, Berlino, Vienna. Nel 1889 è invitato dalla regina alla Villa Reale di Monza a tenere un concerto in onore dell’imperatore Guglielmo II e nel 1892 il re Umberto I lo nomina cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro, facendogli personale consegna delle insegne a Monza. Il 26 gennaio 1912 Cesare Pollini muore improvvisamente all’età di 54 anni. La notizia della sua scomparsa è diffusa dai giornali di tutta Italia. L’istituto padovano decide di darsi nuova denominazione in memoria del suo direttore. Il mezzo secolo tra l’annessione al regno d’Italia e la prima guerra mondiale è epoca di ripiegamento decadente, un momento storico nel quale la delusione postunitaria si intreccia con il clima di sconforto per la presa di coscienza dell’arretratezza culturale dell’Italia rispetto al mondo d’oltralpe. Anche per Padova è un periodo intensissimo e contraddittorio di riorganizzazione materiale e culturale, di fieri acquartieramenti su posizioni tradizionali, ma anche di aperture audaci e lento cammino di avvicinamento all’Europa contemporanea. Significativa presenza nella vita culturale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Cesare Pollini - sono parole di Arrigo Boito -«occupava fra gli elettissimi cultori dell’arte un grado speciale di eminenza e di nobiltà». Nelle molteplici esperienze acquisite nella sua intensa attività di concertista, compositore e musicologo Pollini aveva coltivato una straordinaria ricchezza di stimoli che mise a disposizione della vita culturale padovana con ammirevole generosità. Forte dell’amicizia con illustri personalità del mondo musicale italiano e tedesco (i già citati Richard Strauss e Antonio Bazzini ma anche Giuseppe Martucci, Giovanni Sgambati, Oscar Chilesotti e molti altri), egli si impegnò con passione nel promuovere la cultura musicale europea in ambito padovano rinnovando le scelte concertistiche e affinando il gusto musicale del pubblico. Da segnalare, a tal riguardo, il suo impegno di organizzatore delle “mattinate musicali” a palazzo Selvatico Estense, cicli di concerti i cui programmi erano volti a presentare il repertorio romantico tedesco, fino ad allora praticamente sconosciuto in Italia e considerato dal pubblico insopportabilmente noioso: «Il programma del concerto suscitò le più serie diffidenze per l’esclusione assoluta di pezzi vocali ed il predominio di autori classici, i cui nomi mettevano i brividi alla gran maggioranza degli amatori e facevano presentire quel terribile tedio che in simili circostanze piomba sempre, come incubo sul capo di cotesti amatori». Padova condivideva con i maggiori centri della Penisola la tensione tra abitudini musicali schiacciate sul teatro e sul consumo da salotto e la volontà pedagogica di un élite di avvicinare cultura e gusto locali ai modelli europei. Significativa a tal riguardo la stesura della Terminologia musicale tedesco-italiana che Pollini pubblicherà nel 1894 per i tipi dei F.lli Bocca di Torino. Numerosi anche i concerti commemorativi organizzati dal maestro nel contesto della programmazione artistica dell’Istituto padovano: per il VII anniversario della morte di Richard Wagner (1890), in commemorazione di Gioachino Rossini e di Giuseppe Tartini (1892), di Anton Rubinstein (1895), di Antonio Bazzini (1897), di Johannes Brahms (1898), di Giuseppe Verdi (1901), di Edvard Grieg (1908).

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CHORAL FIREWORKS

CHORAL FIREWORKS

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CLASSICAL. Original compositons by J. S. Bach, G. F. Handel, W. A. Mozart, F. Mendelssohn Bartholdy. Schola S. Rocco, Orchestra Barocca Archicembalo Ensemble conductor Francesco Erle. 24 bit/88.2 kHz recording made at Basilica di S. Felice Vicenza on December 19, 2009 Lasciamo volentieri alle parole del Maestro Francesco Erle la presentazione di questo spettacolare disco dal vivo per coro e grande orchestra, Concerto registrato dal vivo per i Concerti del Centenario della Società del Quartetto di Vicenza nella Basilica di S.Felice il 19 dicembre 2009. “La verità è che decidemmo di registrare questo concerto con Marco Lincetto proprio all'ultimo minuto: non potevamo resistere e provare a riprendere l'ultimo di una felicissima serie di concerti (a Verona in S.Eufemia il 14, a Trento in S.Francesco Saverio il 15, a Innsbruck in Duomo il 16 e a Bolzano in Duomo il 17 dicembre 2009) che si era trasformata in un susseguirsi di serate dal clima esecutivo di grande energia e di quella simbiotica empatia che così raramente si crea tra direttore, orchestra e coro. Avevo proposto a Giorgio Meneghini l'estate precedente un coraggioso programma che rappresentava l'ultima versione di una semplice ma virtuosa idea, i concerti iniziati molti anni prima alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia che il titolo “Choral Fireworks” sintetizzava come un atto di credo musicologico particolare: la scrittura dei sommi compositori nello stendere i forti colori dei grandi cori con orchestra era al tempo stesso sufficiente da una parte a creare unità programmatica e interesse scientifico, dall'altra occasione di grande godimento per un pubblico che si trovava di fronte a quella che, dal punto di vista degli esecutori, era una scintillante maratona di virtuosismi e fortissime espressioni. Come si vede dalla elenco dei brani, in tutto e per tutto avevo voluto rispettare la proprietà liturgica dei testi, e per coronare lo sforzo mi ero anche cimentato in una fatica-impresa personale se si vuole anche rischiosa, stendere una versione orchestrale scientificamente corretta delle parti più adatte al concerto del Te Deum che il giovanissimo Mendelssohn aveva lasciato steso solo per doppio coro e un basso continuo nemmeno completato. La sera ripresa nel disco, superate le difficoltà di una abbondante nevicata, si rivela foto che solo con coraggio avremmo sperato di riuscire a scattare, calda nei colori, piena di vita e verità di frasi e suono come solo un disco veramente dal vivo sa regalare. La decisione di stampare il cd è quindi arrivata per ultima, con l'ascolto sorpreso e poi convinto di questo album sonoro degli artisti, degli organizzatori e della casa discografica. Speriamo ora che il disco, oltre a portarvi i nostri più fervidi auguri, incontri il vostro consenso come allora incontrò grandissimo entusiasmo del pubblico nelle chiese, e nelle critiche dei quotidiani.”

