Spedizioni gratuite in Europa (UE), a partire da 4 articoli - Richiedere quatozione per i costi di spedizione per i paesi non UE

Riepilogo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti nel carrello: 0
Totale prodotti: € 0,00

Prosegui al carrello

Velut Luna

ITALIAN MUSIC FOR GUITAR AND PIANO - GOLD CD (con CD versione 2015 in omaggio)

ITALIAN MUSIC FOR GUITAR AND PIANO - GOLD CD (con CD versione 2015 in omaggio)

€ 21,90

Nuovo remastering del CD ITALIAN MUSIC FOR GUITAR AND PIANO (riceverai in omaggio il CD del 2015 e così potrai scoprire le differenze sonore tra le due edizioni) MUSICHE ITALIANE PER PIANOFORTE E CHITARRA Il luogo comune vuole che il connubio tra pianoforte e chitarra si risolva in un complicato rebus tanto per i compositori quanto per gli interpreti: troppo distanti le sonorità e gli approcci dei due strumenti, troppo squilibrato il loro amalgama, troppo differente il volume sviluppato, divergente il modo di ‘pensare’ o di costruire le armonie. Insomma, messi insieme, pianoforte e chitarra tendono subito a rivelarsi quasi incompatibili. Inoltre, se non ci si affida una pur minima amplificazione della chitarra, il pianoforte si ritroverà costretto a suonare quasi sempre ‘in punta di piedi’. Nonostante ciò, e nonostante il luogo comune, diversi compositori, soprattutto nel Novecento, sono riusciti a ottenere degli splendidi risultati attraverso un sapiente lavoro sui ‘pieni’ e suoi ‘vuoti’ dei rispettivi strumenti, un’attenzione tutta particolare a un dialogo non convenzionale, una scrittura filigranata e, ovviamente, una buona dose di istinto che non guasta mai. Il disco che avete tra le mani è la testimonianza di tali esiti e vede una collana di lavori originali per chitarra e pianoforte composti tra il 1950 a oggi di autori italiani noti e meno noti. Il viaggio comincia proprio nel 1950 con uno dei compositori che, volente o nolente da parte sua, ha maggiormente legato il proprio nome a quello della chitarra, ossia il fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) che scrisse la Fantasia op. 145 in due brevi, sapidi movimenti dedicandola ad Andrés Segovia e alla moglie pianista Francesca ‘Paquita’ Madriguera Rodon. Un miracolo di equilibrio che risente di ineludibili influssi francesi ma che mostra anche una estroversa e personale ispirazione lirica, sempre in bilico tra atmosfere spagnoleggianti e una cantabilità tutta italiana, anzi, per meglio dire toscana. Altro brano ‘coniugale’ che si fregia del titolo di Fantasia è la pagina in un singolo movimento che il compositore bresciano Franco Margola (1908-1992) scrisse nell’ottobre 1979 e che fu dedicata al duo formato dal chitarrista Guido Margaria e dalla moglie Emilia. Si tratta di un quieto lavoro dalle movenze neobarocche in cui la scrittura, mostra comunque una mano felice nel far dialogare i due strumenti invero cercando scaltramente più una costante alternanza che un’effettiva sovrapposizione. Altro brano dedicato al duo Margaria è il breve Improvviso, composto tra il novembre 1979 e la primavera del 1980, che poco si discosta dalle atmosfere del precedente. Un’altra Fantasia – e altro brano dedicato al duo Margaria – è la composizione che il piemontese di origini transalpine Carlo Mosso (1931-1995) scrisse nel 1980. Una pagina meditativa e inquieta, lignea, ricolma di arcaismi e allo stesso tempo portatrice di una rassegnata modernità, volutamente scabra, costruita intorno a poche cellule melodiche sviluppate attraverso un percorso modale che in alcuni punti ricorda sia il linguaggio dello svizzero Frank Martin sia l’amato Gian Francesco Malipiero. Il Divertimento a due del padovano Adrano Lincetto (1936-1996) composto nel 1981 e suddiviso in tre movimenti (Molto lento. Poco mosso – Allegro molto – Finale. Molto moderato e cantabile. Allegro vivo) è senza dubbio un lavoro meno sibillino, lontano da ogni complicazione sia moderna sia postmoderna, tessuto con un linguaggio modale in cui si contano numerosi accordi di settima. Questa ricca antologia si chiude con due brani scritti espressamente per Lapo Vannucci e Luca Torrigiani e a loro dedicati. Il silenzio del tempo del torinese Luigi Giachino (1962) risale al 2015 ed è una suite in quattro tempi tinta di venature jazz e di sapori quasi impressionisti. Affatto diverso è Winter Time del siciliano Giuseppe Crapisi (1967), che in una incisiva pagina di circa sei minuti miscela gesti ripetitivi e caparbi tipici del minimalismo a una vena più elegiaca. In questo caso i due strumenti raramente si alternano, trovandosi spesso a tessere le loro trame ora delicate ora ritmiche per lo più in contemporanea. Ennio Speranza  

Aggiungi al carrello

21,90

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl + GOLD CD + FILE HD)

Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl + GOLD CD + FILE HD)

€ 59,00

PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  LP 180gr. su Top Clear Vinyl - GOLD CD

Aggiungi al carrello

59,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Papier-Maché - GOLD CD

Papier-Maché - GOLD CD

€ 21,90

PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  LP 180gr. su Top Clear Vinyl -  BUNDLE

Aggiungi al carrello

21,90

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl)

Papier-Maché (LP 180gr. su Top Clear Vinyl)

€ 49,00

PREVENDITA (consegna prevista 15 giugno) UNA STORIA MISTERIOSA “Don Antonio, non dovete portare nella tomba il segreto delle vostre chitarre…” “…mi è impossibile tramandarlo ai posteri” Quello della Papier-Mâché di Torres è stato un caso unico nella storia della liuteria non solo chitarristica: Antonio de Torres (1817-1892), considerato oggi lo Stradivari delle sei corde, fu il primo e, che si sappia, l’unico a costruire nel 1862 un esemplare di strumento Papier-Mâché. Questa chitarra, paradossalmente, a dispetto della sua apparente umiltà, restituisce un mondo sonoro affascinante, misterioso e unico. Dal momento che l’originale, conservato al Museo della Musica di Barcellona, non e’ più in grado di esprimere la propria voce, l’album ha lo scopo di far riscoprire e rivivere le peculiari caratteristiche timbriche e sonore di questo interessante strumento attraverso l’utilizzo di due copie ad esso ispirate. Il liutaio Fabio Zontini ha raccolto la sfida lanciata da Torres e da quasi vent’anni si occupa della costruzione di copie Papier-Mâché. I due esemplari utilizzati da Federica Artuso per la registrazione sono stati realizzati tra aprile e settembre 2023 e pesano entrambi (incredibilmente) appena 995 grammi. Montano inoltre corde in budello naturale. Zontini ha quindi tracciato una sorta di collegamento con il grande Torres, cogliendo una specie di esperimento-prototipo del liutaio andaluso, e provando con successo a diffonderlo ai giorni nostri. La Papier-Mâché è una sorta di contraddizione vivente proprio per la contrapposizione tra il materiale povero di cui è fatta e il risultato sonoro artisticamente sorprendente. E ispirandosi a questa contrapposizione, è stato registrato un programma emblematico di quel paradosso che incarna l’identità della chitarra, sempre in bilico tra l’anima povera, autentica e popolare da un lato e l’Olimpo della musica colta dall’altro. Le musiche qui registrate sono tutte di chitarristi-compositori che sono vissuti all’epoca della chitarra di cartone o che hanno avuto a che fare con gli strumenti di Torres. Questi chitarristi sono parte di quella tradizione esecutiva e di quella poetica sonora di cui la Papier-Mâché è emblema. Alcuni dei brani, pur essendo stati scritti da compositori non chitarristi, fanno parte di quel repertorio in cui più si identificano le sei corde. Arcas e Parga* tentarono di elevare la chitarra a strumento colto, senza riuscire ad emanciparsi totalmente dalle reminiscenze flamenche. Il loro stile si adatta perfettamente all’essenzialità arcaica del suono della Papier-Mâché e le loro musiche, pur fortemente radicate nel linguaggio popolare, ci conducono poco per volta allo stile borghese e salottiero di Garcia Tolsa* e di Tarrega, allievi di Arcas. La loro musica non è più soltanto per coloro a cui scorre nelle vene sangue flamenco o per quelli che ritengono l’opera lirica l’unica musica colta. È musica che piace agli intellettuali e, se ammette qualche danza, lo fa a patto che sia da salotto. Dal punto di vista dei musicisti, a differenza dei suoi predecessori, Tarrega riesce a confezionare gli slanci espressivi in forme totalmente compiute. Miguel Llobet, allievo di Tarrega, è noto come compositore soprattutto per la sua versione chitarristica delle Canciones populares catalanas. Nella parte di programma che lo riguarda si propone anche un repertorio di cui non è autore, ma che lo rappresenta fedelmente e dove si colgono tutte le novità portate dal suo estro creativo, che fanno emergere ciò che della chitarra è più caratteristico. Maria Luisa Anido fu allieva di Llobet, nonché sua partner in duo di chitarre. La musicista argentina fu una tra gli ultimi chitarristi negli anni ’50 ad utilizzare le corde in budello -ormai difficilmente reperibili- e, tra l’altro, fu proprietaria proprio della Torres di Tarrega (1864, FE17). Anido è l’emblema dell’immagine della chitarra come spartiacque tra il mondo della musica folklorica e quella della musica colta, contrapposizione che probabilmente non si risolverà mai completamente. Ce lo dimostrano le sue irresistibili trascrizioni dai grandi classici come Bach, Mozart, Tchaikowsky e i suoi brani sudamericani, pulsanti di energia indigena. I brani di Parga e Garcia Tolsa non sono contenuti nella versione in vinile. Leggi tutto sul nostro blog DISPONIBILE ANCHE IN:  GOLD CD - BUNDLE