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ROMANZE

ROMANZE

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CLASSICAL. Words by Cesareo, Errico, Mazzola, Pagliara, Dei Fiori, D’Annunzio, Stecchetti, Cimmino, Cognetti. All music composed By Francesco Paolo Tosti. Valeria Fubini Ventura soprano, Sonia Mazar grandpiano. Digital Recording made at Eden-Tamir Music Center Hamaayam, Ein Karem, Jerusalem on January 2005 Francesco Paolo Tosti nasce a Ortona nel 1846. Dimostrò precocemente la sua passione per la musica e in particolare per il canto divenendo allievo di Mercadante al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si guadagnò la vita nei primi anni della sua carriera come maestro di musica e di canto ad Ancona. Insoddisfatto della vita di provincia, si trasferì a Roma dove si esibì come cantante sfruttando la sua bella voce tenorile. Nella capitale conobbe molti personaggi di rilievo, tra cui la principessa Margherita di Savoia che lo scelse come proprio maestro di canto, ma determinanti furono per Tosti la conoscenza di D’Annunzio e del pittore Michetti: molte delle sue più belle romanze furono composte proprio su liriche di D’Annunzio. La copiosa produzione musicale di Tosti consta quasi esclusivamente di composizioni per canto e pianoforte che si possono ulteriormente dividere in chansons, romanze, canzoni italiane popolari, songs. La sua opera ha conosciuto alterne fortune nel corso del Novecento, a seconda del clima culturale e sociale in cui è stata fruita ed eseguita. Con le sue oltre trecento cinquanta romanze Tosti ha senza dubbio conferito un’autonomia a questo genere che aveva vissuto sino ad allora all’ombra del melodramma. Tosti ha creato la romanza come forma autonoma e originale: in essa la dolce melodicità, la semplicità della linea melodica si sposano perfettamente con il testo poetico, sempre scelto con raffinata sensibilità tra i testi dei maggiori poeti italiani del tempo e a volte anche tra quelli di poeti stranieri come Hugo, Verlaine, De Musset, ecc.. Impermeabile ai venti delle avanguardie che soffiavano forti in quegli anni, ha dato sfogo ad una melodicità raffinata, prevalentemente sentimentale ma sempre fresca e di buon gusto. Conobbe un indubbio successo nell’Italia umbertina e nell’Inghilterra vittoriana, anche se gli è stato spesso rimproverato di accontentarsi di questo successo mondano nei salotti eleganti della belle époque. Chiamato da alcuni lo Schubert italiano, ha l’indubbio pregio di un’immediata fruizione e riconoscibilità, ed è proprio su questo carattere che si è fondato il suo grande successo. Questa facilità di ascolto e questa sua fruibilità immediata possono essergli rimproverate come un difetto ma possono anche essere considerate come una grande qualità: nelle sue romanze non c’è posto per preziosismi o per inutili sovrastrutture tecniche estranee alla sua personalità. Dietro questa apparente semplicità e immediatezza ritroviamo ancor oggi il suo equilibrio e la sua innata raffinatezza che hanno contribuito a rendere le sue romanze ancora fruibili in un contesto culturale e sociale così lontano e diverso da quello in cui erano state create. (Enrico Fubini )

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GRANDO XE AMOR

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CLASSICAL. Original compositions by Antonio Buzzolla. Paola Marzolla soprano, Matteo Ferrara bass baritone, Aldo Fiorentin piano. 24bit/88.2 original digital recording made at Magister Area Studios, Preganziol, Italy, on April 2010 Antonio Buzzolla è nato ad Adria nel 1815 e morto a Venezia nel 1871. Figlio d’arte, (il padre Angelo era maestro di cappella della Cattedrale di Adria e direttore della Società Filarmonica) imparò presto a suonare il violino, il pianoforte, l’organo e altri strumenti, e già a 17 anni entrò a far parte dell’orchestra del teatro “La Fenice” di Venezia; 5 anni più tardi, dopo aver già composto e rappresentato la sua prima breve opera, il “Ferramondo”, si trasferì a Napoli dove fu allievo di Donizetti e Mercadante. Dopo aver composto e rappresentato altre due opere, “Mastino I della Scala” nel 1841 e “Gli avventurieri” nel 1842, intraprese nel 1843 un lungo viaggio per l’Europa, andando prima a Berlino come direttore dell’orchestra del Teatro dell’Opera Italiana, poi a Dresda, in Polonia e in Russia; nel 1845 e nel 1846 lo ritroviamo occasionalmente ad Adria, per poi andare a Parigi come direttore dell’Opera Italienne, e in seguito ancora a Berlino. Dal 1848 si stabilì definitivamente a Venezia, dove ricoprì il prestigioso incarico di maestro di cappella presso la basilica di San Marco dal 1855 fino alla morte, sopravvenuta nel 1871. Oltre alle tre opere già citate, Buzzolla compose e rappresentò altre due opere, “Amleto” nel 1848 e “Elisabetta di Valois” nel 1849-1850; il resto della sua imponente produzione musicale è in gran parte costituita da musica sacra, anche se la sua fama è legata principalmente alla musica vocale da camera: egli infatti scrisse anche una notevole quantità di arie e canzonette, molte delle quali in dialetto veneziano, per canto e pianoforte, che incontrarono un notevole favore presso il pubblico italiano. Rossini stesso dichiarò che Buzzolla superava in questo genere tutti quelli che lo avevano preceduto, compresi il Perucchini e Simone Mayr, autori della notissima “Biondina in gondoleta”. In effetti le ariette e canzonette veneziane, pur conservando l’aspetto popolare nel testo e in certe cadenze ritmiche e tratti melodici, manifestano una notevole cura nella composizione: si tratta di pagine di musica da camera “piene di brio, di varietà, di spontaneità, di sapore veneziano” ma anche di buon gusto, abilità e maestria compositiva, “piccole gemme sapientemente armonizzate” come le definì Antonio Casellati, pioniere di studi musicali adriesi. In questo disco si offre una raccolta significativa di arie e canzonette gioiose, splendidamente interpretate da Paola Marzolla e da Matteo Ferrara, accompagnati dal solido pianismo di Aldo Fiorentin. Registrato live-in-studio in alta risoluzione digitale negli ormai noti Magister Area Studios da Marco Lincetto.

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I SOGNI DI GIANO' CONCERTO

I SOGNI DI GIANO' CONCERTO

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SILVIO OMIZZOLO (1905 – 1991) Concerto per violoncello, archi e pianoforte (1958) 01 – Allegro marcato,  9:37 02 – Andante,  6:47 03 – Rondò (Presto),  9:43   ADRIANO LINCETTO (1936 – 1996) I Sogni di Gianò (1985) Suite orchestrale per flauto, oboe, fagotto, due trombe, archi e voce 04 – Canzone d’Amore,  13:03 05 – Sono stato soldato,  12:06 06 – La fisarmonica e il bambino,  7:51   Tempo totale: 59:12   Grabación digital original 24bit/88.2 realizada en el Auditorio Pollini, Padua, en septiembre de 2009   Producción Velut Luna Productor ejecutivo Marco Lincetto Productor musical e ingeniero de edición Fabio Framba Ingeniero de equilibrio y mezcla Marco Lincetto Cubierta (Grand Prismatic Spring, Parque Nacional de Yellowstone, Wyoming) Marco Lincetto Marco Lincetto, Nicola Righetti, Elide Cataldo Diseño y maquetación L'image   Mario FOLENA flauto  Paolo BRUNELLO oboe  Andrea BRESSAN fagotto  Simone LONARDI tromba  Roberto CATERINI tromba  Silvia REGAZZO voce  Damiano SCARPA violoncello  Pierluigi PIRAN pianoforte    ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO  FABIO FRAMBA direttore Adriano Lincetto e Silvio Omizzolo furono due compositori italiani che attraversarono la storia musicale del ‘900, scomparsi entrambi sul finire del secolo. Accomunati dal fatto di essere stato il primo allievo del secondo, condivisero poi molte esperienze musicali comuni, compreso l’importante ruolo della direzione del Conservatorio di Musica Cesare Pollini di Padova, in momenti successivi, ed una intensa attività concertistica come insigni e stimati pianisti. Il Concerto per violoncello, archi e pianoforte di Silvio Omizzolo si colloca nella grande tradizione della musica mitteleuropea della metà del ‘900, trovando illustri riferimenti in autori quali Bartok e Stravinsky. Chiaramente strutturato nella forma concerto, offre al violoncello importanti occasioni virtuosistiche. La Suite “I Sogni di Gianò” di Adriano Lincetto è ricavata dallo stesso autore dalle sue musiche di scena originali scritte nel 1969 come colonna sonora dell’omonima pantomima in atto unico di Cornelia Mora Taboga. Si tratta di musica fortemente descrittiva ed evocativa, che basa la sua forza su una serie ininterrotta di struggenti melodie, permeate della più profonda e colta tradizione italiana, ma ricche di echi “Francesi”, in ossequio all’ambientazione parigina della storia del barbone Gianò, che si svolge in una dimenticata Parigi, senza tempo. Registrato nella consueta forma del live-in-studio nell’Auditorium Cesare Pollini di Padova, questo disco vede l’accorata interpretazione dell’Orchestra di padova e del Veneto diretta da Fabio Framba, con Damiano Scarpa solista al violoncello, Pierluigi Piran al pianoforte e Silvia Regazzo, interprete di un importante cameo vocale solista all’interno della Suite I Sogni di Gianò.

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GASLINI SINFONICO 3

GASLINI SINFONICO 3

€ 18,00

Classical: original compositions by Giorgio Gaslini, lirycs by D. Margheriti, M. Bagnoli, W. Shakespeare. 01: Orchestra Filarmonica Nazionale Russa di Tomsk; 02 Icarus Ensemble, G. Gaslini Conductor, G. Mareggini flute solo; 03-05 A. Caiello soprano, A. Braga violin,, J. Imperial viola, S. Scotto cello, A. Teora clarinet, G. Gaslini conductor; 06 V. Jansons baritone, G. Ubaldi chorus conductor, Oak Ensemble, R. Bonati conductor; 07 Orchestra Internazionale d’Italia conductor L. Jia, M. Mazzoni solo sax; 08-12 C. Cely flute and song, G. Gaslini piano; 13 Orchestra Sinfonica Internazionale “ F. Fenaroli” , G. Gaslini conductor.  Lasciamo alle parole del noto musicologo Quirino Principe, tratte dalla sua più articolata introduzione critica presente all’interno del booklet, la presentazione musicale di questo stimolante ultimo lavoro di Giorgio Gaslini: “Le composizioni presentate in questo CD sono una conferma sovreccitante delle qualità del Maestro Gaslini, riconosciute da sempre a un artista il cui stile è al di sopra di qualsiasi riserva critica, e nel cui catalogo non esistono opere “minori”. Ma i lavori che qui si ascoltano sono anche qualcosa di più: sono grandi concezioni intellettuali, che aspirano alla costruzione di una “macroforma”. In Sinfonia breve per orchestra, che apre il CD, l’incipit è già un trauma: l’irruzione cruda del suono, l’ossimoro tra lo squillo di fanfara e l’aura misteriosa della cui sonorità Gaslini sembra possedere il segreto esclusivo, conducono verso un percorso folto di colpi di scena e di svolte impreviste, attraverso lo snodarsi di 12 sequentiae cui il compositore chiede il significato più profondo di quella scansione del tempo e della natura che sono le quattro stagioni. Esse sono dichiarate esplicitamente non sul frontale di una sezione (come avviene in altri lavori della grande tradizione fin troppo noti perché sia necessario citarli), bensì in zone interne: la primavera nella terza sequenza, l’estate nella settima, l’autunno nella decima, l’inverno nella dodicesima e ultima, forse con l’enunciazione di un legame sottile e resistente tra il Largo di Gaslini (preceduto da una cadenza colma di tensione) e il tempo lento dell’Inverno vivaldiano. Naturalmente è un trittico che unisce (senza sforzo, anzi, “naturaliter” e “iuxta naturam”) tre lavori vicini nel tempo, nati nel breve tratto di un biennio. Beyond the river (2007), partitura per flauto e 10 strumenti che ci colpisce per la miracolosa abilità del compositore nell’analizzare e fondere i suoni, i temi e i motivi secondo metamorfosi veloci e inafferrabili, si apre con un affascinante arcaismo: l’enunciazione della melodia tardo-medievale nota in Italia come Lamento di Tristano, subito rivestita di colori cangianti, riportata alla sua nudità, poi riavvolta in vesti policrome. La sezione centrale del trittico, Ter (2008), per voce di soprano, violino, viola e clarinetto, si sviluppa, in un’atmosfera comparabile alla poesia di un idillio ellenistico, lungo tre liriche sui versi classicamente limpidi della poetessa umbra Daniela Margheriti: “Da secoli sopporto”, “E penso al mio riposo”, “Ecco che arrivo al bosco”. La sezione conclusiva, Il bosco di Beuys (2008), preparata, nella strategia e nella métis del compositore, dalla terza e ultima delle liriche di Ter, ha un testo cantato, tratto da un’intervista di Marco Bagnoli allo scultore e pittore Joseph Beuys (Krefeld, giovedì 12 maggio 1921 – Düsseldorf, giovedì 23 gennaio 1986). La figura di Beuys è, fra l’altro, una delle simboliche esperienze d’arte e di pensiero che hanno motivato la ricerca sulla musica di Gaslini svolta negli anni dalla già ricordata Lucrezia De Domizio Durini, la studiosa che, come sappiamo, ha dedicato un libro fondamentale al compositore milanese. L’organico scelto per Il bosco di Beuys è: voce di baritono, piccolo coro femminile, clarinetto, violoncello, pianoforte, percussione. Il grado di trasfigurazione della parola raggiunto da Gaslini mediante sonorità originalissime nel suo lavoro spiega la grande emozione che questa composizione ha suscitato sin dalla sua prima esecuzione. La prima esecuzione assoluta di Silver Concert (1992), avvenuta al Teatro Rossini di Pesaro domenica 6 settembre 1992 nell’ambito del X Festival Mondiale del Saxofono, è quella che in questo CD ci offre il singolare “concerto per saxofono, baritono e orchestra”, dove la dialettica tra tradizione jazz e tradizione classico-romantica è affrontata secondo i criteri compositivi e nello stile poetico di Gaslini: mediante una sublimazione dei rispettivi connotati, in un incontro al vertice. La Suite elisabettiana, per traversiere, canto e pianoforte, è un omaggio, alla maniera “britteniana” a musiche di compositori di Corte britannici del’epoca Tudor (secolo XVI). Il CD si conclude con una pagina luminosissima per 16 strumenti ad arco: Adagio is beautiful, qui registrata dal vivo e diretta dallo stesso Gaslini, a Lanciano, domenica 22 agosto 1999.” Le registrazioni sono state effettuate in differenti teatri e luoghi storici italiani negli ultimi 20 anni e Marco Lincetto, che è anche autore di una di queste registrazioni, “Il bosco di Beuys”, ha realizzato un lungo e certosino lavoro di rimissaggio e mastering per assemblare tutti questi differenti lavori in questo disco.