Aggiungi al carrello

49,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
ADRIANO LINCETTO - LEGACY

ADRIANO LINCETTO - LEGACY

€ 99,00

ADRIANO LINCETTO - LEGACY (CVLD371) Questo progetto contiene tutte le registrazioni delle opere musicali di Adriano Lincetto, realizzate finora e organizzate in modo sistematico in 6 ideali volumi, come ben descritto nella tracklist. Tutte le registrazioni sono state realizzate da Marco Lincetto e le più antiche (Gianò versione studio, che apre il Volume 1) dallo stesso Maestro Adriano Lincetto, qui rimasterizzate per la nuova veste digitale. Tecnicamente questo progetto viene proposto in una Pendrive USB da 32GB che contiene: I files master PCM lineari 88.2kHz/24bit dei 6 volumi di questa raccolta.   ADRIANO LINCETTO LEGACY   VOLUME 1 - GIANO' 64:42 I Sogni di Gianò (versione da studio per organo elettronico, mezzosoprano e flauto), 24:54 1 - 8: Movimenti I - VII e Finale Adriano Lincetto, organo, Lucia Valentini Terrani, mezzosoprano, Antonio Carraro, flauto Registrazione domestica realizzata dal compositore medesimo nel 1969 a Padova nel suo studio con registratore Geloso e un microfono Sennheiser MD 440 I Sogni di Gianò (trascrizione per organo solo a cura dell'autore) 9: Finale, 2:38 Adriano Lincetto, organo Realizzata nel febbraio 1996 nella Chiesa parrocchiale del Bassanello a Padova, questa è l'ultima esecuzione pubblica del Maestro, che morirà improvvisamente due mesi dopo. Registrazione di Marco Lincetto. I Sogni di Gianò, Suite Orchestrale 10: Canzone d'amore, 13:03 11: Sono stato soldato, 12:06 12: La fisarmonica e il bambino, 3:36 13: Finale, 4:16 Orchestra di Padova e del Veneto, direttore Fabio Framba, Silvia Regazzo, mezzosoprano Auditorium Pollini, Padova, Settembre 2009   VOLUME 2 - PIANO SOLO 22:19 Quattro Schizzi, per pianoforte solo 1: Preludio, Lento espressivo, 2:16 2: Notturno, Andante sereno, 2:27 3: Lento espressivo, 3:49 4: Allegramente scanzonato, 1:03 Auditorium di Taio, Trento, Luglio 1997 5: da Quattro Improvvisi: Presto, 2:56 Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 Cinque Momenti Musicali, per pianoforte solo 06: Andante molto calmo, 2:31 07: Agitato, 1:22 08: Calmo e sereno, 1:43 09: Mosso con spirito, 2:13 10: Andante, 1:53 Studio Zanta, Camponogara, Maggio 2017 Alberto Boischio, pianoforte   VOLUME 3 - CAMERA I 76:40 Quintetto per fiati 01: Moderatamente mosso e ironico, 3:23 02: Adagio ma non troppo, 3:37 03: Allegro moderato, 2:42 Alban Quintet: Ermanno Giacomel, flauto, Giuseppe Nalin, oboe, Mirta ormen, clarinetto, Franco Poloni, corno, Paolo Tognon, fagotto Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 Trio per flauto, viola e violoncello 04: Moderato, Allegro molto, 4:08 05: Molto lento, Statico, 3:25 06: Allegro ironico con spirito, 2:30 Antonio Carraro, flauto, Sergio Agius, viola, Andrea Musto, violoncello Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 Cinque piccoli pezzi per flauti dolci e fagotto 05: Allegro scanzonato, 1:14 06: Andante, 2:10 07: Allegro deciso, 1:10 08: Adagio molto cantabile e malinconico, 3:29 09: Allegro molto con ironia, 1:41 Maria Giovanna Fiorentino e Francesca Fiorentino, flauti dritti, Paolo Tognon, fagotto Auditorium Pollini, Padova, Agosto 1993 10: Fantasia per viola, clarinetto e pianoforte, 7:57 Domenico Nordio, viola, alessandro Carbonare, clarinetto, Alberto Boischio, pianoforte Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 Quintetto per fiati 11: Moderatamente mosso e ironico, 3:14 12: Adagio ma non troppo, 3:22 13: Allegro moderato, 2:49 Quintetto Pedrollo di Vicenza Auditorium del Conservatorio, Vixcenza, Settembre 2022 14: Turodo Nacto per arpa, 5:25 Caterina Bergo Magister Recording Area Studio, Preganziol, Novembre 2005 Sonata per due arpe 15: Allegro con spirito, 3:57 16: Adagio espressivo, 4:09 17: Allegro scorrevole, 3:55 Caterina Bergo e Paola Donato, arpe Magister Recording Area Studio, Preganziol, Novembre 2005 Scene Minime per quartetto d'archi 18: Ninna nanna, 1:48 19: L'ubriaco, 1:25 20: Funerale della bambola, 1:41 21: Lo sberleffo, 0:54 22: Il chiodo, 5:27 23: Per la strada, 0:53 Kairos String Quartet: Sara Michieletto e Francesco Scattolin, violini, Michele Sguotti, viola, Laura Moretti, violoncello Chiesa di San Francesco, Schio, Febbraio 1996   VOLUME 4 - CAMERA II 74:15 Divertimento a due per chitarra e pianoforte 01: Introduzione, 2:54 02: Danza, 2:53 03: Finale, 3:38 Paolo Muggia, chitarra, Lorella Ruffin, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Adagio e Allegro per mandolino e pianoforte 04: Adagio, 2:05 05: Allegro, 3:46 Ugo Orlandi, mandolino, Maura Mazzonetto, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Quartetto per quattro flauti in do 06: Allegro deciso e molto marcato, 4:42 07: Andante cantabile e sognante, 3:51 08: Vivacissimo, 3:42 Tommaso Benciolini, Gloria Ammendola, Marco Aurelio Di Giorgio, Niccolò Valerio, flauti Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 Sonatina per flauto e pianoforte 09: Allegro spigliato, 4:00 10: Andante elegiaco, 3:10 11: Allegro ironico e grottesco, 2:31 Elia Guglielmo, flauto, Maria Bisi, pianoforte Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 Giochi d'infanzia per tre flauti 12: Allegro spiritoso, 1:05 13: Adagio ma non troppo, 2:13 14: Scorrevole, 1:20 Ludovico Degli Innocenti, Alice Sabbadin, Roberta Nobile, flauti Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 15: Adagio e Allegro per orchestra di Flauti, 5:57 Orchestra di flauti Cesare Pollini Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 16: Sequenza cromatica per flauto solo, 3:06 Alice Sabbadin, flauto Auditorium Pollini, Padova, Dicembre 2014 17: Sequenza cromatica per flauto solo, eseguita col violino, 3:25 Domenico Nordio, violino Auditorium Pollini, Padova, Giugno 2001 18: Elegia per tromba e organo, 3:45 Fabiano Maniero, tromba, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 19: da La Messa degli Artisti: Et Incarnatus est, 3:09 Luisa Giannini, soprano, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 20: da La Messa degli Artisti: Domine non sum dignus, 3:16 Luisa Giannini, soprano, Silvio Celeghin, organo Chiesa di Noale, Gennaio 1997 Divertimento a due per chitarra e pianoforte 21: Introduzione, 2:59 22: Danza, 3:01 23: Finale, 3:33 Lapo Vannucci, chitarra, Luca Torrigiani, pianoforte Magister Area Recording Studio, Preganziol, Settembre 2015   VOLUME 5 - ORCHESTRA 87:28 Suite per Paer, per orchestra d'archi 01: Allegro con Spirito, 1:28 02: Adagio, 2:29 03: Tempo di valzer, 2:28 04: Allegro molto, 2:13 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Concerto per flauto e archi 05: Largo espressivo cantabile, Allegro moderato, 5:12 06: Lento, cantando con molta espressione, 4:35 07: Allegro vivacissimo, 4:36 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Enzo Caroli, flauto Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Elegia per corno delle Alpi e archi 08: Adagio, ma non troppo lento. Allegro molto. Poco meno cantando. Tempo I, 13:02 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Alessio Benedettelli, corno delle Alpi Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Divertimento per fagotto e archi 09: Notturno, 3:17 10: Danza, 3:32 11: Elegia, 6:51 12: Finale, 3:00 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Andrea Bressan, fagotto Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Divertimento a due per chitarra (versione per archi di Adriano Lincetto) 13: Preludio, 4:18 14: Danza, 3:13 15: Finale, 4:07 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Alessandro Bono, chitarra Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Adagio e Allegro per mandolino e pianoforte (versione per archi di Claudio Mandonico) 16: Adagio, 2:09 17: Allegro, 3:51 I Solisti di Venezia, Giovanni Guglielmo, violino principale, Ugo Orlandi, mandolino Sala della Biblioteca, Abbazia di Carceri d'Este, Marzo 2003 Concerto per flauto e archi 18: Largo espressivo cantabile, Allegro moderato, 4:38 19: Lento, cantando con molta espressione, 4:48 20: Allegro vivacissimo, 4:12 Orchestra di Padova e del Veneto, Federico Guglielmo, violino principale, Mario Folena, flauto Chiesa dei Cappuccini, Padova, Maggio 2011 21: Il Chiodo (versione per voce e orchestra di Simone Tonin, testo di Rosella Caporale), 3:17 Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pollini, Giuliano Medeossi, direttore, Rosella Caporale, voce Auditorium Pollini, Padova, maggio 2015   VOLUME 6 - MELODIE E VILLOTTE 62:41 Ventiquattro Melodie, per voce e pianoforte (versione per fagotto di Adriano Lincetto) 01: Allegro, tempo di valzer / Agitato / Moderato cantabile / Mosso / Andante cantabile / Andante / Allegro scherzando / Scorrevole, ma non molto / Maestoso / Mosso, ma cantabile / Lento espressivo / Moderatamente mosso / mosso, ma cantabile / Molto calmo, espressivo / Valzer brillante / Drammatico / Calmo espressivo / Andante cantabile / Con allegria, scherzando / Alla marcia / Scorrevole, molto espressivo / Cantabile / Andante sereno / Andante mosso / Tempo I, Allegro, tempo di valzer, 22:51 Leopoldo Armellini, fagotto, Lorella Ruffin, pianoforte Sala degli Specchi del Hotel Ritz, Abano Terme, Gennaio 1997 Nove Villotte Pavane (su testi di Giorgio Erminio Fantelli) 02: Co te go visto / El me sposo / Se te passi de là / Lu diseva e mi diseva / Se podesse inciodarte / Go dito al prete / te voio ben de luni / Se tuti i basi / Sento sonare la campana a morto, 10:16 Sol Ensemble Magister recording Area Studio, Preganziol, Luglio 2017 Ventiquattro Melodie, per voce e pianoforte 01: Allegro, tempo di valzer / Agitato / Moderato cantabile / Mosso / Andante cantabile / Andante / Allegro scherzando / Scorrevole, ma non molto / Maestoso / Mosso, ma cantabile / Lento espressivo / Moderatamente mosso / mosso, ma cantabile / Molto calmo, espressivo / Valzer brillante / Drammatico / Calmo espressivo / Andante cantabile / Con allegria, scherzando / Alla marcia / Scorrevole, molto espressivo / Cantabile / Andante sereno / Andante mosso / Tempo I, Allegro, tempo di valzer, 29:31 Tatiana Meira Agujaro, soprano, Alberto Boischio, pianoforte Casa Boischio, Padova, Luglio 2017