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SOUNDS' FALLS AMERICAN GRAND PIANO

SOUNDS' FALLS AMERICAN GRAND PIANO

€ 18,00

Original compositions by: G. Gershwin, S. Barber, A. Copland. Anna Lisa Fergola e Roberto Ramadori piano duet. 24bit/96kHz original recording made at Magister Area Studios, Preganziol (Italy) on October 2009.  Sounds’ Falls rappresenta un entusiasmante excursus sulla musica “colta” americana del ‘900, attraverso l’affascinante sonorità del pianoforte suonato a quattro mani. Anna Lisa Fergola e Roberto Ramadori, pianisti di statura internazionale, ci prendono per mano e ci fanno attraversare il Grande Paese con la colonna sonora scritta dai tre più grandi autori americani: George Gershwin, Aaron Copland e Samuel Barber. Dalla celeberrima Rhapsody in Blu ai Tre Preludi, alle variazioni su I Got Rhythm; dagli acquerelli dedicati ai più famosi ritmi della suite Souvenirs di Samuel Barber, alle variazioni di Copland su Shaker Melody: il tutto narrato dalla ricca sonorità del principe degli strumenti suonato a quattro mani. Ulteriore motivo di interesse di questo disco è rappresentato proprio dallo strumento specifico utilizzato, ovvero un pianoforte Steinway & Sons D274 Concert Grand, residente nel Magister Area Studio, costruito a New York nel 1928: ovvero esattamente il tipo di pianoforte utilizzato da Gershwin, piuttosto che da Copland o da Barber per comporre queste musiche. Il suono di questo disco segna un’ulteriore tappa di avvicinamento verso la fedeltà assoluta della riproduzione del pianoforte, che letteralmente si materializza nell’ambiente d’ascolto domestico. Uno dei più affascinanti suoni di pianoforte mai tradotti su disco grazie alla tecnologia digitale più avanzata ed alle tecniche di ripresa esclusive messe a punto da Marco Lincetto all’interno della Grande Sala Gialla del Magister Area Studio di Preganziol.

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MUSICA DALLE CHIESE ALLE PIAZZE

MUSICA DALLE CHIESE ALLE PIAZZE

€ 18,00

Pop. Original compositions by: A. Bormioli, E. de Gresti, F. A. Celva, G. Faccioli, S. Rattini, G. Terrabugio, R. Dionisi, M. Deflorian/G. Caprara, A. Bonomi, A. Baccillieri, G. Tosi, L. Pigarelli, G. Sartori, E. Fahrbach, S. Brunelli. Banda Sociale di Ala, Coro Monte Vignol di Avio, Insieme Corale Ecclesia Nova di Bosco Chiesanuova, Coro Polifonico Castelbarco di Avio, S. Rattini organ, W. Valbusa organ, L. Azzolini conductor. Musica sacra e musica profana unite dalla stessa origine popolare, sono gli ingredienti e i particolari di questo progetto discografico. Nel CD troviamo espressioni artistiche di un ampio territorio: il Trentino, la Valdadige Veronese, il Caprinese e la Lessinia veronese, ricchi di storia, di tradizioni e di intuizioni che tutt’oggi segnano la strada del movimento artistico di molti gruppi musicali. Sotto la direzione artistica del Maestro Luigi Azzolini vengono presentate musiche di autori cosiddetti “minori”, dal ‘700 ai giorni nostri, in gran parte in prima registrazione assoluta. Gli organici spaziano dalle più differenti corali, all’organo, alla banda in un caleidoscopio di colori e suggestioni, per un disco che ad ogni traccia sa tenere desta l’attenzione della curiosità. Registrato in alta risoluzione digitale da Matteo Costa in 5 differenti chiese fra la provincia di Trento e quella di Verona, offre un suono ricco e variegato, di suicuro impatto emotivo.