Aggiungi al carrello

99,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Le radici di una intolleranza

Le radici di una intolleranza

€ 18,00

Le radici di una intolleranza Questo è un disco che nasce dalla necessità di un intellettuale, che è anche un artista, un musicista, di esplorare il malessere della società attuale, sempre più tesa ad obbligare l'umanità ad un futuro opprimente le libertà individuali e del pensiero critico, distopico nel profondo: un futuro che in realtà è già presente. Antonello Cresti presenta quindi il proprio percorso di analisi della propria maturata intolleranza, che finisce per indicare criteri comuni a tutte le persone ancora dotate di libero pensiero e anelito alla vera libertà, in una società democratica ideale, sempre più immagine sfuggente nelle nebbie dei totalitarismi, ideali ed effettivi, oggi sempre più dominanti. Relativamente allo stile compositivo, riportiamo le parole dell'autore stesso: "Poiché non ho mai amato prendermi troppo sul serio, e poiché da Battiato ho imparato la tecnica del citazionismo, tutte questa canzoni sono attraversate da riferimenti allo “spazio sonoro” della mia adolescenza, ed emergono rimandi a Carmen Consoli, Bluvertigo, Litfiba, ed ancora Sex Pistols, Manu Chao, o lo stesso Battiato… Queste sei canzoni forse non contengono il me di oggi, ma è certo che io contengo loro. Ed è un bel senso di continuità"  

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 GOLDEN BOX

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 GOLDEN BOX

€ 75,00

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 BOX Limited Edition - 180gr AUDIOPHILE PRESSING (2 LP + FILE HD) Versione Esclusiva solo 100 pz. in versione GOLDEN BOX Velut Luna: una preziosa scatola per contenere i The Velut Luna's Reference Vinyl Il bambino nell’immagine di copertina sono io. All’età di due anni. Era il 1963. Da che mi ricordo, ho sempre amato ascoltare i dischi. Certamente per via della mia storia famigliare, con mio papà che fu illustre pianista classico e compositore raffinato, e mia mamma cantante lirica. Ma certamente in quegli anni della prima infanzia era grande il fascino che suscitavano in me quei padelloni neri che giravano sul vecchio giradischi di famiglia e da cui uscivano le mie favole preferite, narrate da grandi voci di grandi attori (ricordo ad esempio, Nando Gazzolo e la sua Cappuccetto Rosso, e Hansel e Grethel, e Pollicino, i cui dischi ho letteralmente consumato...). Attorno agli otto o nove anni il passaggio dalle favole ai 45 giri dei Beatles alla fine della loro carriera (Obladì, Obladà), oppure a quella sonorità inconsueta e sconosciuta del Theremin usato in Good Vibrations dei Beach Boys, fu un fatto del tutto naturale. E quando a 13 anni cominciai progressivamente a scoprire Santana, i Pink Floyd, i Genesis, etc.etc.etc., uniti alla lettura di Suono e Stereoplay, fu altrettanto naturale incapricciarmi con le immagini dei grandi registratori a bobine dell’epoca, adatti agli allora rari home studio. Il mio primo amore, tanto sognato e mai posseduto, fu il Tascam 80-8, otto tracce su nastro da mezzo pollice. E i microfoni dei sogni erano i Sennheiser, gli MD441 e gli MD421... Ma il sogno vero era “farmi lo studio”... cosa che resterà per lungo tempo solo, appunto, un sogno. Quando infine a 19 anni conobbi la musica di Jim Croce e capii che... “Si-Può-Fare!” (cit.), fu il momento in cui mi fu chiaro che presto o tardi, io avrei fatto quel lavoro, avrei “fatto i dischi”. E il resto è storia... La mia cultura, la mia tradizione, le mie esperienza fondamentali, sono ANALOGICHE. Anche se da subito, all’inizio della mia carriera professionale nel 1992, sono stato un alfiere del digitale di qualità, non ho mai abbandonato l’analogico e soprattutto non ho mai abbandonato la “mentalità analogica”. Ecco quindi arrivare questo secondo volume delle mie registrazioni più amate, più significative di oltre trent’anni di attività di produzione con VELUT LUNA. Come già nel volume 1, ogni lato dei quattro che compongono questo doppio vinile è tematico e dedicato alle grandi Big Band, che si muovono fra il jazz e il crossover etnico (Lato A), il jazz in formato club, dallo swing all’italiana dei The Metronomes, al gospel di Cheryl Porter (Lato B), la musica sud americana e latina, per me importantissima e colonna portante del mio sentimento più profondo (Lato C), ed infine la grande musica classica, qui tradotta nel meraviglioso Concerto per Clarinetto, di Mozart e il movimento finale dalla Suite Sinfonica “I Sogni di Gianò”, di mio papà Adriano Lincetto. ...E arrivederci al terzo e ultimo volume di questa mia “summa”, previsto in pubblicazione a febbraio 2025, in occasione del 30° anniversario della nascita di VELUT LUNA. Marco Lincetto  

Aggiungi al carrello

75,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2

€ 69,00

The Velut Luna's Reference Vinyl Vol. 2 Limited Edition - 180gr AUDIOPHILE PRESSING (2 LP + FILE HD) Il bambino nell’immagine di copertina sono io. All’età di due anni. Era il 1963. Da che mi ricordo, ho sempre amato ascoltare i dischi. Certamente per via della mia storia famigliare, con mio papà che fu illustre pianista classico e compositore raffinato, e mia mamma cantante lirica. Ma certamente in quegli anni della prima infanzia era grande il fascino che suscitavano in me quei padelloni neri che giravano sul vecchio giradischi di famiglia e da cui uscivano le mie favole preferite, narrate da grandi voci di grandi attori (ricordo ad esempio, Nando Gazzolo e la sua Cappuccetto Rosso, e Hansel e Grethel, e Pollicino, i cui dischi ho letteralmente consumato...). Attorno agli otto o nove anni il passaggio dalle favole ai 45 giri dei Beatles alla fine della loro carriera (Obladì, Obladà), oppure a quella sonorità inconsueta e sconosciuta del Theremin usato in Good Vibrations dei Beach Boys, fu un fatto del tutto naturale. E quando a 13 anni cominciai progressivamente a scoprire Santana, i Pink Floyd, i Genesis, etc.etc.etc., uniti alla lettura di Suono e Stereoplay, fu altrettanto naturale incapricciarmi con le immagini dei grandi registratori a bobine dell’epoca, adatti agli allora rari home studio. Il mio primo amore, tanto sognato e mai posseduto, fu il Tascam 80-8, otto tracce su nastro da mezzo pollice. E i microfoni dei sogni erano i Sennheiser, gli MD441 e gli MD421... Ma il sogno vero era “farmi lo studio”... cosa che resterà per lungo tempo solo, appunto, un sogno. Quando infine a 19 anni conobbi la musica di Jim Croce e capii che... “Si-Può-Fare!” (cit.), fu il momento in cui mi fu chiaro che presto o tardi, io avrei fatto quel lavoro, avrei “fatto i dischi”. E il resto è storia... La mia cultura, la mia tradizione, le mie esperienza fondamentali, sono ANALOGICHE. Anche se da subito, all’inizio della mia carriera professionale nel 1992, sono stato un alfiere del digitale di qualità, non ho mai abbandonato l’analogico e soprattutto non ho mai abbandonato la “mentalità analogica”. Ecco quindi arrivare questo secondo volume delle mie registrazioni più amate, più significative di oltre trent’anni di attività di produzione con VELUT LUNA. Come già nel volume 1, ogni lato dei quattro che compongono questo doppio vinile è tematico e dedicato alle grandi Big Band, che si muovono fra il jazz e il crossover etnico (Lato A), il jazz in formato club, dallo swing all’italiana dei The Metronomes, al gospel di Cheryl Porter (Lato B), la musica sud americana e latina, per me importantissima e colonna portante del mio sentimento più profondo (Lato C), ed infine la grande musica classica, qui tradotta nel meraviglioso Concerto per Clarinetto, di Mozart e il movimento finale dalla Suite Sinfonica “I Sogni di Gianò”, di mio papà Adriano Lincetto. ...E arrivederci al terzo e ultimo volume di questa mia “summa”, previsto in pubblicazione a febbraio 2025, in occasione del 30° anniversario della nascita di VELUT LUNA. Marco Lincetto  

Aggiungi al carrello

69,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Frequency Of Humanity - CD 24k Gold

Frequency Of Humanity - CD 24k Gold

€ 21,90

Frequency Of Humanity CD 24k Gold MARTIAN NOISE sono due fratelli, Gabriele Lucchin, 19 anni, e Niccolò Lucchin, 17 anni. E loro sono anche il Cigno Nero del mondo della musica italiana oggi. Due giovanissimi virtuosi dei loro rispettivi strumenti, profondi e raffinati conoscitori dell’epopea del grande Prog delle origini, quello degli anni ‘70, nato e cresciuto fra la Gran Bretagna e l’Italia. Per loro, e grazie alla loro tradizione di famiglia, Emerson Lake & Palmer, Yes, Genesis, Rick Wakeman, Pink Floyd, Alan Parsons Project, etc. sono il pane quotidiano con cui sono cresciuti e si sono formati, acquisendo una cultura enciclopedica e profonda di quel mondo sonoro, definendo così una propria originale estetica della Musica. Era quindi inevitabile arrivare a questo FREQUENCY (of Humanity), che lungi dal rappresentare un triste clone derivativo delle opere dei Maestri, ne riprende gli stilemi, con calligrafico rispetto, offrendo tuttavia Musica realmente nuova e per i giorni nostri assolutamente innovativa, fresca e rigenerante, in un oceano ristagnante di banalità, di non-musica volgarmente predicatoria. E si assumono anche la responsabilità di proporre un intero disco senza voci, senza cantato, senza quelle “parole” che oggi sembrano essere l’unico motivo di attrazione per un pubblico troppo vasto, che ha rinunciato al piacere evocativo della Musica pura all’ennesima potenza. Ebbene, ci pensano MARTIAN NOISE a ridestare l’attenzione! Dal punto di vista tecnico la scelta inevitabile è stata di utilizzare per le loro performance SOLO strumenti analogici direttamente dagli anni ‘70 e ‘80; così come la maggior parte del work flow di registrazione, mix e mastering è stato realizzato in dominio analogico. Nessun computer, nessun campionatore, nessun software è stato utilizzato in fase esecutiva. E il titolo del disco, e l’immagine di copertina, in qualche modo vogliono indicare questa strada, laddove l’Umanità, l’Umanesimo, sopravanza e sconfigge il distopico tecnicismo tecnocratico dei giorni nostri. Uno squarcio di luce vitale nella notte dei circuiti e dei bit.

Aggiungi al carrello

21,90

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
L’UCCELLAJA

L’UCCELLAJA

€ 18,00

L’UCCELLAJA Music inspired by the birds singing between the 17th and 18th centuries Mario FOLENA Roberto LOREGGIAN Francesco GALLIGIONI   Celebrare la bellezza e l’ispirazione del canto degli uccelli: è l’obiettivo di questa antologia di composizioni del XVII e XVIII secolo dedicate proprio alle voci delle creature alate. Il cd prende il titolo dal Divertimento per cembalo in cui si esprime una Uccellaja di Alessandro Speranza e include 20 brani - selezionati con cura – d’epoca barocca e rococò. Il primo pezzo, pagina finora inedita di G. Ph. Telemann, si apre con due note (re - si) che si ripetono enunciando il richiamo del cuculo. Questo incisivo motto musicale, capace di scolpirsi nella nostra memoria uditiva, introduce le successive tracce, dedicate nell’ordine a: cuculo, rondine, tortore e colombe, galli e galline, usignolo, vari uccelli canori e cardellino. Tra ‘6 e ‘700 nelle suite strumentali francesi (ma anche in quelle tedesche) era frequente incontrare movimenti con un titolo dallo specifico intento programmatico. Da queste suite (composte da Daquin, Corrette, Philidor, Schmelzer, Boismortier e Naudot) sono tratti i brani dedicati al canto degli uccelli. E al canto degli uccelli si sono ispirati anche molti musicisti italiani, come Poglietti e Speranza: di questi autori e di un Anonimo vengono presentate tre pagine di grande potenza espressiva per cembalo solo. L’aria di Galuppi Qual colomba afflitta è giunta a noi solamente in veste strumentale. Fa parte di una ponderosa raccolta di arie d’opera, edite a Londra a metà del ‘700 da John Walsh, selezionate e trascritte per traversiere e basso continuo da Carlo Maria Broschi (1705-1782), il famoso castrato detto “il Farinelli”. All’epoca era ancora pratica comune eseguire le composizioni vocali - come arie d’opera o tratte da cantate, le brunettes francesi o le canzoni da battello - in semplice veste strumentale, come avveniva in epoca rinascimentale: una radicata prassi tradizionale con la quale si è pensato di eseguire anche le arie Usignoletto bello di Vivaldi e L’augellin trà verdi fronde di Conti. Il brano di Händel As when the dove laments appartiene invece ad una raccolta di trascrizioni per traversiere e cembalo, edita sempre da J. Walsh a Londra. Nell’ambito di questa libera forma esecutiva si colloca anche l’aria Porquoy doux rossignol del compositore Jean-Baptiste de Bousset (1662 - 1725), brano molto popolare alla corte del Re Sole. Si tratta di una magnifica aria che Jacques Hotteterre trascrisse per traversiere e basso continuo, contribuendone alla fama e alla diffusione. The Delightful Pocket Companion for the flute, da cui è tratta la Polonese di autore ignoto qui eseguita sul flauto d’amore, è un vademecum tascabile in più volumetti edito a Londra - senza data - da Robert Bremnen. Al suo interno sono raccolti centinaia di brani originali e trascritti destinati ai numerosi flautisti dilettanti, sempre più avidi di repertorio per il loro strumento. Il tema di questa Polonese, movimento di danza polacca in tre quarti, è il chiocciare della gallina, tanto che con un gioco di parole potrebbe essere rinominata Pollonese. Il CD si conclude con il celebre Cantabile dal concerto Op. X n. 6 “Il Gardellino” di Antonio Vivaldi, la cui melodia pura e lineare viene in questo cd fiorita, durante i ritornelli, nello stesso spirito capriccioso del brano di Alessandro Speranza: e così, oltre al tipico richiamo arpeggiante del cardellino, si può ascoltare l’imitazione di una miriade di uccelli cinguettanti, tributo alla grandezza della Natura, con un tripudio di note e suoni che ha l’intento di trasportarci in un mondo di emozioni e bellezza. Mario Folena