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L'OMBRA DELLA LUCE VIVENTE

L'OMBRA DELLA LUCE VIVENTE

€ 18,00

Classical:original compositions by Armando Franceschini. Ensemble Continuum conductor Luigi Azzolini; spoken voices Francesca Velardita, Tommaso Lonardi; soprano Sylvia Pozzer; mezzo-soprano Francesca Martinelli; harp Marianna Lazzarini; drums Roberto Pangrazzi. Recording made on February 2010 at Sala Palazzo Venturi, Avio (Trento). Prosegue, con questo disco dedicato alla figura di Ildegarda di Bingen, la collaborazione fra il compositore Armando Franceschini e Velut Luna; collaborazione iniziata nel 2008 con la pubblicazione del grande oratorio pasquale “LA PASSION” (Velut Luna – CVLD 166). Ad interpretare quest’opera di Franceschini ancora una volta il Maestro Luigi Azzolini, che dirige l’articolato organico previsto, composto dall’ensemble vocale Continuum Ensemble, dalle soliste Sylva Pozzer e Francesca Martinelli, dall’arpa di Marianna Lazzarin e dalle percussioni di Roberto Pangrazzi e non ultime dalle splendide voci recitanti di Francesca Velardita e Tommaso Lonardi. Registrazione effettuata in alta risoluzione digitale il 6 e 7 febbraio 2010 a Palazzo Venturi, ad Avio, in provincia di Trento. Ma lasciamo alle parole di Giuseppe Calliari la presentazione musicale di quest’opera. “Unire parole antiche, di intenso vigore mistico, alla musica scritta oggi in consonanza con quelle, ma al di là della mera ricomposizione filologica, ha in sé il valore di una lettura ‘per noi’, carica delle domande e delle fragilità del tempo postmoderno. Se i grandi temi del male, della giustizia, della umana finitezza e della percezione della trascendenza toccano ogni tempo e ogni uomo, nella testimonianza di alcune figure esemplari mostrano la loro urgenza essenziale"..." Intorno alle parole di Ildegarda -confessioni, lettere, inni- la musica composta da Armando Franceschini, memore dei modi liturgici personalmente ripresi, si dispone in quadri corrispondenti ai nuclei tematici del testo, in interludi, in essenziale sfondo sonoro, nel rispetto di un clima sonoro interiore. In apertura e in conclusione è evocato l’ambiente monastico attraverso i “dupla” per coro femminile, nella parte centrale sono le sole voci a intonare frammenti della liturgia latina. Parcussioni e arpa si intrecciano al canto in una costruzione racchiusa entro un perimetro formale rigoroso".

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ANNO DOMINI 2012

ANNO DOMINI 2012

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CLASSICAL. Original compositions by A. Molinari. Czech Symphony Orchestra, Barbara Agostinelli violin, Achille Gallo piano. Tracks 1-2: 24bit/88.2kHz recording at Cnso Studios, Praga, Czech Republic, June 2009 Tracks 3-12: 24bit/88.2kHz recording at AreaMagister Studios, Preganziol, Italy, April 2009 Una delle più grandi e migliori orchestre sinfoniche del mondo (Czech National Symphony Orchestra), due straordinari solisti di statura mondiale al violino, Barbara Agostinelli, e al pianoforte, Achille Gallo, le musiche originali appositamente scritte per questo disco ("Colonna Sonora per un film che ancora non c'è") da Alessandro Molinari, ovvero uno dei più quotati autori di musica da film italiani, la strepitosa tecnica di ripresa del suono effettuata con le migliori tecnologie oggi disponibili, rispettivamente messa in atto da Marco Lincetto e da Goffredo Gibellini : UN DISCO EPOCALE!!!Diviso in due parti, di cui la prima dedicata alla millenaristica suite per violino, pianoforte e orchestra ANNO DOMINI 2012 e la seconda ad una serie di brani scritti per il duo violino e pianoforte, pur sempre nello stile evocativo e fortemente descrittivo dell'autore, questo disco si propone di sfondare un ulteriore muro di gomma: uno di quelli che vorrebbero dividere la Musica per "generi" e "settori"...Le potenti melodie, l'immanenza del suono di una possente sezione di ben sei corni, rimandano più a John Williams che a Morricone: ma sempre ai vertici assoluti artistici e sonori ci troviamo.In coda la suite per soli Violino e pianoforte, ricavata dai temi conduttori delle celebre trasmissione di RAI 3 "BLU NOTTE" Nel booklet il testo di presentazione è scritto da Carlo Lucarelli. Le suggestive foto presenti nelle parti grafiche sono opera dei fotografi Paolo Tosti e Ilenco Tracmot.La realizzazione di questo disco è stata possibile anche grazie al contributo della Q8 Italia.

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COMPOSIZIONI OSSESSIVE

COMPOSIZIONI OSSESSIVE

€ 18,00

CLASSICAL: original compositions by Marco Falossi, J. S. Bach, J. Offenbach, P. I. Tciaikowsky, G. Rossini. Marco Falossi piano, Accademia Concertante d’Archi conductor Mauro Benaglia. Tracks 6,7,27,28,29,30: 24bit/88.2 original studio recording made at Area Magister, Preganziol on September 2008. Tracks 34,35,36: 24bit/88.2 original live recording made at Società del Giardino, Milano on February 2007. All others tracks: 24bit/88.2 original studio recording made at Sala Rossa, Lonigo on August 2007  Il nuovo disco di Marco Falossi ci permette di entrare nella visionaria poetica musicale del virtuoso pianista milanese. Si tratta di una musica fortemente descrittiva, basata su immagini folgoranti, frutto di intuizioni improvvise o fortemente meditate, che spesso si appoggiano sulla prodigiosa tecnica pianistica, portata ai limiti estremi della capacità umana di muoversi sulla tastiera del principe degli strumenti. Melodie rarefatte si alternano a improvvise cascate di note, che fluiscono senza soluzione di continuità, ma rigidamente incasellate in una precisa e armonica visione. Il talento interpretativo di Falossi è fuori dubbio: in questo CD possiamo definitivamente apprezzarne anche il grande talento compositivo. Registrato nell’arco di due anni circa, il progetto propone 33 brevi composizioni per pianoforte solo scritte a partire dall’età di sedici anni e tre affascinanti e affabulatorie stesure per orchestra d’archi e pianoforte, che riprendono le originalissime riscritture di Falossi su celebri temi della storia della musica: in questo caso la Barcarola di Offenbach, il Valzer dei Fiori dal Lago dei Cigni di Tchaikowsky e la Gazza Ladra di Rossini. La qualità di registrazione eccelsa, basata su una ripresa nativa in standard digitale a 24bit/88.2kHz, permette di scoprire per l’ennesima volta la grande abilità di Marco Lincetto nel registrare il pianoforte.