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Sergej Rachmaninov - Études Tableaux

Sergej Rachmaninov - Études Tableaux

€ 18,00

Sergej Rachmaninov - Études Tableaux   INTRODUZIONE DI EDOARDO BROTTO Gli Études Tableaux, miniature-capolavoro di una straordinaria bellezza armonica, di forma, di scrittura, di sintesi, di immagini che sono in grado di evocare e…di una straordinaria difficoltà musicale e tecnica. Non voglio aggiungere altro, la musica è meravigliosamente descrittiva ed è giusto che sia l’ascoltatore a creare i suoi mondi e a percepire i quadri che ogni brano dipinge. Nonostante il repertorio sia noto agli appassionati, questo è un disco particolare e, contrariamente allo standard, ve lo racconto in prima persona. Non avevo il coraggio di suonare gli Études nemmeno quando facevo il pianista a tempo pieno, nonostante avessi sotto le mani le maggiori opere di Rachmaninov, compreso il suo formidabile terzo concerto. Ho pensato invece di studiarli e inciderli quando la vita si è fatta molto più complessa; ingegnere di giorno, pianista di notte. Non voglio mentire dicendo che conciliare le due cose sia facile, non lo è. Suonare a livello da incisione è già di per sé una grande sfida, aggiungere un lavoro complesso da tutti i giorni, rende il tutto eccezionalmente provante. Queste righe fungono da contesto al concetto fondamentale che desidero passi a chi leggerà queste parole: è possibile porsi e centrare obiettivi apparentemente impossibili in un contesto di vita già più che piena. E lo dico perché vale la pena, qualunque cosa si scelga. Le sfide, vinte o perse, ci regalano insegnamenti preziosissimi in primis sul nostro io, sui nostri limiti che puntualmente si riveleranno errati, e poi ci donano una magnifica ondata di conoscenza nuova, ad ampio spettro. Quello che ci vuole è una buona dose di volontà inossidabile, una predisposizione a resistere alla fatica, a volte alla sofferenza, e non farsi mai distrarre dall’obiettivo primario. E un’altra cosa scrivo, non accontentarsi mai di imparare, studiare, sfidarsi, migliorarsi. Perché la soddisfazione è la morte del desiderio. Ora, venendo alle particolarità di questo disco, cominciamo col fatto che il pianoforte utilizzato per l’incisione è il mio personale: un meraviglioso Bechstein D282 che io chiamo Albus. Un sogno di una vita intera, durato più di vent’anni, diventato realtà. Albus mi è stato consegnato direttamente da Berlino questo aprile (2023) e la sua inaugurazione è stata proprio l’incisione di questo disco. La preparazione e accordatura del pianoforte per l’incisione, l’ho curata personalmente. Altro fatto peculiare è che questo disco l’ho registrato io. Con ciò intendo proprio che il lavoro di sound and balance engineer (posizionamento dei microfoni, bilanciamento, trattamento acustico e registrazione) l’ho svolto personalmente. Avevo in mente una ripresa che fosse il più fedele possibile al suono dello strumento, estremamente dettagliata e precisa, con particolare attenzione dedicata ad ottenere una perfetta immagine sonora. La scelta è ricaduta inevitabilmente su elettroniche di assoluta eccellenza e dalla caratteristica di una risposta in frequenza lineare e timbrica neutra: microfoni Sennheiser e Schoeps, omnidirezionali e sub-cardiodi per una grande presenza e cristallina pulizia, preamplificatori Millennia e Rupert Neve che garantissero la minor alterazione possibile del segnale nativo, cavi di segnale all’altezza dei componenti citati. Anche questo è il frutto di anni di studio, di esperienza e di errori; un doveroso grazie va ai preziosi insegnamenti del mio produttore Marco Lincetto al quale ho poi lasciato le tracce finite. Nelle sapienti mani di Marco ho affidato la delicata fase di missaggio e mastering, rigorosamente in catena analogica, come piace a me. Il risultato è una registrazione con un suono naturale e di grande impatto che, con un impianto ben costruito, vi fa entrare il pianoforte in casa, in tutta la sua gloria. Riguardo la scelta dei brani e del loro ordine, è da molto tempo che intuitivamente avevo immaginato questa esatta sequenza. È un percorso di suoni e di immagini che nella mia testa si è sviluppato proprio così, che amo particolarmente e pertanto, non necessiterebbe di ulteriore illustrazione. Ciononostante, aggiungo che da persona che naturalmente percepisce e immagina mondi astratti, al di là delle immagini che questi brani-quadro evocano, la loro sequenza, per spiegarla a parole comprensibili, mi ricorda una bellissima iterazione di funzioni sinusoidali in tre dimensioni spaziali e una temporale, traducibile in un lenzuolo di puro spazio che si muove sinuosamente, avvolgendoti a volte, intervallando momenti di grandissimo impeto ad altri di profonda riflessione, a volte sgomenta, ma in ogni caso intima. A fronte dell’incisione integrale, l’aver estratto questi dodici brani in questo esatto ordine, non ha fatto altro che confermare quell’intuizione avuta molto tempo addietro. Raccomando un ascolto di filato per comprendere al meglio quanto scritto sopra. Rachmaninov e io. Si potrebbe dedicare l’intero libretto solo a questo tema. Semplicemente, per concludere, la sua musica è la mia anima gemella in musica. Ho dedicato gli ultimi quindici anni a studiare e suonare le sue opere. Il suo linguaggio è talmente parte di me che ho inciso un intero disco (Within & Without – Homage to Rakhmaninov) che raccoglie una serie di mie composizioni originali dedicate al grande maestro. Con questo invece, voglio rendergli di nuovo omaggio suonando la sua di musica, per celebrare il 150simo anniversario della sua nascita.  

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Two For The Road (LP 180 GR + CD + FILE HD)

Two For The Road (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 49,00

Two For The Road (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) Chiara Pastò, Francesco Pollon *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. LA MEGLIO GIOVENTU’ di Marco Lincetto Chiara Pastò arriva finalmente a realizzare un disco di Jazz. Al quarto lavoro discografico, tutti realizzati con la mia etichetta Velut Luna e con me come produttore, la giovane, brillante, cantante padovana affronta ormai nel pieno della sua maturità artistica e vocale il suo “territorio d’elezione” a cui ha lavorato lungo tutto il suo percorso accademico e che ha praticato in molte occasioni concertistiche. Il repertorio di questo disco presenta alcuni famosissimi standard, come la title track o Round Midnight, ma anche una originalissima escursione nel celeberrimo brano di Astor Piazzolla, libertango, a cui la stessa Chiara dona un affascinate testo inedito. E poi un suo brano originale, scritto con Enrico Santacatterina, Just A Smile, che è un suo cavallo di battaglia di area pop, per così dire, oggi riletto in chiave di standard jazz. Un disco completo e maturo, che viene esaltato dalla sapienza pianistica, dal gusto sopraffino, condito da una tecnica mirabile di Francesco Pollon, forse il più rappresentativo pianista jazz italiano della giovane generazione, che attualmente vive ed opera a New York, dopo aver lì conseguito un prestigioso master alla Manhattan School Of Music - Jazz Arts. Insomma... I giovani, grandi musicisti, esistono ancora, e più che mai, in Italia: basta dare loro lo spazio che si meritano!    

Aggiungi al carrello

49,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
PROJECT ONE (LP 180 GR + CD + FILE HD)

PROJECT ONE (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 59,00

PROJECT ONE (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) Marco Lo Muscio, David Jackson, John Hackett, Steve Hackett *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. "Project One": un progetto discografico Velut Luna che nasce grazie all'amicizia ed alla lunga collaborazione musicale ed artistica del M° Marco Lo Muscio con tre nomi iconici della musica Progressive e contemporanea: David Jackson, John Hackett e Steve Hackett. Il progetto è un grande omaggio, con arrangiamenti totalmente acustici, ai vari stili della grande musica del '900 e contemporanea. L'impianto base vede il suono gotico e sinfonico dell'organo a canne amalgamato insieme alla potenza dei sassofoni di David Jackson. La chitarra di Steve Hackett ed il flauto di John Hackett aggiungono il tocco finale in alcuni speciali arrangiamenti nati appositamente per questo progetto discografico. I compositori scelti provengono dal mondo della musica del '900 e contemporanea (Benjamin Britten, György Ligeti, Aaron Copland, George Martin e Marco Lo Muscio), delle colonne sonore (Wojciech Kilar), del Jazz moderno (Jan Garbarek) e del Progressive (King Crimson, Genesis, Van Der Graaf Generator, Emerson Lake & Palmer, Pink Floyd, David Jackson e Steve Hackett). L'ascolto in chiave acustica di queste musiche farà scoprire nuove sfumature e dettagli; si potrà capire anche quanto la musica Progressive interpretata in questa chiave sia effettivamente molto vicina ed influenzata dalla musica classica del '900. Infine la risaputa grande qualità delle registrazioni Velut Luna di Marco Lincetto offriranno un'incredibile gamma sonora nell'ascolto di questo originale ed unico progetto discografico!    

Aggiungi al carrello

59,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
AMBRA

AMBRA

€ 18,00

Lucia Minetti, straordinaria interprete, voce importante della scena italiana, insieme a Andrea Zani al pianoforte e a Martino Maina al violoncello, musicisti solidi, sensibili e curiosi verso la musica tutta rilegge in chiave cameristica brani d’autore, vere perle della canzone (italiana, francese, brasiliana, argentina, spagnola) con intensità e grande personalità espressiva. Un trio che valica i confi ni di genere con curiosità formato da musicisti con percorsi musicali diversi. Interpreti preparatissimi, duttili e consapevoli ognuno del proprio strumento. Lucia Minetti, cantante amata da registi e autori che le hanno dedicato musiche e liriche è nota per la vastità dei suoi repertori, l’intensità delle sue interpretazioni e l’ uso sapiente di dinamiche e colori. E’ stata definita da Lidia Ravera “Mezzo soprano e mezzo angelo del cielo” e da Giorgio Gaslini “La migliore nuova interprete della canzone d’autore”. Crowdfunding Project - Very special thanks to our supporters: Gian Carlo Ariosto, Marco Luca Bovati, Daniele Guarise, Paolo Marchetti, Fabio Seretti, Fabio Borelli, Simona Amodio, Brunella Pugnaloni, Pietro Asolari, Alessandro Belli, Gaetano Laureanti, Sergio Boretto, Raffaele Biolcati, Davide Saronni, Giovanni Cornara. Un grazie anche a Luca Turolla. Lucia Minetti, voce / Andrea Zani, pianoforte / Martino Maina, violoncello  

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD + FILE HD)

LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD + FILE HD)

€ 49,00

LIVING BLUES - THE ITALIAN RECORDINGS (LP 180 GR + CD* + FILE HD*) *Il CD (NO JEWEL BOX) e i file HD sono all'interno del vinile. “Living Blues or “Playing the Blues? Senza dubbio, Max appartiene alla prima categoria, e per tale ragione suonare e condividere del tempo si trasforma in esperienza fuori dall’ordinario. Pur avendo in comune un ampio territorio - la Terra del Blues - i nostri obiettivi musicali appaiono apparentemente distanti, tuttavia, ogni nostro incontro genera un’alchimia irripetibile, che sorprende noi per primi. Questo disco racconta della vita, delle sue gioie e dei suoi dolori, dell’amore e della rassegnazione, ma mai della sconfitta. Il primo lato dell’LP esprime l’essenza del Blues, delle sue radici e della sua evoluzione. Il secondo è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra difficoltà della vita, speranza e accettazione, anche se l’assolo che dissolve la tonalità e il ritmo nella prima delle bonus track è la metafora del fatto che “We still haven’t found what we’re looking for”; e quindi continuiamo a cercare. Enrico Merlin Enrico Merlin plays through Tony D’angelo amplifiers and Fattoria Mendoza stomp boxes. Digital / Analog recording made strictly live-in-studio at Main Hall, Villa Masiero e Centanin, Arquà Petrarca, Italy, on May 3, 4, 2023. Analog Mix and mastering made at VL Studio, Naquera, Spain, on May 11, 12, 2023, using Rupert Neve Design Summing Mixing Console, Maselec MLA-2 / MEA-2 / MPL-2 and Studer A810. Production: Marco Lincetto and Massimo Corvino Consulting Executive producer: Marco Lincetto Musical producer: Enrico Merlin Balance, recording, mix and mastering engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Graphics and layout: L’Image

Aggiungi al carrello

49,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Sonriendo te vas

Sonriendo te vas

€ 18,00

Testi e musiche di Andrés Saorin Martinez e Alejandro Saorin Martinez Arrangiamenti di Alejandro Saorin Martinez musicisti: Andrés Saorin Martinez: Soloist voice and backing vocals Richie Gajate Garcia: Congas , Timbales and drums Marco Catinaccio: Bongo and Bell by hand Pasquale Cosco: Electric Bass and Baby Bass Andres Andreoli: Trombones Davide Guidoni: The Trumpets Giovanni Forestan: The Saxophones Alejandro Saorin Martinez: backing vocals Maximo Estupiñan Hurtado: choirs   Registrazione e mix originali a 88.2kHz/24bit di Alejandro Saorin Martinez presso ASM Studio, Padova, Italia, utilizzando microfoni tubolari RIBERA R47 e console analogica IPA. Masterizzazione analogica di Marco Lincetto presso VELUT LUNA STUDIO, Naquera, Spagna, utilizzando la console analogica Rupert Neve Design e dispositivi esterni analogici Maselec. Conversione finale con PRISM SOUND AD2 DREAM in 88.2/24   Produzione: MARCO LINCETTO, Spagna Produttore esecutivo: Marco Lincetto Produzione, registrazione e missaggio: Alejandro Saorin Martinez Masterizzato da: Marco Lincetto Design e layout: L'Image   Questo è un disco di pura musica latina moderna. Tutte le canzoni sono originali e composte e interpretate dal giovane cantante e chitarrista italo-argentino Andrés Saorin Martinez , accompagnato da una band latina che vede tra i protagonisti il grande percussionista cubano Richie Gajate Garcia, già percussionista con Tito Puente e molti altri grandi musicisti di jazz latino.  