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SONATE VIRTUOSE PER FAGOTTO DEL X V I I SECOLO

SONATE VIRTUOSE PER FAGOTTO DEL X V I I SECOLO

€ 18,00

CLASSICAL: original compositions by De Selma, Bertoli, Boddecker, Frescobaldi, Castello, G.A.S., Marini, Tromboncini/Tognon. P. Tognon dulcian, P. L. Polato archlute, P. Pasquini virginal, N. Dal Maso violone, A. Bares violin, P. Prosser theorbo, C. Verh dulcian. Original recording in Chiesa S. Maria dei Servi, Padova; Chiesa in Pieve S. Martino at Palazzo Pignano, Cremona; Studio Magister in Preganziol, Treviso, Italy. Paolo Tognon si è dedicato con passione alla riscoperta della prassi esecutiva e del repertorio antico dei fagotti storici, perfezionandosi con i migliori specialisti. Ha suonato in tutta Europa, Stati Uniti e Medio Oriente, registrando più di 120 dischi, molti dei quali in ruolo solistico al fagotto (sonate di Merci, Telemann, Vivaldi, Platti) e con orchestra (concerti di Fasch e Graupner con la Capella Savaria diretta da P.Nèmeth e con I Filarmonici di Verona) e alla dulciana (sonate virtuose del XVII sec.) ha ottenenuto premi della critica discografica fra cui: premio A.Vivaldi promosso dalla fond.Cini di Venezia e sulle riviste tedesche: Alte Muzik Aktuell e Toccata. Ha pubblicato nel 2001, il primo articolo italiano sulle origini storiche del fagotto sulla rivista Hortus Musicus. Ha fondato e coordina il lavoro di ricerca storica ed organizzativo de: La Bande des Hautbois du Roy (realizzando uno speciale per Amadeus) l’ensemble di dulciane QUONIAM (partecipando anche in trasmissioni RAI) e Il Viaggio Musicale. L’attività didattica lo ha visto vincitore di alcuni importanti concorsi a cattedre nazionali ed internazionali, che gli hanno consentito d’insegnare per prestigiose istituzioni, fra cui i dipartimenti di musica antica del Conservatoire National Supèrior de Musique et de Dance di Parigi, la Scuola di Musica Antica di Venezia, presso la Fondazione Levi, e nei corsi di sperimentazione di musica antica dei Conservatori di Padova, Vicenza e Livorno.

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ORCHESTRA FILARMONICA GIOVANILE

ORCHESTRA FILARMONICA GIOVANILE

€ 18,00

Classical. Original compositions by: G. Rossini, W. A. Mozart, L. V. Beethoven, Pugnani- Kreisler. Orchestra Filarmonica Giovanile “Alpe Adria” conductor Luigi Pistore, Leonora Armellini piano solo, Davide Alogna violino solo.  L’Orchestra Filarmonica Giovanile “Alpe Adria” fondata a Gorizia dal Maestro Luigi Pistore è composta da giovani musicisti di età compresa fra i 15 ed i 25 anni provenienti da tutta Europa. All’interno dell’orchestra coesistono scuole, tradizioni musicali e interpretative diverse e il linguaggio universale della musica “parlato” dai giovani musicisti diventa veicolo privilegiato per la conoscenza, l’unione e l’amicizia tra i popoli. Dalla sua fondazione e nel corso dei vari laboratori musicali tenuti a Gorizia hanno partecipato più di 250 musicisti d’orchestra e giovani solisti vincitori di prestigiosi concorsi internazionali. Questo CD è stato registrato interamente dal vivo il giorno 7 dicembre 2008 all’Auditorium di Gorizia, al termine dello Stage 2008. Il programma si apre con una classica Sinfonia di Rossini “scritta al Conventello”. Il secondo brano ci consente di apprezzare per la seconda volta su disco il più luminoso talento pianistico degli ultimi 10 anni almeno, ovvero Leonora Armellini, nell’interpretazione del Concerto n.27, KV595 per pianoforte e orchestra di Mozart. Il disco si chiude con la presenza di un altro giovane e talentuoso solista al violino, Davide Alogna, che ci presenta la celebre Romanza in fa Maggiore di Ludwig van Beethoven ed il preludio e Allegro nello stile di Pugnani, scritto dal grande virtuoso Fritz Kreisler. La registrazione, curata personalmente da Marco Lincetto, è stata effettuata come di consueto in standard digitale 24bit/88.2kHz.

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LE GRAND DUO

LE GRAND DUO

€ 16,20

Classical. Original compositions by: A. Piazzolla, P. Hindemith, A. Pasculli, G. Rossini, F. Arslan. Andrea Bressan bassoon, Cecilia Franchini piano. Concert recorded at Sala Maffeiana, Verona.  “Le Grand Duo” nasce da lunghi anni di collaborazione fra Andrea Bressan, fagotto, e Cecilia Franchini, pianoforte: collaborazione maturata nell’ambito lavorativo del Conservatorio “B.Marcello” di Venezia. Questo Cd è dunque la testimonianza del lavoro, svolto negli anni, di selezione e approfondimento di un repertorio originale e particolare, basato su brani nati per questo organico, ma anche su trascrizioni, che ha portato gli interpreti a presentare una proposta pluriarticolata che, con una panoramica di diversi generi musicali (da Rossini a PIazzolla, da Hindemith alla tradizione turca, fino all’opera italiana), offre un ascolto che ben evidenzia le potenzialità tecniche ed espressive peculiari di questa formazione. La lunga frequentazione concertistica di questi due straordinari musicisti li ha poi portati a preferire la registrazione di un concerto dal vivo, anziché in studio, per meglio evidenziare la freschezza e la vitalità delle musiche in programma, rese al massimo dell’energia e dell’atmosfera che solo una performance in pubblico sa creare. La registrazione nativa in PCM 24bit/96kHz è stata effettuata nella splendida cornice della Sala Maffeiana di Verona, utilizzando una sola coppia di microfoni omnidirezionali in configurazione A-B; tale ripresa è stata mantenuta integra e pura fino al disco finale, evitando di impiegare tecniche correttive quali compressione o equalizzazione in alcuna fase di lavorazione del master.

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WEKE MUSIC FOR PIANO & STRINGS

WEKE MUSIC FOR PIANO & STRINGS

€ 18,00

Classical: original compositions by V. Cipriani, J. Lennon- McCartney, A. Piazzolla. V. Cipriani piano, Treble Singers Chorus San Matteo, A. Cipriani treble singer, A. Di Marzio cello solo, F. Sacco violin solo, Anuhel vocalist, G. Leonetti double bass, M. M. Notarstefano soprano, V. Soranno sax solo. Digital original recording made at Chiesa di San Felice delle Suore Francescane di Gesù Crocifisso, Gravina in Puglia (Bari) on Novembre 2009. “Weke” è il titolo, criptico ed un po’ misterioso, del nuovo disco di Vincenzo Cipriani. Compositore ed eccellente pianista, l’autore pugliese ci presenta, con il suo primo disco, un autentico "affresco" musicale. Questa è un’ideale “musica per immagini”, che consente a Cipriani di proseguire la nobile tradizione dei grandi autori italiani di musica per il cinema, quali, per citare i più illustri, Nino Rota ed Ennio Morricone. Il duttile organico di base, composto da una piccola orchestra d’archi e dal pianoforte, presenta atmosfere ed umori variegati, che nell’immediatezza di un linguaggio accessibile a tutti, ma per nulla banale, consentono all’ascoltatore di immergersi in una poetica musicale ricca di colori ed emozioni. In chiusura del disco sono presenti anche due arrangiamenti originali di un brano dei Beatles, la raffinatissima ninna nanna “Good Night”, interpretata anche da un etereo coro di voci bianche e dalla piccola Anna Cipriani come voce bianca solista, e due brani di Astor Piazzolla, che vedono come ospiti il soprano Maria Maddalena Notarstefano in "Ave Maria" ed il sassofonista Vito Soranno in "Inverno Porteno": si tratta di un omaggio di Vincenzo Cipriani a due suoi importanti riferimenti musicali. Registrato da Marc Keno nella Chiesa di San Felice delle Suore Francescane a Gravina in Puglia, questo disco è stato poi mixato e masterizzato in dominio analogico da Marco Lincetto, utilizzando una prestigiosa console analogica Neve serie 80.

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BACH GUITAR DUO

BACH GUITAR DUO

€ 16,20

CLASSICAL: original compositions by J.S. Bach: preludes, fugues and chorals.  Vittorino Nalato, Florindo Baldissera guitars. Original studio recording made at Chiesa di San Liberale, Sargnano (Belluno) on August 2007. Questo CD propone delle trascrizioni di musiche per tastiera di Bach elaborate in modo tale che assumano la configurazione di vere e proprie opere per due chitarre. Le tonalità sono spesso trasportate e alcune linee hanno subito spostamenti di ottava. A volte i motivi sono spezzati e distribuiti fra le due chitarre e, in alcuni casi, utilizzando le possibilità offerte dai due strumenti, sono stati introdotti raddoppi di rinforzo. La struttura linguistica dei brani (temi, forme, armonie) è rimasta in ogni caso inalterata, dal momento che gli adattamenti sono stati limitati alla componente idiomatico-strumentale. Nell’esecuzione dei brani trascritti riveste un ruolo di primo piano il contatto diretto delle dita sulle corde che concorre a calibrare sfumature e colori più vicini a un’estetica liutistica piuttosto che organistica o clavicembalistica. D’altronde, la chitarra ha fondato parte rilevante del suo repertorio sulle trascrizioni. Andrés Segovia affermava di aver studiato utilizzando la letteratura didattica di altri strumenti e una componente importante dei suoi recital erano proprio le trascrizioni. Anche tutti i chitarristi del 1800 hanno praticato l’arte della trascrizione, come Ferdinando Carulli che, forte di una spiccata abilità in questo campo, trascrisse per una o due chitarre innumerevoli opere di Mozart, Cimarosa, Pergolesi, Beethoven, Haydn, Hummel. Registrato con tecnica bimicrofonica stereo, utilizzando due microfoni Neumann U87 all’interno di una piccola chiesa nel bellunese, questo disco ripropone un suono estremamente naturale, dal timbro caldo e avvolgente.

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O CRUX BENEDICTA  V L H D High  Quality Edition

O CRUX BENEDICTA V L H D High Quality Edition

€ 18,00

CLASSICAL: mottetti and ricercari by Claudio Merulo. Qoniam: ensemble di dulciane (P. Tognon); De Labiryntho: ensemble vocale della rinascenza (Walter Testolin). 24/96 kHz digital recording made at Auditorium Comunale Chiuppano, Vicenza on December 2000. “Voi avete a sapere come tutti li istrumenti sono a rispetto e comparatione ala voce umana mancho degni per tanto noi ci afforzeremo da quella imparare e imitarla” Così si esprimeva nel 1538 Silvestro Ganassi nel frontespizio del suo trattato: “La Fontegara”, che istruiva i musici a fiato nell’arte raffinata e complessa del loro apprendimento. Potremo prendere giustamente ad esempio questa esortazione, quale modello di espressione ideale cui tendere nell’esecuzione delle musiche stesse. I brani eseguiti fanno parte della raccolta: “Liber Primis Sacrarum Cantinum Quinque Vocum” pubblicata nel 1578 da Claudio Merulo. Si tratta di una raccolta di mottetti, cioè di composizioni vocali polifoniche in latino, destinati ad essere eseguiti durante la messa o altre funzioni liturgiche. L’organo e le voci furono i mezzi di comunicazione privilegiati ed erano sempre supportati da una serie variegata di strumenti. Il modello di fagotto più arcaico, denominato fagotto-chorista (o dulciana) era uno degli strumenti più efficaci per rapportarsi alle voci.

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LA PASSION - SACD

LA PASSION - SACD

€ 22,00

E’ un progetto impegnativo e complesso, quello che sfocia ora nella realizzazione di questo SACD, nato nel 2006 da una proposta che vede coinvolti tre “attori”: Armando Franceschini, per la composizione delle musiche originali, Giuseppe Calliari, per la struttura drammatica e Luigi Azzolini per la direzione musicale. Questa Passione nasce dal recupero di antichi testi devozionali legati alla Pasqua, le Laudi redensi quattrocentesche che le confraternite intonavano nel corso della Settimana Santa, ma si arricchisce di una nuova sensibilità che le rende più vicine a noi, in un sottile gioco interpretativo, fra passato e presente, su un tema antico e di forte drammaticità come quello della Passione di Cristo. Inconsueta ed importante è la straordinaria capacità di raccontare questa passione non solo utilizzando la tradizione, e quindi attraverso il recupero di materiale legato ad un passato ormai lontano e che ci appartiene, ma sapendola offrire al pubblico in una prospettiva estremamente attuale, quella dello sguardo di Maria e di Maddalena sul Cristo morente. L’opera si articola in tre parti con apprezzabili simmetrie e equilibri, tra momenti solistici, corali, dialogici, narrativi, fino al rimando alla pratica vocale processionale. Il disco è stato registrato nella Chiesa di Santa Maria Assunta, ad Ala, in provincia di Trento, sfruttando i riverberi caldi morbidi dell’ambiente sacro, particolarmente consono a questo tipo di programma. Come già detto la ripresa è stata effettuata in alta risoluzione e con tecnica multicanale, oltrechè stereo, proprio per consentire la migliore comprensione delle complesse e articolate trame musicali. Sotto la produzione esecutiva di Marco Lincetto, il responsabile unico delle straordinaria qualità del suono proposto è Matteo Costa che ha curato personalmente la ripresa, l’editing, il missaggio stereo e multicanale ed il mastering in DSD per la produzione del SACD.