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
The Velut Luna's Reference Vinyl - Limited Edition (2 LP 140 GR)

The Velut Luna's Reference Vinyl - Limited Edition (2 LP 140 GR)

€ 69,00

The Velut Luna's Reference Vinyl LP 140 GR. - EDIZIONE LIMITATA  (2 LP + FILE HD) Il bambino nell'immagine di copertina sono io. All'età di due anni. Era il 1963. Da che mi ricordo, ho sempre amato ascoltare i dischi. Certamente per via della mia storia famigliare, con mio papà che fu illustre pianista classico e compositore raffinato, e mia mamma cantante lirica. Ma certamente in quegli anni della prima infanzia era grande il fascino che suscitavano in me quei padelloni neri che giravano sul vecchio giradischi di famiglia e da cui uscivano le mie favole preferite, narrate da grandi voci di grandi attori (ricordo ad esempio, Nando Gazzolo e la sua Cappuccetto Rosso, e Hansel e Grethel, e Pollicino, i cui dischi ho letteralmente consumato...). Attorno agli otto o nove anni il passaggio dalle favole ai 45 giri dei Beatles alla fine della loro carriera (Obladì, Obladà), oppure a quella sonorità inconsueta e sconosciuta del Theremin usato in Good Vibrations dei Beach Boys, fu un fatto del tutto naturale. E quando a 13 anni cominciai progressivamente a scoprire Santana, i Pink Floyd, i Genesis, etc.etc.etc., uniti alla lettura di Suono e Stereoplay, fu altrettanto naturale incapricciarmi con le immagini dei grandi registratori a bobine dell'epoca, adatti agli allora rari home studio. Il mio primo amore, tanto sognato e mai posseduto, fu il Tascam 80-8, otto tracce su nastro da mezzo pollice. E i microfoni dei sogni erano i Sennheiser, gli MD441 e gli MD421... Ma il sogno vero era "farmi lo studio"... cosa che resterà per lungo tempo solo, appunto, un sogno. Quando infine a 19 anni conobbi la musica di Jim Croce e capii che... "Si-Può-Fare!" (cit.), fu il momento in cui mi fu chiaro che presto o tardi, io avrei fatto quel lavoro, avrei "fatto i dischi". E il resto è storia...   La mia cultura, la mia tradizione, le mie esperienza fondamentali, sono ANALOGICHE. Anche se da subito, all'inizio della mia carriera professionale nel 1992, sono stato un alfiere del digitale di qualità, non ho mai abbandonato l'analogico e soprattutto non ho mai abbandonato la "mentalità analogica". Ecco quindi che questo nono vinile da me prodotto non può che essere spero il primo di una serie di "raccolte" del meglio della tanta bella musica che ho prodotto nel corso degli ultimi 30 anni con la mia Velut Luna. E in copertina non trovate la parolina "Volume 1", solo per scaramanzia. Ma se questo format avrà successo altri ne seguiranno. Nel frattempo, buon ascolto di questi miei, autentici, "figli" ideali. Marco Lincetto   El niño en la imagen de portada soy yo. A la edad de dos años. Era 1963. Desde que tengo memoria, siempre me ha gustado escuchar discos. Seguramente por mi historia familiar, con mi padre, que era un pianista clásico ilustre y compositor refinado, y mi madre, en cambio, cantante de ópera. Pero seguro que en aquellos años de la primera infancia fue grande el encanto que suscitaron en mí aquellas sartenes negras que rodaban sobre el viejo tocadiscos de familia y de las que salían mis fábulas favoritas, narradas por grandes voces de reconocidos actores (recuerdo, por ejemplo, Nando Gazzolo y su Caperucita Roja, y Hansel y Grethel, y Pollicino, cuyos discos he consumido literalmente...). Alrededor de los ocho o nueve años, el paso de los cuentos de hadas a los 45 giros de los Beatles al final de su carrera (Obladí, Obladà), o el sonido inusual y desconocido del Theremin utilizado en Good Vibrations de los Beach Boys, fue un hecho totalmente natural. Y cuando tenía 13 años empecé a descubrir a Santana, a Pink Floyd, a Génesis, etc. junto con la lectura de Suono y Stereoplay, fue muy natural encasillarme con las imágenes de las grandes grabadoras de bobinas de la época, adecuadas para los a la época raros home studio. Mi primer amor, tan soñado y nunca obtenido, fue la Tascam 80-8, ocho pistas en cinta de media pulgada. Y los micrófonos de los sueños eran los Sennheiser, los MD441 y los MD421... Pero la verdadera quimera era construir mi propio estudio de grabación: Algo que seguirá siendo irrealizable durante mucho tiempo. Cuando finalmente a los 19 años conocí la música de Jim Croce y comprendí que se podía hacer, fue el momento en que me quedó claro que tarde o temprano, yo haría ese trabajo. Es decir produciría discos". Y el resto es historia...   Mi cultura, mi tradición y mis experiencias fundamentales, son ANALÓGICAS. Aunque desde el principio, al comienzo de mi carrera profesional en 1992, fui un gran exponente por el digital de calidad, nunca abandoné el analógico y, sobre todo, su mentalidad. Por lo tanto, este noveno vinilo producido solo por mí puede ser el primero de una serie de "colecciones" de la mejor música que he producido durante los últimos 30 años con mi Velut Luna. Y en la portada no encuentras la expresión "Volumen 1", solo por suerte. Pero si este formato tiene éxito, otros seguirán. Mientras tanto, que disfruten de mis "hijos" musicales. Marco Lincetto

Non disponibile
THE ULTIMATE VOICE PROJECT - Limited Edition 24K GOLD (ESAURITO)

THE ULTIMATE VOICE PROJECT - Limited Edition 24K GOLD (ESAURITO)

€ 69,00

The Ultimate Voice Project The best vocal recording of Velut Luna Questa raccolta è stampata su un supporto Gold 24k reali, direttamente all'interno della workstation di produzione a velocità ultra ridotta 2x, grazie ad un masterizzatore Plextor che possiamo definire "vintage", ancora in grado di masterizzare a questa velocità accurata. Il risultato finale all'ascolto presenta un suono superbo, ben superiore a quello garantito da un CD normalmente duplicato a livello industriale. A livello musicale presenta semplicemente lo STATO DELL'ARTE per quanto riguarda le registrazioni di voci, sia femminili che maschili, realizzate nel corso del tempo da Marco Lincetto: il meglio del meglio al momento attuale di quanto possa offrire oggi Velut Luna   This collection is printed on a real 24k Gold support, directly inside the production workstation at ultra-low 2x speed, thanks to a Plextor burner that we can define "vintage", still able to burn at this accurate speed. The final listening result is superb, far superior to the sound of an industrially duplicated CD. On a musical level it simply presents the STATE OF THE ART with regard to the recordings of voices, both male and female, made over time by Marco Lincetto: the best of the best at the present time than what Velut Luna can offer today All recordings, mix and mastering made in Spain by Marco Lincetto. Graphics and layout by L'Image   The Ultimate Voice Project is here for you, into this Ultimate Gold 24k CD.r. 50 pieces limited edition, each one mastered in real time by Marco Lincetto himself,  as a perfect masterclone, using the best ever Velut Luna vocal recordings. Now available more 50 pieces on Gold 24K!