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BENEDETTO MARCELLO 12 SONATE- VLHD HIGH QUALITY

BENEDETTO MARCELLO 12 SONATE- VLHD HIGH QUALITY

€ 18,00

CLASSICAL: original compositions by Benedetto Marcello. Enzo Caroli flute, Lidia Kawecka harpsichord, Alvise Stiffoni cello. 24bit/88.2kHz original live recording direct-to-stereo master made at Chiesa di San Giacomo, Vicenza, Italy, on Jube 2007. Questo disco si distingue per una notevole importanza musicologia e tecnica. Innanzitutto si tratta dell’unica edizione discografica oggi esistente e disponibile di queste importanti e basilari pagine della letteratura flautistica classica, in un’edizione critica ed aggiornata a cura del solista Enzo Caroli. Questa partitura ha attraversato i secoli per giungere fino a noi intatta nel suo fascino e divenire uno dei passaggi di studio obbligati per ogni studente di flauto traverso. L’esecuzione è stata affidata a tre particolari strumenti: un prezioso flauto in legno e oro, un clavicembalo tedesco – copia Ch.Vater, ed un violoncello antico. La registrazione, effettuata sfruttando gli echi naturali della Chiesa di San Giacomo a Vicenza, si avvale della più evoluta tecnologia di ripresa globale ad alta risoluzione digitale messa a punto in lunghi anni di studio ed approfondimento da Marco Lincetto, basata su due coppie di microfoni, in configurazione stereofonica, allineati in fase meccanicamente, senza ausilio di artefatti elettronici, e preamplificati e sommati in totale dominio analogico avvalendosi di strumentazione custom, appositamente realizzata per Marco Lincetto, su sue specifiche. Il tutto interamente cablato con cavi White Gold, appositamente realizzati e messi a punto da Gianfranco Fanucchi in perfetta sinergia con le particolari esigenze richieste dalla tecnica di ripresa di Marco Lincetto. Questo disco si può considerare a buon diritto un riferimento assoluto sia sul piano musicale che tecnico.

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BLUE SIMPHONY

BLUE SIMPHONY

€ 18,00

Classical-Contemporary: Original compositions by G. Gaslini. Orchestra e Coro del Teatro Marrucino - Chieti, Giorgio Gaslini conductor and pianist. 24bit/88.2Khz High Definition Digital Live Recording at Teatro Marrucino - Chieti, on February, 6th, 2007 "Oggi è più difficile scrivere una canzone d´autore che una sinfonia", ha detto qualche tempo fa Giorgio Gaslini dopo averne fatte già più di cento - registrate e pubblicate da questa etichetta -, forse proprio per convincersi che era importante non perdere la mano sulla grande orchestra classica. E così nell’arco di pochi anni, l’imprendibile, non frugale né uniforme, e costantemente incrementato catalogo d’autore s’è arricchito d’una serie di nuovi lavori sinfonico-concertistici: con o senza pianoforte, per una o più orchestre. Vi si recuperano e si fanno orgogliosamente valere i sei diplomi conseguiti al Conservatorio di Milano, e si riapre un dialogo con la “musica contemporanea”, com’è definita nei suoi libri: cioè con la sua, più o meno coatta, formazione accademica. I quattro ultimi sono qui riuniti. All’atto pratico, ascoltando la musica e sfogliando le partiture, ordinate e ‘parlanti’, dura un attimo la tentazione di costringerle in una casacca stilistica. Le musiche che riepilogano una porzione recente della mai sopita creatività d’autore si aprono, per usare un lessico di casa, su un repertorio che rianima l’antico proposito gasliniano di “musica totale”: espressione dei suoni che non dà spazio allo “sperimentalismo fine a se stesso” né alle “presunzioni di valore stilistica” perché si dedica a “amare e assumere le espressioni musicali diverse e a tutti i livelli dell’uomo”. In programma abbiamo tre prime esecuzioni (Blue Symphony del 2005, Moto velocetto perpetuo e Interno Intorno del 2006) e Porter Portrait per pianoforte solista e orchestra (2001) battezzata a Milano. Quest’ultima partitura, che Gaslini nel doppio ruolo di pianista e direttore ricrea in modo elettrizzante e che già dal titolo dichiara la sua sostanza musicale, è il soggetto estraneo e rivelatore insieme dell’intero impaginato. La registrazione è stata effettuata con un sofisticato sistema multi canale ad alta risoluzione, rigorosamente dal vivo, nel Teatro Marrucino di Chieti: sarà dunque possibile udire nel corso di tutta l’esecuzione una serie di piccoli rumori e “respiri” di un pubblico attento, ma, vivaddio, vivo!!!

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LEGENDE - SACD

LEGENDE - SACD

€ 22,00

Classical: original compositions by Sarasate, Paganini, Wieniawski, Bazzini. Giovanni Angeleri, violin; Orchestra delle Venezie. 24bit/96kHz digital recording at Duomo Vecchio, Monselice, Italy 2001. Questo SACD rappresenta una delle rarissime occasioni per poter apprezzare il grande violinista padovano su supporto registrato. E' infatti rarissima la presenza su disco di questo straordinario interprete virtuoso, che nel 1997 vinse il Concorso Paganini di Genova, unico italiano, oltre a Salvatore Accardo e Massimo Quarta, nella storia pluridecennale della più importante competizione violinistica del mondo. Oltre che solista, Angeleri si presenta anche come direttore della prestigiosa Orchestra delle Venezie, compagine sinfonica da lui stesso fondata. Il programma musicale è affascinante e brioso: il tema dominante vede la contaminazione fra le melodie ed i ritmi della musica popolare, mediate dal talento compositivo di alcuni fra i più noti ed apprezzati compositori "colti" dell'ottocento. Quasi senza soluzione di continuità si possono quindi apprezzare gli echi zigani nella "Fantasia sopra La Carmen" di Sarasate e nella Zingaresca". Per proseguire con le celebri variazioni di Paganini sulle melodie del "Carnevale di Venezia". Ed ancora lo scherzo fantastico di Bazzini intitolato "La Ronda dei Folletti", sapientemente orchestrato dallo stesso Giovanni Angeleri dall'originale versione per pianoforte e violino. Per arrivare a concludere il programma con due composizioni di Wieniawski, "Legende", che dà  anche il titolo al disco e la celeberrima "Polonaise de Concert". Questo SACD HYBRID MULTICHANNEL può essere impiegato anche in un normale lettore CD stereo

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