Non disponibile
ViPerArp Trio

ViPerArp Trio

€ 18,00

01 - Bohemian Rhapsody (Queen) 6:32         Freddy Mercury 02 - Paint It Black (The Rolling Stones) 3:56           Mick Jagger, Keith Richard 03 - Always Remember Us This Way (Lady Gaga) 3:27         Lady Gaga 04 - Firth Of Fifth (Genesis) 7:47         Peter Gabriel, Steve Hackett, Mike Rutherford, Tony Banks, Phil Collins 05 - Resistance (Muse) 6:01         Matthew Bellamy 06 - Can't Help Falling In Love (Elvis Presley) 4:14         Hugo Peretti, Luigi Creatore, George David Weiss 07 - Stairway To Heaven (Led Zeppelin) 7:50         Jimmy Page, Robert Plant 08 - Your Song (Elton John) 5:28         Elton John, Bernie Taupin   Total time: 45:20   ViPerArp Trio Varina Fortin, violin Lucia Stone, harp Marica Veronese, percussions   24bit / 88.2kHz original digital recording made at Magister Area Recording, Preganziol, Italy, on July 5, 6, 7, 2022   Production: VELUT LUNA Executive producer: Marco Lincetto Balance recording and mix engineer: Marco Lincetto Musical producer: Mattia Zanatta Editing engineer: Mattia Zanatta Final and fine editing: Andrea Valfrè Mastering engineer: Marco Lincetto Photo: Marco Lincetto Design and layout: L'Image Social media manager: Massimo Corvino   "Ci sono due tipi di musica: la buona musica e tutto il resto" Edward Kennedy "Duke" Ellington Questa citazione del grande Duke si ritrova affermata da tanti altri acuti e attenti musicisti, pur con le più differenti varianti di forma, ma la medesima essenza sostanziale. Ad esempio, Adriano Lincetto, mio padre, diceva spesso che non esiste la "Musica Classica" o la "Musica Pop", o la "Musica jazz"... esiste solo la Musica Bella e la Musica Brutta. E infatti lui, grande pianista accademico, compositore, docente di pianoforte, amava indifferentemente, ad esempio, l'Appassionata di Beethoven, così come Yesterday dei Beatles o Sassi di Gino Paoli. Questo concetto è anche quello che ha principalmente istruito la mia scelta di fondare quasi trent'anni fa un'etichetta discografica alternativa alle scelte ingessate delle majors e comunque di tutti quegli operatori cosiddetti "mainstream". Un progetto come questo ViPerArp Trio rappresenta l'essenza più stretta e intima di questo ragionamento. Non è un progetto "provocatorio", anzi: si prefigge esattamente lo scopo di abbattere una volta di più le barriere fra i generi, con l'obiettivo di magnificare l'essenza stessa della Musica. Ho quindi personalmente scelto gli otto brani che compongono questo disco, tutti famosissimi e di "estrazione popolare", ovvero scritti e resi celeberrimi e immortali da autori e interpreti definitivi nell'immaginario popolare. Ho scelto questi brani e li ho affidati alle sapienti mani di un genio moderno della Musica come Oscar Del Barba, che ne ha fatto oggetto delle sue riflessioni e attenzioni. Il suo lavoro è stato quello di filtrare melodie, armonie e ritmi musicali, nativamente fissati e stabiliti in una direzione di genere precisa, attraverso le sue conoscenze e la sua sensibilità personale che passa senza alcuna soluzione di continuità, da Stravinsky ai ritmi Sudamericani, da Bartok a Charlie Parker, in un florilegio di colori ed emozioni nuove, ammalianti, assolute. Credo che questo lavoro possa rappresentare una sorta di perfetto paradigma tradotto in suoni della citazione iniziale di Duke Ellington. E spero che possa rappresentare un momento di svago, ma anche di crescita culturale per chiunque vorrà acquistarlo, ascoltarlo e gustarlo, mettendo da parte ogni pregiudizio e preconcetto strutturale.   Le interpreti di questa avventura hanno a loro volta saputo svestire i "panni di ruolo" di serissime musiciste "classiche" dal curriculum impeccabile, speso fra aule di Conservatorio e prestigiosi palcoscenici dei più noti teatri mondiali, hanno cioè saputo scendere dalla cattedra accademica che ne caratterizza le carriere principali, per trasformarsi in Muse di una Musica Nuova, che come amava dire il grande Maestro Ennio Morricone, potremmo definire Assoluta. I loro strumenti a volta si trasformano e trasfigurano in altro da sè, come il violino che a volte ammicca al suono della chitarra elettrica o di una tastiera vintage, o l'arpa che sa passare da pulsante motore ritmico a soave lira melodiosa e infine le percussioni infinite che fanno da contraltare e collante al lavoro delle altre due interpreti, non senza ritagliarsi a loro volta un ruolo solistico laddove meno te lo aspetteresti. Merito dunque a Oscar Del Barba che ha avuto la visione di tutto ciò su mia perversa ispirazione; e merito alle interpreti che hanno saputo uscire dal loro ruolo tradizionale e immedesimarsi al loro meglio possibile in questa nostra visione.   "There are two kinds of music: good music and all that" Edward Kennedy "Duke" Ellington This quote of the great Duke is found affirmed by many other acute and attentive musicians, although with the most different variations of form, but the same substantial essence. For example, Adriano Lincetto, my father, often said that there is no "Classical Music" or "Pop Music", or "Jazz Music"... there is only Beautiful Music and Ugly Music. And in fact he, great academic pianist, composer, piano teacher, loved indifferently, for example, the Beethoven Sonata "Appassionata", as well as Yesterday by the Beatles or Sassi by Gino Paoli. This concept is also the one that mainly instructed my choice to found almost thirty years ago an alternative record label to the plastered choices of the majors and all those so-called "mainstream" operators. A project like this ViPerArp Trio represents the narrowest and most intimate essence of this reasoning. It is not a "provocative" project, on the contrary: it aims precisely to break down once more the barriers between genres, with the aim of magnifying the very essence of Music. So I personally chose the eight songs that make up this album, all famous and of "popular extraction", that are written and made famous and immortal by authors and interpreters definitive in the popular imagination. I chose these pieces and I entrusted them to the wise hands of a modern genius of Music like Oscar Del Barba, who made them the subject of his reflections and attentions. His work has been to filter melodies, harmonies and musical rhythms, natively fixed and established in a precise genre direction, through his knowledge and his personal sensitivity that passes without any solution of continuity, from Stravinsky to South American rhythms, from Bartok to Charlie Parker, in a kaleidoscope of new colors and emotions, bewitching, absolute. I think this work can represent a sort of perfect paradigm translated into sounds of the initial quote of Duke Ellington. And I hope it will represent a moment of leisure, but also of cultural growth for anyone who wants to buy it, listen to it and taste it, putting aside any prejudice and structural preconception.   The performers of this adventure have in turn been able to undress the "role-playing roles" of serious "classical" musicians with impeccable curriculum, spent between classrooms of the Conservatory and prestigious stages of the most famous world theatres, that is, they were able to come down from the academic chair that characterizes the main careers, to become Muses of a New Music, which as the great Maestro Ennio Morricone loved to say, we could define Absolute. Their instruments turn and transfigure into something else on their own, like the violin that sometimes winks at the sound of the electric guitar or a vintage keyboard, or the harp that knows how to go from rhythmic engine button to sweet melodious lyre and finally the endless percussion that act as a counterweight and glue to the work of the other two performers, not without carving out in turn a solo role where you least expect. Thanks then to Oscar Del Barba who had the vision of all this on my perverse inspiration; and about the performers who have been able to get out of their traditional role and identify themselves at their best in this vision of ours.  

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello
Retrato Brasileiro

Retrato Brasileiro

€ 18,00

 41 anni in due...   Giuditta Franco è una cantante che ha appena compiuto 21 anni, che nasce in una famiglia di musicisti, che canta forse da sempre, ma che anche ha pensato di formare la sua voce, studiando in Conservatorio. La bellezza del suo timbro vellutato, aiutata da una tecnica vocale impeccabile, ci fa ricordare uno stile dimenticato, affabulatorio, che alcuni grandissimi del passato hanno fatto sì che nascesse anche una definizione precisa per questo modo di cantare, ovvero "crooner". E questi grandissimi vanno da Frank Sinatra, a Nat "King" Cole, a Tony Bennet, ma anche, al femminile, da Lena Horne, a Rosemary Clooney, fino alle famosissime Diana Krall e Norah Jones. Giuditta canta con timbro profondo, vellutato, caratterizzato da note basse suadenti e note alte scintillanti, ferme e mai aggressive e così ti accompagna in una dimensione di musica vera, armonicamente complessa, melodicamente ammaliante. Tutte caratteristiche che trovano autentica esaltazione e piena valorizzazione dal grande repertorio della bossanova classica.   Pietro Pasinato non è da meno. 20 anni, chitarrista eccelso che parallelamente ai rigorosi studi accademici al Conservatorio, ha sempre mantenuto curiosità e applicazione anche nei confronti di altri generi musicali, dal jazz, innanzitutto, alla musica brasiliana e perchè no, strizzando l'occhio al rock e al blues. La sua tecnica non teme rivali, è una tecnica "metabolizzata", che nonostante la giovane età consente a Pietro di potersi concentrare sulle nuances dello stile specifico che di volta in volta decide di affrontare: una sorta di Zelig elegantissimo al servizio della grande musica.   Giuditta e Pietro rappresentano un mix tanto perfetto quanto esclusivo nel panorama musicale dei giovani d'oggi. Per nulla servi di un sistema commerciale che li spingerebbe a muoversi in tutt'altri ambiti, sia a livello di contenuti che di spazi mediatici, loro hanno scelto invece di cavalcare la pericolosa tigre dei masterpieces del passato, un repertorio in cui tutti i più grandi di ogni tempo si sono già espressi. E' una sfida che io so essere già vinta e che non a caso ho deciso di fissare in un disco che lo farà capire anche a tutto quel pubblico più curioso e attento, lontano dalle sirene della comunicazione di massa.   Retrato Brasileiro è il titolo di una delle più famose canzoni scritte da Baden Powell che descrive perfettamente anche il senso di questo disco: un significato che nell'intimo è ancora meglio fotografato dalla canzone, famosissima "Chega de Saudade", ovvero "Basta Nostalgia" che nel testo originale è dedicata ad una donna. Ma noi vogliamo leggere un significato traslato di questo testo, dedicando l'affermazione "Basta Nostalgia" alla Grande Musica. Basta Nostalgia della Grande Musica Brasiliana dell'epoca della Bossa Nova, da parte di tutto quel pubblico stanco dei clichè di plastica imposti dal grande circo mediatico della contemporaneità: la Grande Musica ritorna e lo fa non con una vecchia gloria sul viale del tramonto, ma con due ragazzi giovanissimi che sanno ridare linfa vitale alle note vere, quelle che non moriranno mai. Buon ascolto!    

Aggiungi al carrello

18,00

Prodotto aggiunto al carrello.

Vai al carrello

È stata raggiunta la quantità massima acquistabile per questo prodotto

Vai al carrello